Coach Forte esulta dopo la vittoria «Primi in classifica e ancora imbattuti»

Claudio Forte, allenatore del Piacenza, dopo aver seguito la partita dalla tribuna scende a festeggiarecon la sua squadra. «Vittoria meritata e partita giocata come l’avevamo preparata in settimana. Peccato non essere riusciti a marcare la quarta meta ma va bene così : siamo primi in classifica e ancora imbattuti». Sandro Pagani, responsabile della difesa, aggiunge: «il rugby è uno sport sincero. La squadra più “forte” vince sempre e oggi la squadra più forte è stata la nostra. Siamo stati i migliori nel lancio del gioco, negli impatti dell’uno contro uno, nelle fasi statiche e nei piccoli dettagli: tutto è andato per il verso giusto. Forse potevamo essere più efficaci nel punteggio però siamo sempre stati dominanti. Parma si è confermata una gran bella squadra e avrà modo di farsi valere nel prosieguo di questo campionato ancora tutto da giocare».

Un po’ di amarezza, comprensibile, da parte di Filippo Frati, coach del Parma. «Perdere non fa mai piacere ma questa sconfitta è anche un po’ il frutto di ciò che non siamo riusciti ad esprimere. Su tutto direi certamente la rimessa laterale, fase di gioco che nelle gare precedenti ha sempre rappresentato uno dei nostri punti di forza. E’ arrivata la nostra prima sconfitta però i ragazzi hanno lottato e quindi cista che il Piacenza, abbia fatto meglio di noi nel muovere la palla, in difesa, nello sfruttare le occasioni: complimenti ai biancorossi».

Man of match: titolo conquistato da Joaquin Guerra per la terza volta in questo campionato, e non solo per le 12 mete realizzate in queste prime sette giornate: un’enormità per un tallonatore. «Il merito è da condividere con i miei compagni e con l’allenatore che mi permette di giocare un po’ “dentro” e un po’ “fuori” dalla mischia, come piace a me. In allenamento abbiamo lavorato parecchio sui drive e sulle touche e direi che oggi hanno funzionato bene. Parma resta comunque una buona squadra ed i giocatori ci hanno rispettato: è stata proprio una bella sfida dura sul piano fisico».

Leonardo Piriti
Libertà 12/01/26

Piacenza in vetta scacco matto con sorpasso ai danni di Parma

Serie A2 – I biancorossi festeggiano al Beltrametti, però niente quarta meta valida per il punto di bonus offensivo

Piacenza Rugby vs Rugby Parma 1931: 22-10
Piacenza Rugby: Cisint (27’st Manciulli), Essien (22’st Sotelo), Misseroni, Guerra B. (39’st Ravilli D.), Bertorello, Biffi, Saunders, Cornelli, Savi, Lekic (22’st Marazzi), Chiappini, Melegari (38’st Bonatti), Dapaah (10’st Greco), Guerra J., Lovotti. Allenatore: Forte C.
Rugby Parma 1931: Sorio, Abdelaziz (25’st Mussi), Pagliarini (25’st Dorni), Manfrini, Bianconcini, Paternieri, Colla, Manni, Andreoli, Mordacci, Sharku, Gerosa (35’st Pop), Kakaliashvili (22’st Morelli), Calì (22’st Barbo). Allenatore: Frati F.
Arbitro: Edoardo Bognanni di Catania.
Note: Spettatori 600 circa
Marcatori: 2’ cp Saunders (3-0); 15’ mt Guerra J. (8-0); 24’ cp Paternieri (8-3); 40’ mt Andreoli tr Paternieri (8-10); Secondo Tempo: 3’ mt Guerra J. tr Saunders (15-10); 33’ mt Guerra J. tr Saunders (22-10)

La si può definire una partita a scacchi quella andata in scena sullo scacchiere del Beltrametti tra Claudio Forte, allenatore del Piacenza Rugby e Pippo Frati, allenatore della Rugby Parma, nel derby di Serie A2 che metteva in palio il primato nel girone 2. La vittoria è andata alla squadra di casa che non è riuscita a segnare la quarta meta valida per il punto di bonus offensivo ma se non altro ha impedito alla squadra ospite di accorciare le distanze nel punteggio per portare a casa il punto di bonus difensivo.

La partita è stata sicuramente gradevole, soprattutto nel primo tempo, e ha divertito il numeroso pubblico del Beltrametti, per una buona parte anche proveniente da Parma Grazie a questa vittoria il Piacenza ha mantenuto l’imbattibilità ma soprattutto ha scavalcato in classifica Parma, portandosi al comando con tre lunghezze di vantaggio sulla squadra parmense.

La partita si apre con il piazzato di Saunders a punire un fallo degli ospiti: Piacenza in vantaggio. I biancorossi insistono, aprono varchi nella difesa parmense e al quarto d’ora guadagnano un calcio di punizione trasformato in rimessa laterale. Il copione che ne segue è quello solito: Chiappini svetta in touche, il pack si organizza in un drive avanzante e Joaquin Guerra deposita l’ovale in meta.

Parma reagisce, si porta sotto i pali biancorossi ma la difesa piacentina fa buona guardia e così arriva l’ordine di usare “il piede”: calcio piazzato messo a segno e Parma va a -5. Le squadre attaccano, difendono, qualche volta sprecano, ma allo scadere è di nuovo Parma a marcare punti, stavolta pesanti, che le consentono di andare al sorpasso.

In avvio di ripresa il Piacenza si procura una nuova opportunità per segnare punti attraverso il solito “modulo”: calcio di punizione a prendere i 22 metri, rimessa laterale, le due torri a recuperare l’ovale per metterlo a disposizione dei compagni pronti a partire in drive. E per Joaquin Guerra è doppietta mentre per il Piacenza è contro sorpasso. Parma ci prova, entra per tre volte nell’area piccola dei biancorossi guadagnando altrettante rimesse laterali ma l’esito non è quello sperato. A differenza del Piacenza che, alla mezz’ora, ci riprova un’altra volta, sempre alla stessa maniera, e per Joaquin Guerra è tripletta. E i trequarti? Altrettanto performanti sia in difesa sia in attacco, ottimamente diretti da Biffi, finalmente tornato in campo dopo gli infortuni.

Negli ultimi minuti Parma cerca disperatamente la via della meta per procurarsi almeno il punto di bonus ma la difesa piacentina glielo impedisce in più di un’occasione, fino al fischio di chiusura. E’ la vittoria del collettivo, di unPiacenza che vince e che forse inizia a spaventare. Certo, il campionato non è neppure a metà del suo percorso e i giochi restano aperti ma Cornelli e compagni al momento lo controllano dall’alto, e con pieno merito.

Leonardo Piriti
Libertà 12/01/26

La partita vista dagli spalti Piacenza vs. Parma

È possibile essere tifosi e contemporaneamente politically correct? Difficilissimo, per cui oggi non ci provo nemmeno, sono troppo innamorato di questa squadra e di questa società solo per provarci.

È tutto troppo bello per tenere contenuti la gioia e l’euforia di una giornata sportiva come quella di oggi. Il clima meraviglioso, gli spalti gremiti, cento bambini che giocano sul campo divertendosi come pazzi. Tra pochi minuti inizia una delle partite storicamente più sentite da ogni rugbista di ogni età con il biancorosso nel cuore. Arriva il Parma che ci precede in classifica di un punto e come noi, fino ad oggi imbattuto. Il ritiro dal campionato del Noceto ha ulteriormente rinforzato le fila degli ospiti visto che l’allenatore ed alcuni dei giocatori più determinanti, sono passati nella formazione gialloblu. I quali, nonostante questo in settimana per bocca del loro allenatore hanno definito il Piacenza rugby una corazzata costruita per vincere il campionato. Loro no? Guardando in faccia nostri ragazzi si legge una grandissima concentrazione ed altrettanta determinazione. Finalmente coach Jena può contare su una rosa completa per fare le migliori scelte possibili, tutti gli infortunati sono stati recuperati e sono disponibili per entrare in campo. L’inizio dei giochi evidenzia subito che questo è il livello tecnico più alto possibile di questo campionato.

Le due formazioni si affrontano a viso aperto mettendo in mostra la qualità e la forza dei propri giocatori. Già dopo 2’ Piacenza muove il tabellone grazie all’ infallibile piede di Sounders. I biancorossi ci hanno dimostrato durante le precedenti 6 partite di aver messo a punto in modo impeccabile una fase di gioco diventata fondamentale fonte di marcature. Pallone in touche nei 22 avversari, un saltatore conquista la palla, drive magistralmente condotto da J. Guerra che va a marcare la meta. Il copione viene messo in pratica al 14’, ma questa volta la palla posizionata sull’ imbuto cade mentre Sounders prende la rincorsa e a  Nial non resta che calciare un velocissimo drop sotto la pressione della difesa che monta, che va a sfiorare il palo della porta avversaria. Bella e intensa partita e il pubblico apprezza lo spettacolo che viene offerto. La forza fisica del pacchetto casalingo prevale nel confronto diretto con gli ospiti che subiscono un “carretto” di 30 mt davvero inarrestabile. Qualche scelta sbagliata e qualche imprecisione di troppo fanno sì che il tabellone rimanga fermo sul 8 – 3 nonostante i padroni di casa continuino ad esercitare una pressione offensiva che schiaccia il Parma nei propri 22. Solo allo scadere del primo tempo Parma ribalta la situazione e con più cinismo riesce a segnare e trasformare una meta. L’ 8 – 10 all’intervallo non si può proprio vedere e non dimostra quello che il terreno di gioco ha messo in mostra. Con ancora maggiore determinazione la formazione biancorossa rientra sul terreno di gioco. La partita si fa ancora più fisica e il Piacenza riesce a prendere in mano la situazione.

Con una difesa perfettamente organizzata e per nulla fallosa, riesce a bloccare sul nascere ogni tentativo d’attacco degli ospiti. Quello che funziona non si cambia e i biancorossi mettono in pratica altre due volte il loro meccanismo perfetto di marcatura di punti. Touche in attacco vinta, drive, J. Guerra segna. Le tre mete di oggi sono tutte sue e tutte frutto dello stesso schema, vederlo nominato man of the match è una certezza.  Gli ospiti nella ripresa non riescono a mettere a segno nemmeno un punto. A volte le loro scelte appaiono un po azzardate e velleitarie. Quanto orgoglio, per questi ragazzi, per questo staff, per questa società. Quanto lavoro dietro questi risultati, quanti progetti ancora in essere da portare a termine.

La felicità che si legge in campo a fine partita è quanto di più sincero si possa mostrare. Tutti i giocatori, sia quelli storici, sia i nuovi arrivati, hanno voglia di giocare insieme e dare sempre il meglio di se stessi per raggiungere i più alti obiettivi possibili. Tutti danno sempre oltre il loro 100% sia negli allenamenti, sia nelle partite, tutti dimostrano concretamente un fortissimo attaccamento alla nostra maglia. Oggi il Piacenza è stata una squadra perfettamente organizzata e super coraggiosa (grazie Claudio!!!), andando a sfidare sportivamente gli avversari nei loro punti di forza e dimostrando di essere ancora più forte . Dimostrando di essere in grado di giocare con disciplina e concentrazione per tutti gli 80’ della partita, senza nessuna amnesia nemmeno temporanea. Per la perfezione manca solo la marcatura della quarta meta che ci avrebbe fatto guadagnare il punto di bonus, ma va davvero benissimo così. Tutti i 23 ragazzi sarebbero da menzionare personalmente per quello che hanno saputo fare sul campo. È una fortuna poter avere a disposizione degli uomini con queste qualità tecniche e umane sempre pronti ad offrire la loro esperienza ed il loro aiuto ai giovani. Unica nota negativa, l’infortunio a Cisint (un piccolo strappo muscolare) che lo ha costretto a uscire dal campo e che gli imporrà qualche settimana di riposo e recupero. Domenica 18 gennaio si va a Milano per affrontare il CUS nella penultima giornata del girone di andata. Bisogna mantenere alta la concentrazione e affrontare con rispetto l’avversario.

Dopo questo derby la consapevolezza della propria forza e delle proprie capacità dovrebbero consentire di affrontare a testa alta e senza paura qualsiasi formazione. 
E sempre…FORZA PIACENZA!!!

La partita vista dagli spalti Lecco .vs Piacenza

Da qualche anno la trasferta nei luoghi manzoniani è diventata una battaglia da andare a vincere a tutti i costi. Questa accesissima rivalità sia sul campo, che sugli spalti ha avuto inizio quando il match avrebbe determinato quale squadra sarebbe passata dalla serie B alla A. Qui Piacenza non ha mai perso, mettendo in mostra tutta la forza e la determinazione che da sempre animano la squadra emiliana. Con il passare degli anni gli obbiettivi delle 2 squadre si sono differenziati sempre di più e ad oggi il divario in classifica, non fa che dimostrare questa evidenza. Qui si trova il pubblico meno “rugbystico” d’Italia. Provocatorio oltre il lecito, maleducato e poco sportivo, con una stampa locale con visioni ed espressioni talmente partigiane, da diventare stucchevole e ridicola. Il terreno di gioco si presente meglio di altre volte, ma sempre pesante e soprattutto di minime dimensioni, penalizzanti per la squadra dal migliore tasso tecnico.

Ma le partite si giocano sul campo e vanno vinte sul campo, cercando di onorare al massimo il nostro sport. Il pareggio nella precedente giornata di campionato con Milano, ha messo in mostra qualche limite, più mentale che tecnico e fisico, nella squadra piacentina. La Jena deve fare miracoli per poter costruire i piani di gioco e le tattiche da utilizzare durante la partita, visto che l’infermeria diventa sempre più frequentata e gli impegni di lavoro e familiari impediscono a diversi giocatori fondamentali, di allenarsi al massimo livello di intensità. La classe cristallina di alcuni giocatori biancorossi, è di una bellezza straordinaria e capace di accendere sia il cuore, che l’entusiasmo dei tifosi. Sounders, incontenibilmente veloce e scaltro, ci mette meno di un minuto, con un’azione personale strabiliante, a depositare il pallone oltre la linea di meta avversaria e a trasformare la sua marcatura. Sembra il miglior modo possibile per iniziare una partita. Iniziano subito anche le imprecisioni, gli errori banali e le scelte difficili da interpretare, anche per i giocatori stessi. Forse si dovrebbe ripartire da movimenti più semplici e basici, senza cercare tutte le volte la giocate straordinaria, ma difficilissima da realizzare. Infatti, nonostante la rilevante quantità di palloni di qualità a disposizione non si riesce a costruire una sequenza di azioni degna di nota. Anche su questo campo il marchio di fabbrica di questa squadra, viene messo in pratica, così da touche vinta, parte una maul avanzante che consente a J. Guerra di marcare l’ennesima meta, trasformata da Sounders. Il quale mette tra i pali anche un bellissimo e velocissimo drop da oltre 40 metri.

La classe non è acqua. I nostri cadono nella rete preparata dai lombardi, continuamente provocatori e con, come unico piano di gioco, quello di sporcare e rallentare ogni azione piacentina. Su analoga azione da touche, nel secondo tempo, tocca a Marazzi mettere in mostra tutta la sua classe, la sua velocità e la sua potenza per marcare la terza meta trasformata dal solito Sounders. Nemmeno un rosso ai padroni di casa e la conseguente superiorità numerica con ancora oltre 10 minuti da giocare, consentono ai piacentini la quarta marcatura, che avrebbe portato il punto di bonus. Oggi manca sempre qualcosa, un dettaglio per riuscire a raggiungere l’obbiettivo prefissato. Il risultato sembra inchiodato sul 6 a 24. Pazienza, il cammino è ancora lungo ed il Parma ci precede di un solo punto in classifica. Recuperiamo tutti i nostri giocatori e soprattutto la lucidità nell’interpretare le situazioni di gioco e diminuire drasticamente il numero degli errori commessi. Alcuni giocatori possono e devono fare molto di più e meglio. Monumentale la prova di capitan Cornelli in primis (diventato padre per la seconda volta in settimana), onnipresente e determinante in qualsiasi fase del gioco. Di J. Guerra, una vera forza della natura, di Lovotti, per il quale la data di nascita è solo un pezzo di carta. Strabiliante la crescita e la maturazione dimostrate da Savi, che ovunque venga impiegato, dimostra una forza volontà ed un impegno assoluti, efficacissimo portatore di palloni. Chiappini e Marazzi sempre presenti e determinanti in ogni azione di gioco su tutto il campo. Di Sounders abbiamo già parlato, è la scintilla che sa accendersi continuamente ed accendere tutta la squadra.  Impossibile mascherare la mia felicità nel ritrovare, oggi solo in panchina, Akram Bilal, di ritorno dal suo anno lontano da Piacenza per impegni professionali. Aspettiamo l’11 gennaio alle 14.30, quando il Parma verrà a farci visita al Beltrametti per la ripresa del campionato dopo le festività natalizie. Sarà una partita fondamentale per le speranze di entrambe le formazioni, un derby da sempre sentito come nessun altro. Saremo prontissimi a dare battaglia per sorpassare in classifica i nostri rivali. Buon Natale, buon anno, ma soprattutto buon rugby a tutti.
… e sempre… FORZA PIACENZA!!!
Paolo Fernandi

La partita vista dagli spalti Piacenza .vs ASR Milano

Il Piacenza che non ti aspetti

Una partita in casa di sabato pomeriggio non la si giocava da parecchio tempo, ma al Beltrametti accorre comunque parecchio pubblico. Il Piacenza di questa stagione è bello da vedere giocare e crea aspettative che mancavano tanto. Anche da Milano, al seguito dell’ASR (la più quotata delle 3 milanesi del girone), arrivano in Emilia un discreto numero di sostenitori. Vedere i fratelli Lekic (soprattutto Miralem, Mohamed non è ancora potuto essere schierato in campo) in tribuna innesca una qualche apprensione, pur se il pacchetto di mischia biancorosso è composto da giocatori di altissimo valore. Il nostro “dinosauro” è diventato sul campo l’esempio da seguire da ogni punto di vista, impegno, determinazione, spirito di sacrificio e attaccamento alla maglia. 

Come in tutte le partite precedenti, pronti, via e il Piacenza ci mette pochi minuti per varcare la meta avversaria, con quello che sta diventando il marchio di fabbrica della squadra. La mischia dominante guadagna un calcio a proprio favore che viene messo in touche nei 22 avversari, palla conquistata, maul perfettamente costruita e avanzante con Guerra al timone, meta di quest’ultimo. Trasformazione di Sounders. Ormai ci siamo abituati a questo schema che sta regalando infinite e continue soddisfazioni. Vero che in tutte le precedenti partite i biancorossi hanno sempre sofferto di momenti di amnesie e non adeguata contrazione, che sono costati sempre diversi punti incassati, ma questi hanno sempre avuto una durata di tempo limitata.

Oggi la squadra sembra non riuscire a venir fuori da queste situazioni di disordine mentale e organizzativo. I ¾ avversari sovrastano i nostri ed esercitano una pressione costante sulla squadra di casa. Sembriamo santa Lucia, babbo natale e la befana tutti insieme, tanti sono i regali che continuiamo a fare ai nostri avversari, non particolarmente bisognosi e meritevoli di tanta manna caduta dal cielo e ricevuta. L’ ASR ne approfitta ed il risultato resta in bilico, quando addirittura la bilancia non va a pendere dalla parte dei milanesi, che riescono a portarsi meritatamente in vantaggio. Da mettere in conto anche 2 salvataggi miracolosi, che ci hanno evitato di subire altrettante mete praticamente già fatte ed un divario di punti praticamente incolmabile. Ingenuità ripetute, scelte scellerate e lontanissime dal piano di gioco preparato, scarsissima concentrazione ed un’infinità di errori gratuiti, sia in attacco, che in difesa.

Questo è quello che il Piacenza mette in mostra oggi. Irriconoscibili e disuniti. Per fortuna qualche sprazzo di lucidità rimane ed in questi la tecnica sopraffina dei padroni di casa, riesce a contrapporre qualcosa di sensato, come nel caso della meta di Essien Goodnews (la sua prima marcatura in serie A), da poco subentrato. In altre 2 occasioni i nostri riesco a ripetere il loro marchio di fabbrica da touche e segnano altrettante mete, sempre con Guerra (oggi ne segna 3). Parità. Rischiamo anche di riuscire a vincere la partita, quando al minuto 79 Milano, già in 14, prende il terzo meritato giallo e resta in 13. Così, dopo aver vinto tutte le nostre touche e moltissime di quelle avversarie, riusciamo a perdere quella decisiva a 5 metri dalla meta dei lombardi, rei di aver commesso un in avanti (ma dove?????). In fondo è giusto così, per quello che si è visto sul campo, non avremmo meritato di vincere. Bisogna ritrovare lucidità e coerenza con il lavoro della settimana.

Bisogna provare a seguire con più impegno e voglia di aiutarsi sempre da parte di tutti, quello che chiede il nostro coach, ieri visibilmente contrariato. Non vogliamo credere di esserci illusi troppo presto, ma da questi giocatori è lecito attendersi ben altre prestazioni. 2 punti persi, che speriamo non diventino l’ago della bilancia in momenti molto più delicati di questo. Domenica a Lecco dovrà essere un’altra cosa e l’occasione per dimostrare sul campo che questo rocambolesco pareggio ci ha portato solo più grinta, più voglia di essere una squadra unita e compatta, umile e determinata a raggiungere tutto quello che i suoi mezzi tecnici e agonistici possono e devono dare.
E sempre… FORZA PIACENZA!!! 

Paolo Fernandi

Serie C altra vittoria convincente: superata Valle Camonica

Prosegue il percorso positivo anche in serie C per il Piacenza Rugby, che nel match di ritorno contro Valle Camonica centra un’altra vittoria importante per 38-20 e conferma la crescita mostrata nelle ultime settimane.

La gara d’andata, ricca di ritmo e spettacolo, aveva lasciato buone sensazioni sul potenziale dei biancorossi, capaci di dominare nel gioco aperto ma meno efficaci nelle fasi statiche. Nel confronto di ritorno, la squadra guidata da coach Gorini ha mostrato passi avanti significativi: la mischia chiusa ha tenuto con continuità, la touche ha portato a casa la quasi totalità dei palloni e l’otto piacentino si è dimostrato più solido e affidabile rispetto al precedente incrocio. Valle Camonica ha provato a far valere la maggiore esperienza e fisicità nel gioco vicino al punto d’incontro, ma i biancorossi hanno saputo contenere la pressione, soprattutto dopo un primo quarto d’ora caratterizzato da buon equilibrio.

Da quel momento in avanti, il XV piacentino ha gestito il ritmo del match con lucidità, tenendo sempre gli avversari a distanza e controllando meglio la partita rispetto al match di Rogno di un mese e mezzo fa. La partita è finita con il punteggio di 38-20 per i biancorossi.

“Siamo cresciuti nelle fasi che all’andata avevano creato problemi – commenta coach Gorini. “La mischia ha lavorato molto meglio e la touche è stata solida. Subiamo ancora un po’ la loro fisicità nel gioco stretto, ma la squadra ha mantenuto ordine e controllo. Una buona prova che conferma il percorso che stiamo facendo”. Tra due settimane Piacenza chiuderà il girone preliminare con la trasferta di Tradate, ultimo passaggio prima della fase successiva della stagione.

Foto di Massimo Fermi

La partita vista dagli spalti Piacenza .vs Noceto

Arriva il Noceto e la testa ritorna a partite in giovanile su campi impossibili, dure e aspre come solo il rugby di un tempo era. Noceto sembra una nobile in declino, sopraffatta da problemi societari di complicata risoluzione. Piacenza vola sulle ali di un entusiasmo maturato dai risultati delle prime tre giornate di campionato. Morale alto, obbiettivi chiari e fiducia nei propri mezzi sono il mantra che la guida tecnica biancorossa continua a proporre ai giocatori. E l’inizio della partita conferma tutto, ritmo altissimo e tecnica sopraffina, consentono ai piacentini di marcare 2 mete, una più bella dell’altra.

Ma Piacenza riesce sempre anche a mostrare il proprio lato B, fatto di troppi falli, di ingenuità ed errori tanto gratuiti, quanto banali, quasi a voler tenere in partita gli avversari. Altrimenti non ci sarebbe confronto, si vedono squadre con cilindrate differenti. Bisogna restare attaccati all’amore per la propria squadra, con la fiducia che riuscirà a ritrovarsi e reagire. Ma il parziale di 14 a 16 per gli avversari, proprio non si può vedere!!! Ed ecco la reazione che desideri e che ti aspetti, 4 mete una più bella dell’altra, una in fila all’altra. C’è anche il tempo per una scaramuccia con sapore di vecchio rugby ad accendere la rivalità tra le due squadre. Ne fa le spese il nostro Samuel, cubetto di muscoli e sorrisi, che si prende un giallo davvero immeritato.

Troppo bello da vedere Sounders, man of the match e cecchino strepitoso, che riesce anche a marcare una meta a dimostrare la sua impressionante velocità. Da ricordare la prima meta dal suo ritorno in biancorosso, di Massimiliano Chiappini a coronare un’azione stupenda fatta di sostegni puntuali e velocissimi. Manca ancora qualcosa per concludere in bellezza ed ecco arrivare puntuale la meta incredibile di Daniele Greco, appena entrato, che porta la sua imponente massa a fare una corsa di oltre 30 metri, con alla fine attaccato sulle spalle un giocatore avversario. Questa marcatura se la ricorderà per tutta la vita!

Impossibile non menzionare in negativo la terna arbitrale, a certi tratti davvero imbarazzante. Non ha mai permesso al gioco di fluire, interrompendo continuamente la trama, con pause infinite. Il rugby si merita ben altro livello di direttori di gara. In questo modo lo spettacolo viene davvero troppo penalizzato.

Soddisfazione per il punteggio pieno in classifica, dove si condivide il primo posto con Parma. Margini di miglioramento ce ne sono tantissimi, come le speranze di poter vedere tutti i giocatori disponibili, per poter permettere di allargare le possibilità di scelta a coach Forte, sempre più leader assoluto del gruppo. Lo scontro diretto con Parma, sarà alla ripresa del campionato subito dopo le festività natalizie, ma intanto massima concentrazione per le prossime 2 partite prima della sosta.

Sabato 6 dicembre, sempre al Beltrametti alle 14.30, arriva la più quotata delle tre squadre milanesi. Venite a sostenere questi fantastici ragazzi e una società che sembra riuscire a fare i miracoli. Sarebbe bellissimo seguire in massa anche in trasferta i nostri beniamini a Lecco il 14 dicembre, per concludere insieme questo anno da incorniciare, ricco di soddisfazioni e foriero di tantissime speranze. 
E sempre… FORZA PIACENZA!!! 

Paolo Fernandi

Biancorossi trascinati dalla corsa di Greco

Serie A – La meta più bella firmata dal pilone del Piacenza, inseguito da due difensori nocetani, dopo una volata di 30 metri

Piacenza Rugby vs. Noceto 40-19

Piacenza Rugby: Cisint (34’st Essien), Sotelo, Misseroni, Guerra B. (34’st Beghi), Ravilli Fi. (38’st Bacciocchi), Manciulli, Saunders, Cornelli, Casali (7’st Savi), Lekic(24’st Roda L.), Chiappini,Melegari, Codazzi (4’st Dapaah), Guerra J. (38’sr Greco),Lovotti (34’st Alberti A.). All: Forte, Berzieri, Pagani

Noceto: Pratichetti, Pagliardi, Guareschi, Piccioli, Hamza (23’st Chiarello), Barla,Giuffredi, Pop, Benchea (23’stGerosa), Serafini, Boccalini (Gianno), Devodier,Caruso, Gavioli (15’st Fallini), Castelli (1’st Marquez). All: Viappiani
Arbitro: Filippo Vinci di Rovigo.
Note: giallo al 38’ a Dapaah
Marcatori: 2’ mt Guerra J. tr Saunders (7-0); 7’ cp Barla (7-3); 14’ mt Ravilli Fi. trSaunders (14-3); 17’ cp Barla (14-6); secondo tempo: 7’ mt Pop tr Barla (14-13); 11’cp Barla (14-16); 17’ mt Chiappini tr Saunders (21-16); 20’ cp Barla (21-19); 27’ mtCisint tr Saunders (28-19); 33’ mt Saunders (33-19); 42’ mt Greco tr Saunders (40-19)

Nulla di nuovo all’orizzonte nel campionato di Serie A Girone Il Piacenza Rugby supera “quasi” agevolmente Noceto e incamera altri 5 punti da aggiungere in classifica portandosi a quota 20, a punteggio pieno proprio come la Rugby Parma.
Nulla da fare per Noceto, alle prese con una crisi di risultati chea questo punto ne limitano fortemente
le ambizioni di inizio stagione. Tuttavia la squadra di Viappiani bè riuscita a creare qualche problema al Piacenza, soprattutto nel corso del primo tempo, tanto da chiuderlo sul parziale di 14-6. Punteggio verificatosi in buona parte per merito degli ospiti ma anche per qualche manchevolezza da parte dei padroni di
casa. Alle mete di Joaquin Guerra e Filippo Ravilli Noceto ha risposto con altrettanti piazzati ma
nulla di più. Il parziale non poteva certo soddisfare Cornelli e compagni, ne tanto meno coach Claudio Forte e il suo staff, per cui il pubblico del Beltrametti si attendevaun ritornoin campo con ben altro atteggiamento. E così stato. In avvio di ripresa Noceto ha marcato la sua prima meta, poi Barla ha illuso i propri tifosi calciando il piazzato del sorpasso (14-16) ma da quel momento in poi il Piacenza ha ripreso il controllo della gara marcando altre quattro mete.
La più bella ed entusiasmante quella firmata dal pilone Daniele Greco, a fine gara, dopo una corsa di oltre trenta metri vanamente inseguito da due difensori ospiti.
Uscita anticipata dal campo invece per Dapaah,sanzionato con un “giallo” a seguito di “confronto ravvicinato” tra alcuni giocatori delle due squadre. Domenica, biancorossi al Beltrametti con ospite l’Asr Milano.

Leonardo Piriti
Libertà 01/12/25

Tutti pazzi per Marazzi…

Più o meno volontariamente oggi tocca a Vittorio Marazzi sottoporsi alle domande, ormai rito settimanale, per conoscere meglio i giocatori del Piacenza Rugby.

Raccontaci del tuo incontro con il gioco di Rugby e del percorso che ti ha portato fino a Piacenza.
Era il giorno del mio 7mo compleanno quando papà (ex giocatore di rugby a Roma) mi ha portato al campo di rugby di Sondrio, dove risiedevamo in quel periodo e da quel giorno non ho più smesso. Dopo i primi anni nelle giovanili del Sondrio sono passato al Calvisano per poi proseguire a Parma con L’ Amatori, in seguito un anno in Accademia con la quale abbiamo giocato il campionato di serie A, per ritornare a Parma con i crociati. Da qui sono passato alle Fiamme Oro dove ho giocato per qualche anno, per poi smettere temporaneamente. In questo periodo ho incontrato Sandro Pagani che mi ha proposto di venire a giocare al Piacenza (allora in serie B). Proprio in quell’anno dovevo chiedere di essere destinato professionalmente dalla Polizia in qualche città per cui la mia scelta anche professionale è stata Piacenza, che non conoscevo e dove non ero mai stato. Ad oggi sto giocando per l’ottava stagione del Piacenza Rugby, sono ormai un veterano di questa squadra e penso di essere il terzo o il quarto per anzianità. 

Vedendoti dalle tribune, la tua forma fisica sembra smagliante
Sono i tempi di recupero che si stanno allungando. Anni fa, al lunedì mattina mi sentivo in piena forma, adesso al mercoledì porto ancora il peso della partita della domenica  precedente.

In questi anni che evoluzione hai vissuto da giocatore in questa squadra?
Rispetto alla mia prima stagione a Piacenza ho vissuto davvero tantissimi cambiamenti sia a livello societario, che nella squadra. Il mio primo allenatore a Piacenza era stato Rollestone, ma la costante di tutti questi anni è stata la presenza di Hogan vero filo conduttore soprattutto per noi avanti

Come hai vissuto il passaggio dalla B alla A e da Grangetto a Forte?
Sono stato preso come giocatore professionista dal Piacenza Rugby per cui preferisco non esprimermi sulle scelte societarie. Mi trovavo molto bene con Grangetto e mi trovo molto bene con Forte. Sono due allenatori tecnicamente e umanamente molto diversi ma di notevole valore entrambi. Allenare in serie A è sicuramente molto differente, richiede allo staff tecnico e alla squadra un impegno molto maggiore e più professionale. In serie B poteva bastare anche il valore di qualche giocatore per vincere le partite, mentre in serie A è necessario che tutta la squadra si prepari per un livello decisamente superiore. 

Visti da fuori rispetto allo scorso anno siete riusciti ad alzare notevolmente il livello di gioco
Sì, dobbiamo ringraziare la società per aver potuto e saputo trovare proprio gli elementi necessari ad alzare la qualità del nostro gioco. I nuovi arrivati hanno saputo entrare velocemente sia nel nostro gioco sia soprattutto nella nostra squadra. Si sono davvero inseriti bene e ci sentiamo davvero una bella squadra, che va il oltre al valore personale di ognuno. Questa non è una cosa scontata quando sono tanti i giocatori che si uniscono per la prima volta in un ambiente nuovo

Merito anche di voi “grandi” della squadra l’aver saputo accogliere e integrare così bene i nuovi arrivati
Merito di tutta la società che ha saputo dare le direttive giuste che abbiamo saputo seguire. Sembra che tutto stia andando nella direzione giusta, ma non mi voglio sbilanciare troppo. I cavalli di razza si vedono all’arrivo.

Tu e Matteo Cornelli siete i portatori d’ordine e l’esempio in ogni momento per tutta la squadra, che nonostante voi in alcuni momenti rimane ancora un po’ disordinata e a volte molto fallosa 
Penso che l’unica cosa che ancora manca è il tempo. Il tempo per portare tutta la squadra e tutta la società allo stesso livello di qualità. Per salire di livello ci vuole molto più tempo che per scendere. Noi stiamo puntando in alto e per spostare la nostra asticella ci serve ancora un po’ di tempo. La qualità del nostro gioco si è già alzata e perché tutti possano essere allo stesso livello tre partite di campionato ed un’amichevole non sono ancora sufficienti, specie per i più giovani, ai quali va comunque concessa la possibilità di sbagliare per poter crescere

Come vedi i giovani della squadra?
Noi più grandi ed esperti ce ne accorgiamo chiaramente in campo che sono ragazzi di valore. Ci mettono anima e cuore e soprattutto ci mettono gambe per arrivare dove noi vecchi arriviamo con la esperienza. È bello sentirsi presi come riferimento, sentirsi fare domande su come poter migliorare, poter offrire la mia esperienza per il bene della società è molto gratificante.

Come ti spieghi che la maggior parte delle tante mete marcate siano state fatte grazie agli avanti?
Noi cerchiamo sempre di preparare le partite nel migliore dei modi con l’obiettivo di vincerle sempre. Le mete valgono 5 punti chiunque le marchi. Per ora, per diversi fattori siamo stati noi avanti i principali marcatori di punti. Sicuramente il pacchetto di mischia del Piacenza rugby di quest’anno oltre ad essere fortissimo è anche molto dinamico, per cui riesce ad essere quasi sempre dominante e le mete vengono di conseguenza. La touche che era il nostro anello debole, da questa stagione è diventata il nostro punto di forza e ci consente di avere tantissime opzioni di gioco in più. Posso dire che il gioco di noi avanti è più basico, quello dei ¾ è più complesso e con più alternative da scegliere in pochissimo tempo. 

È necessario considerare che l’età media di voi avanti è molto più alta di quella della linea arretrata 
Cerchiamo di essere una sicurezza per la squadra. Cerchiamo di fornire quanti più palloni possibili da giocare. Sono sicuro che nella seconda parte della stagione le mete segnate dai nostri ¾ saranno di più di quelli segnati da noi avanti, ma l’importante è fare le mete e che il Piacenza vinca le partite

Sembrate una squadra che gioca con felicità
Verissimo! È bello poter giocare la domenica insieme a questa squadra e con loro diventa meno pesante anche il dover lavorare duramente durante gli allenamenti. Siamo consapevoli di essere una squadra forte e di essere un bel gruppo a 360 gradi. Ogni domenica vogliamo mettere un mattone in più per raggiungere l’obiettivo più alto, vogliamo provare vincere tutte le partite. Stiamo lavorando tutti nella stessa direzione, i presupposti ci sono tutti, abbiamo degli ottimi giovani anche dal vivaio piacentino, la società ci supporta nei migliori dei modi possibile. Faccio molto volentieri il sacrificio per rendere possibile conciliare la mia professione ed il rugby. Mi voglio godere fino in fondo la possibilità di giocare con questi ragazzi per raggiungere l’obiettivo desiderato, avrei avuto davvero troppi rimorsi se non avessi giocato questa stagione. Per il futuro non mi sbilancio, ma vedremo…

Oramai lo si può considerare un piacentino acquisito, nonostante l’accento romano sempre molto marcato. Per anni si è caricato sulle spalle le sorti della squadra. Un grazie di cuore a Vittorio e la speranza che questa sia solo un’altra stagione con la maglia biancorossa ancora più ricca di soddisfazioni.

Sempre… FORZA PIACENZA!!!
Paolo Fernandi