Raduno Piacenza Rugby: Inizia l’Avventura in Serie A1

C’è aria da primo giorno di scuola all’impianto sportivo Mazzoni martedì 1 settembre. Primo ritrovo della nuova stagione per la ripresa degli allenamenti della prima squadra del Piacenza rugby. Volti sereni e riposati, anche se inutile cercare di nasconderlo, aleggia la presenza di Giuba, che da pochissimo ha passato la palla. Ha lasciato un vuoto incolmabile che accompagnerà questi ragazzi e tutto lo staff, probabilmente per sempre. C’è la consapevolezza maturata nello scorso campionato di essere cresciuti da ogni punto di vista e di meritare pienamente questo nuovo salto di categoria, per quanto mostrato sul terreno di gioco. La dirigenza al gran completo è presente per inaugurare con entusiasmo questa nuova esperienza. 

Allora andiamo a tastare il polso dei protagonisti, iniziando proprio da FABIO DODI, neo eletto presidente da poco insediato.Ciao Fabio, che emozioni stai vivendo in questo tuo nuovo ruolo?
“Beh, un po ‘di emozione c’è sicuramente, anche se sono abbastanza vaccinato e non sono più di primo pelo.  Sono consapevole dell’impegno che ho assunto e di cosa questo significhi praticamente”.
Che aspettative hai per questa stagione dal punto di vista sportivo?
“La squadra ha un’ossatura solida e consolidata, che è quella dello scorso anno. Contiamo di recuperare Chiappini nel minor tempo possibile, manca Sounders, ma è arrivato Simone Cornelli che rinforzerà insieme a Tommaso Roda la linea arretrata biancorossa. Proveniente dal nostro vivaio, Davide Ravilli ha già ampiamente dimostrato il suo valore ed il suo potenziale. Sono positivo”.
Con la tua esperienza come apertura, come vedi i trequarti piacentini?
“È una linea molto forte e molto tecnica, completa da ogni punto di vista, davvero competitiva”. Da tifoso, sono super felice di questo tuo nuovo incarico. “Mi sento onorato della fiducia riposta in me e, insieme a tutto il consiglio, stiamo facendo tutto il possibile per dare al nostro club una solidità strutturale che possa consentire una costante crescita sportiva e di qualità”. 

Dopo il presidente, ho l’onore ed il piacere di avere con me CLAUDIO FORTE, coach e direttore sportivo. Ciao Claudio siamo alle porte di una nuova stagione, la più bella e impegnativa di sempre da affrontare. “Sicuramente sarà diversa dagli altri anni, molto più impegnativa con partite molto più sfidanti e trasferte più lunghe da gestire, alle quali non siamo più abituati da oltre 10 anni. Tutto questo però ci da entusiasmo e ci rende orgogliosi, perché entriamo in un ruolo di prestigio nazionale. Siamo nelle prime 22 formazioni italiane ed è una cosa che volevamo fortemente l’anno scorso. La rosa è stata nella gran parte confermata e migliorata dall’arrivo di un giocatore di altissimo valore e tasso tecnico, anche se purtroppo un altro ha fatto scelte differenti, che purtroppo ci aspettavamo. L’anno scorso avevamo fatto una buonissima campagna acquisti, che ci aveva permesso di competere al massimo livello del nostro girone fino alla fine. Abbiamo aggiunto Simone Cornelli che porta esperienza e qualità alla nostra linea arretrata. Abbiamo perso Sounders, ma siamo fiduciosi, pur senza mettere troppa pressione sulle spalle del giovane Ravilli che ha già ampiamente dimostrato a quale livello lui possa giocare. Quando si ha un giocatore così giovane e talentuoso è giusto concedergli l’opportunità di dimostrare completamente la sua qualità”.
Domanda secca, pronostico.
“Spero di vincere 4 partite su 7 entro la sosta natalizia. Se così non sarà, dovremo trovare nuove strategie e diventerà un campionato molto sofferto. A Natale dovremo vedere quante partite avremo vinto in casa. Tutte le partite saranno difficili, con squadre abituate a fare un altro tipo di rugby più fisico di quello cui siamo abituati. Dobbiamo sempre tenere presente che tanti nostri giocatori arrivano dalla serie B e quindi con un’esperienza a questo livello ancora da costruire. Il nostro obiettivo rimane la permanenza nella categoria da conquistare nel modo più sereno possibile, senza doverla inseguire nelle ultime giornate del campionato. Sarebbe importante vincere gli scontri diretti e le partite casalinghe. Con Parma sarà una gara a parte, abbiamo tutti molta voglia di tornare là”.  

Tocca a SANDRO PAGANI, vice presidente, determinare le linee guida della società per la nuova stagione. Ciao Sandro, come si approccia la squadra a questi impegni sportivi? 
“Sicuramente con molto entusiasmo. Affrontiamo un campionato diverso e più qualitativo, per cui siamo molto impazienti di misurarci in questa nuova realtà per vedere realmente quale è il nostro livello. Abbiamo fatto un campionato strepitoso nella scorsa stagione, che ci ha dato il merito di questo nuovo salto di qualità”.
Un giocatore di grande valore ci lascia, un giocatore di grande valore arriva.
“È un peccato non aver potuto confermare Sounders, che dopo aver rifiutato le offerte di diverse squadre di Élite, ha scelto di fare questa nuova esperienza di vita come allenatore/giocatore in Olanda. Magari in futuro ci saranno ancora possibilità di riaverlo tra noi. Simone Cornelli lo seguiamo da anni, perché come giocatore ci è sempre piaciuto tantissimo e siamo orgogliosi di poterlo avere con noi, come altri giocatori diventati piacentini sul campo come Marazzi. Vittorio ci ha chiesto un momento sabbatico di distacco dal rugby giocato per poter allineare al meglio la sua vita privata e professionale. Glielo abbiamo concesso, con la speranza che possa al più presto tornare ad allenarsi e giocare con noi, perché è fortissimo”. 

Adesso andiamo a scambiare  quattro chiacchiere con BERZIERI (Hogan), allenatore della sempre fortissima e temutissima mischia piacentina. Grande lavoro l’anno  scorso con grandi soddisfazioni e ora?
“Il campionato sarà sicuramente più impegnativo, ma noi dovremo saper tirare fuori il meglio che abbiamo dentro da dare. La rosa per essere competitivi c’è e il campionato sarà duro anche  per gli altri. Non saremo tra i favoriti, ma ce la giocheremo alla pari con tutte. Sono state ripescate squadre sulla carta inferiori a noi, ma il rugby  insegna che le partite vanno giocate e vinte sul campo. Il fattore campo conterà tanto, perché ci aspettano trasferte molto impegnative”.
Un pensiero per Giuba.
“Questa sera è stata dura, tornare qua senza di lui. La sua panca vuota. Ho parlato con i senatori della squadra e questa tragedia ci deve dare la forza di giocare e batterci ancora di più anche per lui. Io ogni mio impegno lo porterò avanti anche per Giovanni e tutto quello che ci ha legati per tantissimi anni insieme”. 

Capitano autorevole sia in campo che fuori, giocatore di livello superlativo, MATTEO CORNELLI si rende disponibile a scambiare qualche opinione. Come introduci la stagione che va ad iniziare?
“Sarà una stagione impegnativa per il passaggio di categoria, che non la renderà semplice da affrontare. Sicuramente questo porterà nuovi stimoli per tutta la squadra. Non partiamo con obiettivi prefissati ad inizio campionato, se non quello di impegnarci al massimo partita per partita e vedere a fine anno dove siamo arrivati. Pensiamo a noi, a divertirci, a far bene e crescere come collettivo. Dobbiamo lavorare per la stagione successiva, soprattutto sugli aspetti che dovremo migliorare. Se a fine anno l’avremo fatto, saremo tutti contenti del nostro lavoro”.
Che effetto ti farà tornare a giocare con tuo fratello?
“ sicuramente un bell’effetto, siamo a casa, dove siamo cresciuti. Molto emozionante e gratificante” 

Andiamo avanti con l’esperienza di ANDREA LOVOTTI, uno dei comandanti del pacchetto biancorosso. Come ti senti ad essere esempio e riferimento dei giovani della mischia piacentina, come Badagnani ?
“Yan è un ragazzo fisicamente pronto e con molta voglia di impegnarsi e migliorare, molto veloce e mobile, viste le sue esperienze come trequarti Noi abbiamo un ruolo molto specifico, dove l’esperienza è determinante e già dallo scorso campionato ho cercato di dargli consigli assolutamente mirati sulla tecnica in mischia e lui ne ha fatto tesoro. È molto giovane ed è arrivato a fare questo ruolo davvero da poco, per cui i suoi margini di miglioramento sono enormi. Anch’io ho avuto un’esperienza simile, arrivando dal ruolo di terza linea a fare il pilone. Cercherò di passargli tutto quello che ha fatto comodo a me ai tempi, poi lui dovrà trovare una sua modalità di applicazione. Mi fa piacere essere utile alla squadra non solo in campo durante le partite e di restituire al rugby piacentino quello che ho appreso nella mia carriera. Non capisco quelli che non vogliono condividere il loro bagaglio tecnico e di esperienze. Se posso mettere qualcosa di mio a disposizione dei ragazzi giovani, molto volentieri. Faccio quello che fecero con me tanti anni fa. Se questo consente loro di migliorare, sono molto felice”.   

Il più atteso ai nastri di partenza, con un’attesa che ancora sarà  piuttosto lunga, per poterlo vedere in campo, pienamente recuperato e pronto a performare ad alto livello. MASSIMILIANO CHIAPPINI, alla sua seconda stagione in biancorosso, dopo il gravissimo infortunio occorsogli al ginocchio al termine del passato campionato.
“Il mio recupero sta andando piuttosto bene, segue tempistiche regolari, soprattutto vista la gravità dell’intervento che ho subito. Il chirurgo che mi ha operato ha definito “scoppiato” il mio legamento e messo molto male anche il menisco. Ci ho lavorato tanto e ancora ci sto lavorando, per poter riprendere performante ed aiutare i ragazzi ad alzare il livello. Per fortuna finisce anche la mia situazione di pendolare tra Roma e Piacenza, avendo ottenuto il trasferimento definitivo nella nostra città. Dopo 6 anni di avanti/indietro ero davvero stanchissimo. Così potrò essere sempre presente per aiutare i ragazzi già all’inizio, anche se non sarò disponibile per scendere in campo da subito.  In campionato ogni giornata sarà importante, ma saranno importantissime le partite dalla ripresa dopo le festività natalizie, fino al termine. Saranno lì la maggior parte delle gare da disputare. Ritroverò Simone Cornelli con il quale ho condiviso tantissime partite alle fiamme. Lo reputo un giocatore di valore assoluto, con qualità davvero uniche come corsa e accelerazione che sono in grado di spaccare qualunque difesa. A regime completo siamo una squadra che ha ottimi numeri e grandi valori da mettere in campo.

È la volta di GIACOMO BIFFI, il cervello della squadra, mettersi a disposizione per qualche considerazione introduttiva per la nuova stagione. Ciao Jack, che aspettative seriamente ti poni per la nuova stagione? “Onestamente ad oggi, primo giorno di ritrovo della squadra, non mi sono ancora posto aspettative. Già ritrovare tutti i compagni qui al club, lo staff al completo e tutto l’entourage, è un ottimo punto di partenza. Quello che mi preme da quando sono  qui a Piacenza è continuare a giocare ad un buonissimo livello, riuscendo a mantenere anche quella parte di divertimento per me fondamentale e che mi era venuta a mancare in altre squadre. Vorrei che riuscissimo a migliorare tutti quegli aspetti che lo scorso anno non sono stati all’altezza delle nostre possibilità e consolidare i punti di forza che ci hanno permesso un percorso di altissimo livello. Sono ansioso di scoprire dove Claudio deciderà di utilizzarmi, anche valutando la rosa a sua disposizione e le risposte che riceverà dai giocatori da lui testati. Io mi metto a disposizione di qualsiasi sua decisione. 10 o 15 sono i ruoli nei quali mi sento più a mio agio, ma lo scorso anno ho giocato anche 12. Come apertura sei più al servizio della squadra e quindi dipendi anche dal lavoro degli altri, come estremo ti senti più libero di prendere iniziative slegandoti dal gioco degli altri. Comunque dovunque decida di mettermi, giocherò al massimo delle mie possibilità.

L’entusiasmo contagioso di questi ragazzi scalda il cuore e nutre le speranze di riuscire a proseguire questo percorso di crescita della qualità. La nuova dirigenza continua e continuerà a compiere ogni sforzo possibile per mettere tutti nella posizione migliore per fare del proprio meglio. Lo staff, orfano di una persona molto importante e di qualità unica, farà anche per lui ed in suo onore, oltre il massimo delle proprie possibilità per raggiungere traguardi che da troppo tempo per i biancorossi sono solo nei sogni più belli. Oggi però, concreti e realizzabili.   

Paolo Fernandi

I nostri 3 giovani gioielli tornano a casa

Yan Badagnani, Inza Dene e Tommaso Roda (ordine alfabetico), dopo una brillantissima formazione nelle strutture federali e varie esperienze al più alto livello (convocazioni per le selezioni nazionali), per questa stagione faranno parte a tutti gli effetti della rosa biancorossa. L’energia, la freschezza, la vitalità ed il bagaglio tecnico che porteranno in dote al Piacenza rugby, saranno un valore aggiunto di enorme importanza per la squadra di coach Forte. Si alza di parecchio anche il livello di piacentinità della formazione, che seguendo una strategia societaria ben precisa, cerca di radicarsi sempre di più al territorio, valorizzando i giocatori provenienti dal vivaio di casa. Una sinergia di intenti che si annuncia e si auspica proficua e produttiva sia per i giovani e talentuosi rugbysti, che avranno la possibilità di usare il campionato di serie A1 come vetrina dove farsi conoscere e poter fare un ulteriore gradino verso il rugby  professionistico, sia per la squadra che vede grazie a loro, crescere di molto il proprio livello qualitativo. Ragazzi dalla mentalità vincente e con margini di ulteriore crescita davvero importanti, inseriti in una struttura tecnica che ha il dovere e l’onore di potersi mettere alla prova in questo importante compito. Erano ragazzini molto promettenti quando hanno lasciato le nostre giovanili, sono giovani uomini pronti tecnicamente a performare su palcoscenici di alto livello.  

Inza Dene, 20 anni, si avvicina a questo sport da subito nel Piacenza rugby, quando ancora frequentava le scuole elementari, accogliendo l’invito di un amico a provare il nostro sport. Nella nostra società percorre tutte le tappe delle diverse giovanili fino al 2023 quando viene selezionato per l’accademia di Milano. Grazie alla quale viene convocato dalla nazionale fino all’U20 ed in seguito anche dalla nazionale “seven”, dove questa estate ha potuto mettere in mostra le sue straordinarie doti fisiche e atletiche,  riuscendo a conquistare la finale con Francia, pur se finita con esito per noi sfavorevole. 

Ciao Inza, quanto sei contento e quali sono le tue emozioni nel poter tornare ad indossare la maglia biancorossa?
Sono contento, davvero contento di poter tornare biancorosso e le emozioni sono fortissime, specialmente dopo aver potuto avere tutte le esperienze rugbistiche di questi ultimi anni. I 3 anni di accademia penso che mi abbiano fatto crescere molto come giocatore.

La serie A1 che disputerai in questa stagione, dovrebbe essere un buon trampolino di lancio per una tua crescita.
Ne sono convinto, sarà molto impegnativa, ma allo stesso tempo ci sarà la possibilità di confrontarsi ad alto livello.

Raccontami un po delle tue esperienze al seven
Il seven è tosto, molto tosto! Sono 14 minuti senza respirare, dove si deve correre a tutto campo senza mai potersi concedere un istante di pausa. La difesa è la cosa più impegnativa, perché coprire tutto lo spazio richiede uno sforzo mostruoso. Partendo dal rugby a 15 ho avuto bisogno di un minimo di tempo per interiorizzare la tecnica richiesta in questo tipo di gioco. Lo staff tecnico mi ha aiutato moltissimo per poter alzare il mio livello di gioco e rendere migliore ogni mio movimento sul campo. Rispetto al rugby a 15, in quello a 7 hai molto più tempo per decidere cosa sia meglio fare in quell’istante. Fondamentale è il non isolarsi mai, cercare sempre il sostegno di qualche tuo compagno. Se ti accorgi di essere isolato diventa imperativo riuscire a rimanere in piedi, o piuttosto tornare indietro a cercare spazio e compagni.

A te come giocatore, piace di più il rugby a 7 o quello a 15?
A 15, tutta la vita a 15! Ma non nascondo la speranza di poter provare il seven anche con la nazionale maggiore, intanto ci siamo qualificati per le finali a Dubai di metà novembre, dove cercheremo di performare al massimo livello.

Aspettative per quest’anno?
Essendo una squadra neopromossa, il primo obiettivo è riuscire a conquistare una buona salvezza e a riguardo sono molto fiducioso. Vorrei poter giocare il più possibile e fare sempre del mio meglio.

Voi giovani ritornati all’ovile state trasformando una delle caratteristiche principali del pacchetto biancorosso, famoso per essere potentissimo nelle fasi statiche del gioco, ma non troppo mobile in quelle dinamiche
Sto cercando di crescere come potenza fisica senza perdere la mia velocità e la mia coordinazione. In accademia mi hanno anche fatto provare a giocare all’ala, non mi è dispiaciuto e penso anche di aver fatto abbastanza bene, anche se trovarmi sempre al centro della lotta giocando in terza linea, mi piace di più.

Senza nasconderti troppo, le tue speranze per il futuro, quali sono?
Mi piacerebbe riuscire a giocare in “élite” e perché no, magari provare un’esperienza all’estero. Sono consapevole che per quel livello devo mettere peso e questo per me è difficile, anche se per ora pur con il mio fisico non mi sono mai trovato in difficoltà nemmeno di fronte a giocatori molto più pesanti di me.

Noi siamo più felici di te di riaverti qui a Piacenza e poterti vedere crescere sempre di più.


Yan Badagnani, 20 anni, cresce nel Gossolengo dove entra in contatto con questo sport quando aveva 10 anni e li cresce fino a 18 anni, quando viene selezionato dal centro di formazione di Milano dopo alcuni raduni ASA. Nel secondo anno di formazione gli viene concessa la possibilità di competere nel campionato U18 élite con la squadra di Parma. Definirlo rugbysticamente eclettico sta stretto, dopo aver iniziato come ¾ ala o estremo, e’ passato in mischia come terza linea e solo ultimamente spostato al ruolo di pilone. Posizione che richiede più delle altre, un bagaglio di esperienza davvero importante per poter competere al massimo livello. Per cui i suoi margini di miglioramento, sono praticamente infiniti, anche se già non arretra di fronte a nessuno.

Ciao Yan, avevamo bisogno di forze fresche in prima linea, ma raccontami raccontami delle tue esperienze nella linea arretrata in giovanile
Praticamente ho ricoperto tutti i ruoli che esistono nei ¾. Ho iniziato come ala, poi estremo e ho fatto anche alcune partite da centro. Unico ruolo dove al limite me la potrei sentire di giocare anche oggi come sfondatore.

E avere un super giocatore come Andrea Lovotti come esempio ravvicinato?
Davvero tanta roba! E’ stato determinante nelle valutazioni che ho fatto riguardo la mia scelta della squadra per questa stagione. Potrebbe insegnarmi tantissimo come giocatore e come uomo. Le nostre esigenze si incontrano alla perfezione, la sua di poter avere un minutaggio un po minore e la mia di averlo un po maggiore. Siamo entrambi piloni sinistri, infatti faccio sempre da suo sostituto.

Yan fuori dal rugby in che cosa si sta impegnando?
In questo momento sto facendo la campagna del pomodoro, ma è un lavoro stagionale. Sono iscritto a scienze motorie dove spero di riuscire a superare un momento di crisi che sto vivendo. La mia scelta era caduta su quella facoltà, proprio perché mi potrebbe consentire di rimanere nel mondo del rugby anche con altri ruoli. Ce la metterò tutta per proseguire. E mi sto allenando con il massimo impegno, anche a stagione non ancora iniziata.

Aspettative per questa stagione?
Sarà una stagione molto impegnativa, perché il livello di alcune squadre è davvero molto alto, mi aspetto di riuscire ad avere un buon minutaggio e concludere la stagione senza intoppi di carattere fisico.

Già nella scorsa stagione la tua potenza fisica ha impressionato
Mi fa piacere sia emerso quello che dici, la vita del pilone è sempre molto dura. A me piace tantissimo, ho ancora tutto da imparare in questo ruolo e mi impegno sempre al massimo.

Sarai una delle pedine che trasformerà la caratteristica fondamentale del nostro pacchetto, da sempre famoso per il suo gioco statico, certamente molto meno per quello dinamico.
Se riuscirò a convincere l’allenatore di avere le qualità e le caratteristiche necessarie a questo, ne sarò molto felice. Già nelle mie partite giocate nello scorso campionato, penso di aver fatto un cambiamento importante nelle mie capacità di gioco. Ho davanti a me i migliori esempi possibili. Oltre ad Andrea, ho Maradona (Alberti) e nello staff c’è Hogan (Berzieri). Mi sono buttato in questo nuovo ruolo, che mi piace di più ad ogni partita. Sono passato dal giocare mischie con solo un accenno di spinta, a giocare contro a giocatori con il doppio della mia età ed un’esperienza non confrontabile con la mia, che era assente. Devo al Piacenza rugby la mia crescita in questo ruolo e tutti i miglioramenti dei quali oggi posso godere. Ritornato in accademia mi hanno giovato tantissimo tutte le cose che a Piacenza mi hanno insegnato.

Quindi una stagione che possa mettere in evidenza una tua crescita importante tra la prima e l’ultima giornata
Si, come obiettivi individuali quelli vanno benissimo. Come squadra, riuscire a giocare alla pari di tutte le altre formazioni, pur essendo consapevoli della difficoltà di riuscire a replicare una stagione come quella scorsa. Combattere in ogni partita e non mollare mai.

Sogniamo, dopo Piacenza?
Dopo Piacenza mi piacerebbe provare una squadra di “élite” per provare a vedere se riesco a performare in un ambito professionistico, ma subentrano troppe variabili a riguardo, meglio rimanere concentrati e carichi a molla per questa stagione.

Che tu possa spingere avanti, sempre più avanti la squadra biancorossa.


Tommaso Roda, anche lui del 2006, ha un percorso di crescita totalmente in biancorosso, dal minirugby, fino alla prima squadra in serie A2. E’ il più giovane di una famiglia biancorossa dalla radice, suo padre Edmondo è il responsabile del settore minirugby del Piacenza rugby e suo fratello Lorenzo, milita stabilmente in prima squadra. Al di fuori della nostra società, ha potuto frequentare l’accademia e grazie ad essa, accedere alle nazionali U18, U19 e U20, con diverse convocazioni e la partecipazione ad un 6 nazioni e alla preparazione del mondiale 2026 in Georgia.

Sei nato e cresciuto a Piacenza, ora che dopo una corposa serie di esperienze di altissimo livello ritorni nel tuo club di appartenenza, quali sono le tue emozioni più profonde?
E’ un’emozione unica, difficile da descrivere, poter tornare dopo 3 anni nel proprio club è bellissimo. Il Piacenza rugby è sempre stata la mia priorità, è stupendo!

Quanto hanno influito papà e fratello nella tua decisione?
Semplicemente, non hanno influito. Con mio fratello abbiamo parlato pochissimo di questo, mio padre mi ha detto che la scelta era mia e la dovevo prendere io, lui non voleva responsabilità a riguardo delle mie decisioni. La scelta di tornare è stata tutta e solo mia.

Con quali aspettative reali ti appresti ad iniziare il tuo nuovo percorso? Claudio (coach) lo conosci bene, l’ambiente anche, con i tuoi compagni di squadra in qualche occasione ci hai già giocato.
Mi aspetto un campionato diverso da quello della scorsa stagione, con un livello tecnico e fisico nettamente superiore, con squadre sulla carta molto forti da incontrare trasferte più impegnative da affrontare.  Secondo me anche noi saremo una squadra forte, abbiamo un giusto mix tra giovani dinamici vogliosi di mettersi in luce e giocatori con un bagaglio enorme di esperienze, anche ai livelli più alti. Possiamo potenzialmente fare un campionato molto bello, dove ad ogni partita potremo fare sempre di più e sempre meglio.

La concorrenza interna con Simone Cornelli, appena arrivato a dar man forte alla linea arretrata biancorossa, sarà una competizione o uno stimolo?
Io cercherò di prendere il più possibile da lui, perché Simone è fortissimo da ogni punto di vista. Spero mi possa fare da maestro e di apprendere il massimo da lui.

Voi 3 giovani ex federali (Inza e Badagnani), avete fatto tutti lo stesso percorso?
Sì, abbiamo fatto tutti i primi 2 anni a Milano e poi l’ultimo a Parma

Non per mettere il dito nella piaga, ma quanto ti è dispiaciuto e pesato, non essere stato selezionato per disputare i mondiali in Georgia questa estate?
Sicuramente ero molto dispiaciuto, ci speravo e ci avrei tenuto moltissimo a poter giocare il mondiale in Georgia, ma le scelte le fa l’allenatore e io non le metto e non le metterò mai in discussione. Io più di dare in campo e ad ogni allenamento sempre il mio massimo non posso fare. Ho sempre cercato di dimostrare tutto quello che ero in grado di fare. Sono sereno proprio perché ho la certezza di avere sempre fatto del mio meglio.

Altra domanda scomoda, ambizioni per poter rimanere nell’ambito della nazionale, ora quella maggiore?
L’unica speranza di una convocazione in nazionale maggiore è nel poter disputare un campionato almeno di élite, o addirittura in una franchigia. Le scelte vengono fatte tra quei giocatori.

Fuori dall’ambito del rugby, cosa stai combinando? Studi, hai progetti professionali da costruire…
In questo momento fuori dal rugby sono in pausa. Vorrei cercare di conseguire il diploma di maturità, magari on line, dell’indirizzo alberghiero che avevo scelto. Il mio percorso scolastico si era interrotto con la mia entrata in accademia. Vorrei sfruttare il fatto che sono a casa e dovrei riuscire a trovare il tempo anche per studiare. Ci proverò, sicuramente ci proverò.

Corri Tommy, che la tua velocità ti porti a raggiungere tutti i traguardi che ti metterai.  

Paolo Fernandi

Dopo 10 anni, Simone Cornelli ritorna a giocare a Piacenza sulla sponda biancorossa.

Per la prossima stagione, a rinforzare le fila del Piacenza rugby, arriva dalle Fiamme Oro di Roma il giovane fratello del capitano dei biancorossi. Un rinforzo destinato ad innalzare di tantissimo il tasso tecnico della linea arretrata piacentina.

ciao Simone, che felicità vederti ritornare a casa e sapere che indosserai i colori biancorossi. Ci racconti come si è sviluppata la tua carriera rugbistica?
Nasco nei Lyons, anche perché mio padre ha vestito quella maglia per tutta la sua carriera come giocatore prima e come allenatore poi. Ho iniziato quando avevo 7 anni e ci sono rimasto seguendo tutto il percorso di crescita nelle varie giovanili, fino a quando a 16 anni sono entrato nell’ accademia zonale a Milano. Lì sono rimasto 2 anni e nel secondo anno ho avuto la possibilità di andare all’A.S.R. Milano a giocare in U18 e dove ho potuto anche esordire in prima squadra. Nella stagione successiva sono stato selezionato per l’accademia nazionale di Parma, la cui squadra era inserita nel campionato di serie A. Finita l’accademia mi hanno voluto a Firenze nei “Medicei”, con i quali ho giocato per 3 stagioni, fino al 2020, quando a causa del covid la società è fallita. Intanto avevo partecipato al concorso per entrare nelle Fiamme Oro, l’ho superato e sono stato preso. A Roma con le Fiamme ho giocato fino a giugno di quest’ anno

Simone e la nazionale…
ho fatto tutta la trafila in azzurro a partire dall’ U 17 in poi, fino all’ U20. Ho giocato un 6 nazioni e 2 mondiali, uno in Georgia ed uno in Francia. Alla fine ho anche potuto provare l’esperienza della nazionale di rugby a 7, potendo esibirmi in qualche tappa del “rugby europe” e anche quella di giocare nelle le universiadi nel 2019.

In azzurro, si ricorda ancora la tua meta contro gli All Black, frutto di un coast to coast che ha dell’incredibile, con tutta difesa neozelandese impegnata a rincorrerti, senza riuscire a raggiungerti.
Tanti giocatori di quella squadra hanno dopo poco esordito negli All Black. Era una squadra fortissima, infatti perdemmo di parecchi punti. Will Jordan era l’estremo contro cui ho giocato in quella partita e dalla scorsa settimana è diventato il miglior marcatore in assoluto di mete della nazionale neozelandese. In finale batterono l’Inghilterra di 50 punti.

Perché una nazionale U20 in Nuova Zelanda si trasforma gradualmente nella squadra degli All Black, mentre da noi questo non accade?
Probabilmente i giocatori ancora molto giovani, là hanno la possibilità di fare esperienze a livelli molto superiori rispetto a noi e molto in anticipo. Entrano subito nel giro delle franchigie, dove il livello tecnico del gioco non può essere paragonato a quello che si può incontrare qui. Sicuramente è da considerare anche la possibilità di scelta che i selezionatori possono fare grazie alla profondità del movimento. Questo consente di alzare di parecchio il loro tasso tecnico e qualitativo. Per noi parliamo di livelli per ora inarrivabili.

Ti sei sempre trovato bene in tutte le società nelle quali hai militato?
Devo dire di sì … a partire dai Lyons, nei quali sono nato e che ho sempre vissuto come la mia società. A Milano praticamente ci ho fatto solo una partita e ci sono stato pochissimo. A Firenze mi sono sempre trovato benissimo, c’era un bellissimo ambiente, peccato che sia fallita la società che mi ha dato la possibilità di esordire in elite e di giocare al massimo livello in Italia. Alle Fiamme Oro, ci sono stato tanti anni, alcuni un po’ difficili, ma soprattutto gli ultimi 2 sono stati davvero molto belli e ricchi di soddisfazioni.

Nella tua scelta di provare questa esperienza a Piacenza sponda biancorossa, tuo fratello Matteo, quanto ha inciso?
Sicuramente tanto. Tutti gli step rugbistici che ho fatto nella mia carriera, li ha fatti sempre prima lui. È sempre stato un esempio, mi ha sempre facilitato dandomi consigli e aiutandomi nelle mie scelte. Anche in questa mia, mi ha spiegato come si sia da subito trovato bene e come da subito sia stato accolto a braccia aperte. Specie in quest’anno che dovrò vivere un po’ da nomade tra Piacenza e Roma, avere la rassicurazione da chi ha già vissuto questa esperienza, mi ha facilitato molto. Anche Massimiliano Chiappini, reduce dallo stesso percorso nella passata stagione, mi rassicurato tantissimo sull’ambiente che avrei incontrato e sul fatto che avrei potuto performare ad un ottimo livello.

Tuo fratello è diventato un riferimento del Piacenza rugby, sia in campo che fuori, uno dei pupilli dell’allenatore.
E’ stato bravo mio fratello a sfruttare l’occasione e a sapersi adattare a questo livello di rugby, pur provenendo da campionati più performanti. Devi essere bravo ad integrarti bene nel gruppo e a lui è stata riconosciuto anche questo merito. Sarà una sfida anche per me riuscire ad integrarmi altrettanto bene, con nuovi compagni, un nuovo metodo di lavoro, un nuovo allenatore ed un nuovo campionato da affrontare. Non c’è nulla di scontato in quello che dovrò affrontare.

Non so quanto tu conosca Claudio Forte, che a mio modesto parere è un allenatore preparatissimo, esigente e molto bravo
Lo conosco poco, magari nelle giovanili dei Lyons l’ho incontrato qualche volta che allenava Piacenza. Ultimamente ci ho parlato qualche volta insieme a Sandro Pagani, quando ci furono i primi contatti tra me ed il Piacenza rugby. La mia prima impressione è stata subito positiva, anche mio fratello me ne ha parlato molto bene sia dal punto di vista tecnico, che umano. Sono sicuro di riuscire a trovarmi subito bene e a mio agio.

Piacenza è la tua città e per te non ha niente di nuovo, pur se vissuta da un’altra sponda rugbistica. Stiamo cercando il più possibile di diventare una squadra fatta da piacentini, anche di ritorno da altre importanti esperienze (Andrea Lovotti, Massimiliano Chiappini, tuo fratello, tu) e che ha ormai adottato ragazzi di notevole qualità come Bertorello, Biffi e Misseroni, che piacentini non lo sono di nascita, ma si sentono tali.
Conosco benissimo Miralem Lekic, ci sono cresciuto insieme nei Lyons, siamo dello stesso anno e da quando abbiamo 9 anni siamo grandi amici e abbiamo sempre giocato insieme in tutte le giovanili. Anche lui mi ha sempre parlato bene del Piacenza, dove da subito è stato accolto benissimo e dove si è sempre trovato come meglio non avrebbe potuto. Insieme a mio fratello è stato uno di quelli che hanno costruito l’ossatura che ha permesso al Piacenza di salire di categoria, dalla serie B alla A2 e di fare un campionato di vertice nella scorsa stagione. Il fatto che persone che godono della mia piena fiducia me ne parlassero così bene, mi ha spinto a fare questa scelta. La serenità che ti offre un ambiente bello e positivo, vale di più che la possibilità di essere in una squadra di massimo livello. Sono amico anche di Mohamed Lekic, che so essere tesserato biancorosso, anche se tenuto lontano da Piacenza per troppo tempo da esigenze professionali, per riuscire ad allenarsi con la continuità necessaria per essere performante a questo livello.

Tue aspettative sportive e agonistiche per questa stagione
L’importante per me è non perdere un anno di rugby giocato, questa è la mia prima aspettativa. La priorità è continuare a giocare e divertirmi, nonostante il mio dover per forza essere pendolare. A 27 anni non avrei davvero avuto voglia di fare un anno sabbatico. Poi spero di poter contribuire a quel processo di crescita che ho visto in questi anni, spero di continuare a fare bene e migliorare, riuscendo ad integrarmi in questo nuovo gruppo e in questo nuovo livello.

Il tuo talento e la tua esperienza ti consentono di performare ad alto livello in diversi ruoli nella linea arretrata
Il mio ruolo è estremo, mi sento estremo e amo giocare in quella posizione, poi sono stato utilizzato anche come ala e sono riuscito piuttosto bene anche in quel ruolo. In giovanile, fino a 17 anni anni mi facevano giocare apertura, ma all’attualità preferisco di gran lunga giocare 15. Mi sento un estremo che ama inserirsi nelle varie fasi di gioco e anche aiutare l’apertura. Poi, dove c’è bisogno gioco, all’apertura ci ho giocato anche in serie A elite 3 o 4 partite. Alle Fiamme ho avuto Carlo Canna in squadra come esempio, un vero professionista di altissimo livello da ogni punto di vista, uno dei migliori giocatori di rugby italiani. Allenarmi con lui l’ho vissuto come un privilegio, dal quale ho potuto imparare moltissimo.

Dici che non c’è proprio nulla da fare per tesserare il 3° Cornelli, quello più maturo?
Dipende solo da lui e dalla sua voglia di rimettersi in gioco. L’esperienza non gli manca di sicuro. Secondo me un po’ di voglia ce l’avrebbe anche, ma bisognerebbe trovare il modo di dargli la spinta iniziale per farlo partire. 

Comunque, io sono molto felice di essere a Piacenza e non vedo l’ora di iniziare ad allenarmi, pur dovendo convivere con una situazione particolare per quest’anno. Per un atleta è difficile passare da un certo livello di preparazione fisica ad un altro, bisogna scoprire come reagisce il tuo fisico a questo cambiamento. Spero di fare un buon campionato. Ho saputo del nuovo consiglio direttivo e del nuovo presidente, un grande esperto di rugby e bandiera di questa società. Bisogna dare il via a questa nuova struttura societaria in modo positivo e costruttivo.

… e allora, buon lavoro. L’ennesimo piacentino riportato a casa. Questo è il desiderio e l’obiettivo che la società si è posta per il suo percorso di crescita continua. Diventare, o meglio ritornare ad essere, piacentini e diventare il riferimento rugbistico per Piacenza. Si lavora per quello.

Paolo Fernandi

Il Piacenza Rugby ha un nuovo consiglio direttivo

Dopo 8 anni di illuminata presidenza Daniele Boccuni e tutto il consiglio direttivo in carica, rassegnano le dimissioni. Sono previste le elezioni del nuovo presidente e del nuovo consiglio a suo supporto, da parte dell’assemblea dei soci aventi diritto al voto, tutti presenti all’appello per questa importantissima scadenza.

Durante questi 8 anni la società è cresciuta tantissimo da ogni punto di vista. È stata in grado di ottimizzare al massimo le esigue risorse a disposizione, per uscire da una situazione economica problematica e sportiva tutta da far crescere per tornare ai livelli che competono al blasone della società, oltre a migliorare sotto ogni aspetto  della struttura del club. La sede e gli impianti su cui oggi le squadre  possono contare non sono nemmeno da confrontare con quelle di 8 anni fa. Nella sede dell’impianto sportivo Mazzoni c’è a disposizione un campo da gioco regolare in più su cui potersi allenare, nuovi spogliatoi in aggiunta a quelli già a disposizione, un nuovo e super efficiente impianto di illuminazione. I numeri del minirugby non sono mai stati così alti ed in costante crescita, le giovanili del progetto OMNIA stanno riscuotendo grandi successi e forniscono giovani di grande valore che, oltre a fare le prime esperienze con il rugby di alto livello, hanno avuto la possibilità di entrare in accademia e nel giro della nazionale. C’è una squadra cadetta composta da soli piacentini che porta avanti con orgoglio e grande soddisfazione i colori biancorossi in serie C.

La prima squadra è in crescita esponenziale di risultati e milita ai vertici della serie A2. Non ultimo come importanza, la club house del Piacenza rugby ha ora la possibilità di essere gestita professionalmente. Questo ne ha cambiato le possibilità di fornire proposte di situazioni di qualità più elevata. È questa la situazione di partenza da migliorare ulteriormente per il nuovo presidente e per il nuovo consiglio direttivo. Tutto questo nelle parole di commiato dalla carica di presidente, di Daniele Boccuni, oltre ad un augurio ai nuovi consiglieri dì poter migliorare ulteriormente la qualità della società.

Fabio Dodi, all’unanimità è stato eletto nuovo presidente del Piacenza rugby. Dopo esserne stato bandiera sui campi da gioco (ancora oggi record man di punti segnati), dopo esserne da anni stato sponsor principale (collaborazione che proseguirà anche nella prossima stagione sportiva), ora a lui oneri e onori della massima carica societaria. Il nuovo consiglio eletto potrà contare su Alessandro Cighetti e Sandro Pagani come suoi vicepresidenti, Emanuele De Carolis tesoriere, Federico Paganini segretario, Daniele Boccuni e Lorenzo Trabacchi consiglieri. Soluzione di continuità, rispetto al vecchio consiglio, con voglia di rinnovamento uniti insieme. E’ la giusta ricetta per provare a trovare nuovi stimoli, ma sempre legati profondamente alla tradizione sportiva biancorossa. Poche le parole al momento del suo insediamento da parte del nuovo presidente Fabio Dodi, “mi auguro di poter fare tutto il meglio nelle mie possibilità per il club. Conto e mi aspetto da subito la massima collaborazione di un consiglio desideroso di lavorare con tantissimo impegno e tanta buona volontà. I nostri sforzi dovranno avere tutti un’unica linea guida ed essere ottimizzati per ottenere i massimi obiettivi possibili”. Emanuele De Carolis (genitore di un promettente giovane del vivaio piacentino), è l’unico non proveniente dalla storia del club. Lui sarà il nuovo tesoriere, che bilancio alla mano illustra una situazione patrimoniale ad oggi solida e sostenibile. Certamente lo dovrà diventare sempre di più, grazie a movimenti economici progettati in modo ancora più professionale e strutturato.

Ricchezza di esperienza e di competenze ce n’è in abbondanza per avere la massima fiducia in un futuro ricco di soddisfazioni e di crescita di ogni ambito della società, con obiettivi di alto livello da raggiungere. 

Ora non rimane che rimboccarsi le maniche ed iniziare a lavorare. 
Siamo in ottime mani, la nuova stagione sportiva è alle porte.

Paolo Fernandi

Piacenza Rugby verso la Serie A1 per aprire l’era del presidente Dodi

Daniele Boccuni resta come consigliere dopo due mandati, eletta la storica bandiera biancorossa: «Il gruppo è ok»

Fabio Dodi è il nuovo presidente del Piacenza Rugby. Questo il risultato delle consultazioni che, martedì scorso, hanno sancito il nuovo abito dirigenziale della storica società biancorossa. Tutto come da previsione visto che il nome di Dodi era diventato automaticamente il più gettonato per la sostituzione di Daniele Boccuni che, dopo due mandati, aveva annunciato per tempo l’intenzione di non proseguire l’avventura alla guida del club di Le Mose.
Tutti d’accordo per l’investitura di Dodi, classe 1958, una delle bandiere della società. Da giocatore, impiegato nelruolo di mediano di mischia piuttosto che mediano d’apertura o estremo, dal 1977 al 1995 ha collezionato 250 presenze nei vari campionati di serie B e serie A, realizzando oltre 1800 punti tra mete, trasformazioni, calci piazzati e drop.

«Nel rugby moderno sarei definito un “utility back” – sorride il neo presidente biancorosso – però il mio ruolo preferito era mediano d’apertura. Una volta conclusa la carriera di giocatore ho continuato a seguire il Piacenza, un po’ meno nel decennio dal ’98 al 2008 per impegni di lavoro, poi nel 2014 sono entrato in società come sponsor attraverso la mia azienda. Ringrazio i soci che mi hanno votato, Daniele Boccuni compreso: in questi anni ha lavorato tanto e bene, a lui va il merito di aver riportato il Piacenza in Serie A e di aver allestito e portato a termine progetti molto interessanti. E’ per me un onore e un onere aver ricevuto questo incarico che spero di svolgere nel miglior modo possibile a vantaggio del club».

La difficile situazione economica di parecchie società costringe la FIR a prevedere 18 ripescaggi per la prossima stagione, dalla Serie B alla Serie A1, con il Piacenza che potrebbe addirittura salire in A1. Cosa risponderebbe a una proposta di questo genere?
«In realtà la proposta è già arrivata, proprio in questi giorni, e abbiamo risposto di essere interessati. Il 10 luglio si chiudono le iscrizioni ai campionati per cui non resta che attendere la decisione finale della Federazione, soprattutto per quanto concerne il numero di squadre nella composizione dei campionati.
Ripeto, noi siamo disponibili per compiere un eventuale salto di categoria. Rinforzare la squadra? Mi sono appena insediato e non ho ancora avuto modo di confrontarmi con lo staff tecnico, ma i giocatori in roster sono stati quasi tutti confermati. Negli ultimi anni abbiamo avuto ottime squadre: ricordo quella di Federico Grangetto, imbattuta, protagonista della promozione in A2 ma anche la stagione appena conclusa ha riservato grandi soddisfazioni, salvo quella sconfitta sul campo del Cus Milano che di fatto ciè costata la promozione. Tuttavia Claudio Fortehalavorato molto bene e soprattutto ha fatto esordire tantigiovani del vivaio. Ritengo che questo gruppo possa essere competitivo anche in Al, non per un campionato di vertice ma per mantenere la categoria».

Quindi non prevede alcun movimento di mercato in entrata?
«Confermo la scelta societaria di non sondare il mercato, ma aggiungo che nel caso si presentasse una opportunità davvero straordinaria, la potremmo prendere in considerazione. Come è noto ci sono tante società purtroppo in difficoltà quindi occorre fare i conti meglio di prima, senza strafare e tenendo i piedi ben piantati a terra. Il Piacenza ha raggiunto risultati importanti senza disporre di budget faraonici e questo è stato possibile grazie alla competenza all’esperienza dei nostri dirigenti e dei nostri allena-tori, e intendiamo proseguire su questa strada».

Il nuovo consiglio direttivo
PRESIDENTE: Fabio Dodi – VICEPRESIDENTE: Sandro Pagani e Alessandro Cighetti – SEGRETARIO: Federico Paganini – TESORIERE: Emanuele De Carolis – CONSIGLIERI: Daniele Boccuni e Lorenzo Trabacchi.

Leonardo Piriti

Una bellissima ed importante stagione di rugby

ciao Claudio, che sensazioni ti ha lasciato la stagione conclusa dalla tua squadra?
ormai sono passati dei mesi dalla fine del campionato e quasi non mi ricordo più a caldo cosa ho provato. La scorsa stagione, la definirei “un’incompiuta”. Non eravamo partiti per vincere, ma mi sono accorto subito di avere tra le mani una macchina di cilindrata moto alta. Come ti avevo detto allora, difficilmente alla domenica mi trovavo preoccupato per come la partita avrebbe potuto andare. Avevo dei giocatori molto forti nelle posizioni chiave dei quali mi potevo fidare cecamente, che avevano capito e interpretato perfettamente la mia filosofia e la mia visione di gioco, anche aiutando a crescere nella capacità di fare scelte opportune e congruenti i ragazzi più giovani che si affacciavano alla ribalta della serie A. All’inizio del campionato soprattutto, ci trovavamo ad aver già conquistato il punto di bonus dopo mezz’ora di gioco, salvo pagare dopo con un senso di appagamento e calo della concentrazione i tentativi di rimonta degli avversari, quasi mai in grado di mettere in discussione il risultato. Ma ritengo fosse umano questo calo di attitudine dei ragazzi, soprattutto considerando la lunghezza del campionato. Penso che l’apice della forma sia stato raggiunto a gennaio, dove abbiamo messo in fila alcune prestazioni di grande spessore tecnico e agonistico. L’unico punto negativo è stata la partita a Milano con il Cus, dove nulla è andato come avrebbe dovuto e come avevamo preparato. Lì abbiamo lasciato i punti che alla fine ci sono mancati per arrivare primi nel nostro girone. Forse la vittoria casalinga con Parma della settimana precedente ci ha dato troppe sicurezze e tolto quella determinazione che sarebbe stata indispensabile per vincere la gara, anche da parte dei miei giocatori chiave che non hanno interpretato la gara nel migliore dei modi.  Abbiamo regalato 4 mete, non abbiamo preso 70 punti, ma non siamo riusciti a riprendere in mano la partita. Comunque, le occasioni per vincere il campionato le abbiamo avute, anche se all’inizio non eravamo partiti per farlo, essendo arrivati a quel punto era giusto provarci. Nelle ultime giornate di campionato, un po di nervosismo ed un po di delusione ci sono stati, soprattutto dopo la partita a Parma che avremmo sicuramente meritato di vincere, ma alla fine non è stato così. Inutile recriminare, non fa parte del nostro sport, cercheremo di essere ancora più bravi nel prossimo campionato.  Abbiamo fatto diverse ottime prestazioni, i giocatori buoni li avevamo, tra noi e chi ha vinto ci sono stati solo 2 punti e per questo rimane un po di amaro in bocca. 

A giochi conclusi si potrebbero menzionare i giocatori di spessore, sia umano che tecnico, che quest’anno hanno alzato di parecchio il livello del Piacenza rugby.
Vero, sono arrivate persone di spessore umano davvero notevole, in grado di mettersi a disposizione della squadra e lavorare per il bene della squadra. Tra tutti, i fratelli Guerra sono stati una piacevolissima scoperta e sono davvero contento che anche per il prossimo campionato faranno parte del nostro organico.  Sono atleti, giocatori e uomini di altissimo livello. Anche loro sono stati felicissimi di aver l’opportunità di proseguire la loro esperienza per un altro anno insieme a noi. Abbiamo scoperto Nial Sounders, che ci ha impressionato per le sue qualità tecniche, anche se sarà molto difficile da trattenere a Piacenza, ma non lasciamo del tutto le speranze, ci dovremo ancora parlare per capire se esistono ancora margini e possibilità per proseguire nel rapporto. Desidero formare un gruppo di atleti che vogliono far pate della crescita di una società. Che siano felici di sentirsi parti importanti di un progetto.  3 giocatori ci lasciano, Sam Daphaa, Elia Sotelo andranno a cercare fortuna in altre situazioni ed auguro loro il massimo della fortuna possibile. Diverso il discorso con Nacho Cisint che per motivi personali, ha deciso di mettersi a disposizione della squadra cadetta, avendo come priorità la conclusione degli studi e una crescita professionale al di fuori del rugby. Sto cercando di tenere Tommaso Roda e Inza Dene, che per me saranno come 2 innesti nuovi, visto che li ho avuti pochissimo a disposizione, riesco a tenere Ian Badagnani che ha enormi possibilità di crescita, ma ho liberato Glodie che ha fatto ritorno a Parabiago. Vorrei una squadra più possibile piacentina, per far crescere il nostro promettente vivaio. Tutti gli altri sono stati confermati e cercheranno di alzare ancora di più il loro livello.

Martedì 7 luglio ci saranno le elezioni per l’insediamento del nuovo consiglio direttivo.
E su questo siamo in ritardo, sarebbe stato meglio ci fossero state a fine campionato per avere la possibilità di poter programmare con maggiore tranquillità le attività per la prossima stagione.  

Quali sono le tue sensazioni sul tuo lavoro nella stagione portata termine?
Davvero non ci avevo pensato, non ti saprei dire. Alcune cose le rifarei allo stesso modo, altre proverei a farlo in modo differente. Ho fatto quello che potevo, dando il massimo di me stesso, perché sono fatto così, avendo in mano una squadra forte. Io preferisco considerare la squadra nel suo complesso. 

Come vedi evolversi la mentalità e l’attitudine della squadra, rispetto ai tuoi obbiettivi?
Considera che l’asticella continua ad alzarsi, più lavoro viene svolto, più il livello degli obbiettivi da raggiungere si alza e diventa più impegnativo. Sono soddisfatto della crescita, ma non mi accontento di quanto è stato fatto, voglio di più dalla società nel suo complesso, voglio di più dai miei atleti e anche da me stesso. 

Grazie della chiacchierata piacevole come sempre e ricchissima di spunti molto interessanti.
E che la prossima stagione possa essere ancora più ricca di soddisfazioni di questa.

Paolo Fernandi

Piacenza Rugby una stagione Fantastica

Vittoria con poca verve a Modena per i biancorossi di Forte che chiudono al secondo posto, alle spalle di Parma promossa

Giacobazzi Modena vs Piacenza Rugby 17-19
Giacobazzi Modena: Mazzi, Petti, Orlandi (30’ st De Luca), Malagoli, Trotta (25’ st Venturelli), Righi Riva, Esposito (30’ st Zerbini), Bergonzini, Covi (25’ st Traversoni), Carta, Bellei (25’ st Flores), Venturelli, Malisano (10’ st Ori), Benassi (10’ st Rodrguez), Morelli (30’ st Rizzi). All. Guareschi.

Piacenza Rugby: Manciulli (13’ st Ravilli D.), Botti, Misseroni (32’ st Cisint), Guerra B., Bertorello (26’ st Ravilli F.), Biffi, Saunders, Cornelli, Marazzi, Savi (35’ st Alberti), Melegari, Bonatti (19’ st Ferioli), Greco (9’ st Dapaah), Guerra J., Lovotti (13’ st Badagnani). All. Forte C., Berzieri, Franchi, Pagani

Arbitro:
Selmi di Brescia.
Note: cartellino giallo al 38’ a Badagnani; al 39’ st giallo a Biffi; al 40’ st giallo a Marazzi.
Marcatori: 12’ mt Cornelli tr Saunders (0-7); 21’ mt Petti tr Mazzi (7-7); 35’ mt Guerra B. tr Saunders (7-14); secondo tempo: 17’ cp Petti (10-14); 33’ mt Guerra J. (10-19); 40’ mt tecnica Modena (17-19).

Modena – Ultima di campionato sul campo del Modena. Impianto bellissimo, struttura importante ed accogliente, terreno di gioco in perfette condizioni. Clima da primavera avanzata con un caldo notevole, mitigato da un venticello ristoratore. Pubblico numeroso, corretto e accogliente come sempre dovrebbe essere, soprattutto nel rugby. C’è tutto quello che serve per finire in bellezza questa stagione, ricchissima di soddisfazioni e adrenalina. Per la prima volta, a metà tempo di gioco verrà concesso qualche minuto per poter far bere i giocatori.  Avversario da non sottovalutare questo Modena che domenica scorsa ha saputo mettere in seria difficoltà in trasferta il Parma capoclassifica, cedendo solo alla distanza. Diciamo subito che non è stata la più bella partita della stagione giocata dai biancorossi. L’inizio delle ostilità vede Piacenza installarsi nella metà campo avversaria, esercitando una notevole pressione sulla difesa dei padroni di casa che faticano a contenere l’intensità degli ospiti. Al minuto 12 partendo da touche, capitan Cornelli mette in mostra tutta la sua potenza, andando a varcare la linea di meta modenese con aggrappati a lui 3 avversari, Sounders trasforma e si va sullo 0-7. Ci vuole un quarto d’ora per vedere Modena passare la linea di metà campo.

È il minuto 22, quando dopo una mischia a proprio favore a pochi metri dalla linea di meta biancorossa, i padroni di casa segnano la loro prima meta a conclusione di un’azione in prima fase, con la difesa piacentina davvero male organizzata e trovano il pareggio dopo la trasformazione, 7-7. Piacenza perde il bandolo della matassa e inanella una successione di errori, smarrendo i riferimenti dai fondamentali del gioco e rimanendo scarsa nel rifornimento di palloni di qualità da giocare. Ci pensa Sounders ad accendere gli animi con un’azione in solitaria di oltre 50 metri, che gli consente di arrivare nell’ area di meta del Modena, ma al momento di schiacciare a terra la palla, questa gli sfugge dalle mani per il più banale degli “in avanti”. Piacenza recupera subito l’ovale e B. Guerra riesce a segnare la seconda meta piacentina, che viene trasformata da Sounders. Il risultato va sul 7-14. Il repertorio tecnico del nostro extra comunitario, sembra inesauribile nel fornire pillole di altissima classe. Riesce ad estrarre la palla da mischia retrocedente a pochi metri dalla propria linea di meta e con un calcio stupendo, fatto sotto una pressione asfissiante, rimanda indietro i padroni di casa di oltre 50 metri.  Nel primo tempo non succede niente altro.  Alla ripresa delle ostilità è Modena a schiacciare il Piacenza nei propri 22, dove i biancorossi ricadono sempre nei soliti errori, concedendo ai padroni di casa ben 3 calci in 5 minuti.  È il minuto 49 quando iniziano le sostituzioni, con Dapaah per Greco, al minuto 54, Badagnani per Lovotti e D. Ravilli per Manciulli. Piacenza continua ad essere troppo falloso e concede a Modena un semplicissimo piazzato che consente ai padroni di casa, di accorciare le distanze, portandosi sul 10-14 al minuto 57. Intanto Ferioli prende il posto di Bonatti e al minuto 59 F. Ravilli quello di Bertorello. Alla mezz’ora, Cisint sostituisce Misseroni e Piacenza ritorna in attacco, guadagnandosi una touche. Cornelli conquista la palla, drive avanzante, si stacca J. Guerra che va a segnare la terza meta per Piacenza, venticinquesima personale in questa stagione. Nel tentativo di trasformazione la palla cade dal supporto e a Sounders non rimane che tentare un velocissimo drop che non centra i pali, 10-19 è il risultato. Al minuto 36 Alberti sostituisce Savi. In campo nei minuti finali succede di tutto, regna una confusione totale e l’arbitro non riesce più a controllare lo svolgimento della partita. 3 cartellini gialli (Badagnani, Biffi e Marazzi) in rapida successione e una meta tecnica allo scadere a sfavore dei biancorossi, che così finiscono in 12 sul campo. Le parole di coach Forte a fine gara, ”grande soddisfazione per la vittoria ottenuta su un campo molto ostico e ancora di più per una stagione giocata sempre ad altissimo livello. Oggi dai ragazzi non si poteva pretendere di più.

È stata sbagliata solo la partita a Milano del girone di andata contro il Cus e ci è costata il primato in classifica. Siamo cresciuti moltissimo nella mentalità e nell’attitudine con la quale la squadra entra in campo. Cercheremo di fare un nuovo scalino nella ricerca della qualità e nella convinzione sulle nostre qualità, per poterle applicare con ancora più efficienza. Stiamo cercando di costruire un metodo di lavoro più professionale e qualitativo e ci vuole tempo, ma siamo sulla strada giusta”. J. Guerra meta manbiancorosso della stagione “oggi non è stata la nostra migliore partita, ma averla vinta è comunque una grande soddisfazione. A volte le gambe e la testa non vanno sempre insieme. Felicissimo della mia prima stagione a Piacenza, dei risultati che come squadra abbiamo conseguito e delle prospettive che ci sono per il futuro. Non avevo mai segnato tante mete nella mia vita! Mi sono veramente divertito.”

L’acquolina in bocca che per quasi tutto il campionato la squadra ci aveva fatto venire, lascia accesa una grande speranza per il futuro prossimo dei nostri ragazzi. Stiamo procedendo nella direzione corretta e vogliamo continuare a crescere.   
Paolo Fernandi

La partita vista dagli spalti Piacenza Rugby vs. CUS Milano

Non si riesce a nascondere la delusione che si trascina dall’ultima partita giocata a Parma, che ha cancellato le speranze del Piacenza di vincere il proprio girone di questo campionato. Sportivamente la sconfitta fa parte del gioco e va sempre accettata, elaborata e metabolizzata. Ma per come è maturata questa, tutto diventa più difficile, anche a causa degli strascichi polemici (sicuramente non innescati da noi) che tardano troppo a scomparire.

Clima strano, complicato restare nella concentrazione e nell’attitudine giusta per affrontare una partita importante, con un avversario di valore che in classifica ha solo 2 punti meno di noi. Questo Cus nel girone di andata inflisse la prima sconfitta della stagione al Piacenza, in una gara davvero indecifrabile per i giocatori biancorossi. La voglia di girare pagina e di rivincita sono presenti, bisogna comunque fare 10 punti nelle ultime 2 partite e onorare al massimo questa stagione ricca di tantissime soddisfazioni. Al Beltrametti le tribune sono gremite e accoglienti, terreno di gioco in perfette condizioni, con pali delle porte adeguatamente dimensionati e desiderio di vedere una bella partita.

Tiratissima lo è stata fino all’ultimo secondo, combattuta con tutte le forze dalle due formazioni che hanno usato ogni mezzo a loro disposizione per prevalere sull’avversario. Il risultato parla chiarissimo, 32-30 per il Piacenza dopo 80 minuti di battaglia, a volte di trincea, a volte con folate di cavalleria a cercare spazi di gioco per tutto il campo. Il carattere della nostra squadra è cresciuto tantissimo e sembra che mai nessuna situazione sfavorevole possa compromettere l’obiettivo da raggiungere. Si è visto di tutto, soprattutto si è visto un Piacenza con un cuore grande come una montagna, diventato squadra durante questa stagione, con tutti i giocatori pronti a sacrificarsi l’uno per l’altro. Il vero spirito del rugby, sempre uniti, sempre in sostegno.

Mai una polemica tra loro, solo voglia di stare insieme. M. Chiappini, seriamente infortunato ai legamenti del ginocchio, era in tribuna con le stampelle a dare consigli e soffrire per i suoi compagni che non poteva aiutare fisicamente in questa circostanza. Per lui tutti i più sinceri e calorosi auguri per una totale e rapida guarigione. Oggi tutto ha girato contro i padroni di casa, 2 gialli nel secondo tempo, una quantità imbarazzante di interruzioni del gioco, tanto da impedire il suo minimo fluire con continuità. Il Piacenza è stato più forte di tutto, più determinato e concentrato. 

Margini di crescita ce ne sono ancora tantissimi e questa gara ha chiaramente evidenziato la direzione e le situazioni che potranno essere migliorate. Siamo a volte un po’ superficiali ed ingenui nelle fasi difensive, mai cinici quanto le potenzialità della squadra potrebbe e dovrebbe consentire. Ancora lontani da una approfondita capacità di lettura dell’interpretazione del gioco da parte degli arbitri e da un necessario adeguamento alla stessa. Questo è stato evidente a Parma, ancora di più al Beltrametti contro il Cus. Soprattutto ad inizio partita consentiamo agli avversari di tentare fughe nel punteggio. Con la maggior parte delle rivali del girone, non è mai stato un problema recuperare, ma contro squadre come Parma e Milano, si sono dovute spendere energie importanti per rientrare in gioco. Alcuni ragazzi hanno evidenziato una crescita di livello davvero importante, tanto da diventare pedine determinanti della squadra. Abbiamo a disposizione giovani di valore altissimo, che crescono grazie a compagni super esperti e disponibili nel condividere il loro enorme bagaglio di conoscenze rugbistiche.

Abbiamo uno staff tecnico preparatissimo, composto da ex giocatori che hanno scritto la storia del Piacenza rugby ed hanno il desiderio di andare avanti a scriverla. Domenica prossima andremo a giocare l’ultima partita di questa stagione a Modena alle 15.30… è qui dietro l’angolo, accompagniamo i nostri ragazzi e facciamoli sentire avvolti dal nostro affetto. Lo hanno ampiamente meritato e lo meritano sempre di più.

… e sempre FORZA PIACENZA RUGBY!!!  
Paolo Fernandi

Il Piacenza Rugby soffre, poi piega il Cus Milano

La vittoria di Parma su Modena riduce al lumicino le speranze della squadra biancorossa

Piacenza Rugby vs. CUS Milano 32-30
Piacenza Rugby: Manciulli, Botti, Misseroni (30’st Beghi), Guerra B., Bertorello, Biffi, Saunders, Cornelli, Marazzi (1’st Ravilli D.), Dene (21’st Bolzoni), Melegari, Lekic (1’st Savi), Dapaah (17’st Greco), Guerra J., Lovotti (17’st Badagnani). All.: Forte C.
CUS Milano: Vitale, Cederna E., Cederna L., Borzone, Randazzo (20’st Morandino), Colli, Longo (14’st Mazzucchi), Galazzi (20’st Borgonovo), Alagna, Mantovani (1’st Zaninati), Balocco (1’st Granieri), Ostoni (14’st Toscano),
Nucci, Perini (14’st Mozzi), Cusimano (1’st Parisi). All.: Boggioni.
Arbitro: Paolo Acciari di Perugia.
Note: al 7’st giallo a Savi; al 28’st giallo a Botti.
Marcatori: 6’cp Borzone (0-3); 11’mt Colli (0-8); 15’cp Borzone (0-11); 18’ mt Botti (5-11); 22’ mt Lekic tr Saunders (12-11); 24’ mt Botti (17-11); 29’ mt Randazzo tr Borzone (17-18); 33’ mt Bertorello (22-18); secondo tempo: 3’ mt
Guerra B. tr Saunders (29-18); 19’ mt Cederna tr Borzone (29-25); 23’cp Saunders (32-25); 38’ mt Mozzi (32-30).

Piacenza – Arriva anche l’ultima casalinga di questa stagione per il Piacenza che si trova ad affrontare quel Cus Milano che nel girone d’andata riuscì a battere i biancorossi, nella più indecifrabile delle partite. I lombardi in classifica incalzano i padroni di casa a soli 2 punti di distacco. Squadra di notevole livello e altissimo tasso tecnico, quella oggi ospite al Beltrametti, da sempre ostica da affrontare e decifrare. Notevole affluenza di pubblico, al Beltrametti, terreno di gioco naturale in perfette condizioni.

Un Piacenza rugby orfano di una delle sue pedine fondamentali, M. Chiappini, che a breve si dovrà sottoporre ad un intervento chirurgico per risistemare i legamenti del ginocchio sinistro lesionati nell’infortunio occorsogli nell’ultima partita disputata contro Parma. Già dal fischio d’inizio il gioco non riesce a trovare fluidità e sequenze prolungate, venendo continuamente interrotto e tenuto fermo per tempi sempre troppo lunghi dall’arbitro. Piacenza non riesce a perdere il suo vizio di commettere falli, così al minuto 6 gli ospiti possono usufruire di un piazzato da posizione favorevole, con il quale centrano i pali e sono i primi a muovere il tabellone, portandosi sullo 0-3. Gli errori da entrambe le parti si ripetono e da uno difensivo dei biancorossi, che falliscono un placcaggio, scaturisce la prima meta per il Cus marcata alla bandierina e non trasformata. Il punteggio si porta così sullo 0-8. Al minuto 16 nuovo calcio piazzato per Milano, che la mette in mezzo ai pali e porta il punteggio sul 0-11. Piacenza riesce a svegliarsi solo al minuto 18, quando da touche vinta da Cornelli, viene impostato un drive dal quale esce la palla, che finisce tra le mani di Botti, il quale a tutta velocità, va a marcare la sua prima meta di giornata alla bandierina. A Sounders non riesce la trasformazione ed il punteggio si fissa sul 5-11. Le chicche che ogni settimana ci regala il nostro straniero, sono di una bellezza incredibile, come il 50/22 di oggi.

Al minuto 23 da touche vinta da Melegari, viene impostato un ottimo drive, che Lekic di potenza va a concludere oltre la linea di meta lombarda, Sounders trasforma e si va sul 12-11. Piacenza preme furiosamente sull’acceleratore e dopo solo 2 minuti, al 25 grazie ad una stupenda azione di Sounders, che riesce a smarcare Botti per la sua seconda meta di giornata, ma anche questa volta la trasformazione non riesce ed il punteggio si porta sul 17-11. I colpi di scena non mancano, gli attacchi sembra riescano a prevalere sulle difese, così al minuto 29 da una touche in attacco del Cus parte un’azione al largo, che si conclude in meta e con la seguente trasformazione va riportare in vantaggio i milanesi, 17-18. Ennesimo ribaltamento di fronte e da una mischia al minuto 33 la palla arriva a Sounders, che con un lunghissimo passaggio pesca Bertorello, che sfruttando tutta la sua velocità, va a marcare la quarta meta biancorossa alla bandierina, Sounders non riesce a centrare i pali ed il punteggio si porta sul 22-18, con il quale si conclude il primo tempo. Forze fresche in campo alla ripresa del gioco, Davide Ravilli sostituisce Manciulli e Savi prende il posto di Lekic. Passano solo 3 minuti e B. Guerra si esibisce in un’azione personale fatta di velocità, determinazione e potenza, per arrivare a marcare la quinta meta biancorossa che Sounders trasforma, portando il punteggio sul 29-18. Anche oggi Piacenza con Savi, si prende un cartellino giallo al minuto 47, ma difendendosi in 14 con una grinta straordinaria, riesce a non subire punti. Sempre in inferiorità numerica mette anche in mostra un drive avanzante di prepotenza per 25 metri, che purtroppo finisce in nulla. Al minuto 57 è la volta di sostituire i piloni, così entrano Greco per Lovotti e Badagnani per Dapaah. Al minuto 59 Milano trova di nuovo la via della meta, da una touche vinta e seguente allargamento del gioco, buona la trasformazione ed il punteggio va sul 29-25. Al minuto 60 è la volta di Bonatti prendere il posto di Inza.

Gli errori si ripetono e da uno di questi scaturisce il calcio che Sounders, al minuto 64, mette in mezzo ai pali per il provvisorio 32-25. Piacenza in difficoltà nel ritrovare il bandolo della matassa, senza possesso, fa fatica a contenere gli attacchi lombardi. Al minuto 68 Botti (oggi man of the match) si prende un giallo, Misseroni si infortuna e viene sostituito da Beghi. Un finale di sofferenza, in inferiorità numerica. Piacenza cerca di costruire una diga per fermare un Milano nel momento del suo massimo sforzo. È il minuto 78 quando gli ospiti segnano di nuovo approfittando di un possesso perso ingenuamente dai padroni di casa, ma per fortuna la meta non viene trasformata ed il punteggio va sul 32-30. Ultimi minuti di difesa all’ultimo sangue nei 22 piacentini, che blocca ogni iniziativa del Cus che si butta con tutte le residue energie in attacchi furibondi. Finisce così. Festa sugli spalti, Beltrametti imbattuto e milanesi staccati a 5 punti, mentre sono 3 quelli che ci separano dal Parma vittorioso all’ultimo minuto nella gara interna con Modena, prossimo avversario del Piacenza.  Nelle parole di coach Forte tutta la soddisfazione per il risultato ottenuto “sono estremamente soddisfatto di quanto hanno fatto i miei ragazzi. Gli ultimi 10 minuti in difesa hanno messo in mostra una determinazione ed un attaccamento alla maglia eccezionali. Il Cus è un’ottima squadra, con una linea arretrata di valore e molto veloce. Cinica e scaltra in ogni situazione, hanno sempre cercato di portare il gioco sul loro lato forte, sempre al limite del regolamento. Ma noi siamo riusciti a fare meritatamente punteggio pieno.” Domenica prossima ultima di campionato in trasferta a Modena alle 15.30, per andare a raccogliere gli ultimi 5 punti a disposizione.

Paolo Fernandi

La partita vista dagli spalti Parma vs Piacenza Rugby

Questa volta gli spalti non c’erano proprio. Appoggiati ad una transenna, in piedi per quasi due ore nella ricchissima Parma per la partita che vale un’intera stagione. La città dispone di ben altre strutture dove far giocare un incontro di questo livello, ma le scelte non sono sempre comprensibili e vanno accettate per quello che sono.

Tutto questo non c’entra nulla con la gara, con l’impegno di 30 ragazzi in campo che ce l’hanno messa tutta fino alla fine senza risparmiare nessuna energia a disposizione. Ne è scaturita una partita intensa e tecnicamente di alto livello, anche se non particolarmente spettacolare. Due squadre dello stesso valore, pur se con qualità diverse. Più fisicità e potenza per i biancorossi, più scaltrezza e adattabilità per i parmigiani. Ha fatto quasi tutto Piacenza, nel bene e nel male. I soliti problemi di disciplina hanno consentito a Parma di avere a disposizione un gran numero di possessi facili e avanzati da giocare sempre nel territorio avversario. Un Piacenza mai domo, sempre pronto a controbattere colpo su colpo le azioni dei padroni di casa. Alla mezz’ora con il punteggio sul 13-0 i biancorossi si svegliano e dimostrano quello che sono in grado di fare, riuscendo a chiudere il primo tempo sul 13-10, grazie alla solita meta di J. Guerra da touche vinta da Chiappini ed al solito piede di Sounders, che trasforma e mette anche un piazzato. La ripresa viaggia sugli stessi binari. Giallo dopo pochi minuti a B. Guerra e nuova meta di Parma, 20-10. Tornati in parità numerica Piacenza fa valere la sua forza e manda in meta Dapaah, ma Sounders non centra i pali.

Errori madornali dei biancorossi regalano Parma la terza meta, per un allungo che potrebbe essere definitivo. Nuove cariche furiose piacentine e nuova meta con l’ariete Misseroni, poco prima dello scadere, si va sul 27-25.

Finale da thriller!!!! Piacenza si procura all’ultimo minuto un calcio che potrebbe consentire il sorpasso. Sounders è certo di aver centrato i pali, (le sue parole con gli occhi rossi a fine partita, “l’ho messa al 100%”), i suoi compagni pure ed anche l’arbitro si lascia sfuggire un “l’ho vista dentro” (!!!), ma i guardalinee, con i pali delle porte molto (troppo???) corti, non alzano le bandierine. 

Finisce così.  Le polemiche ed i ricorsi li lasciamo a chi “rosica”. Evito considerazioni sul tanto ridicolo, quanto tragicomico siparietto tra me e l’allenatore dei padroni di casa, ben al di fuori delle buone maniere e della cordialità che su un campo da rugby dovrebbe essere scontata. Ognuno resta al proprio livello, che essendo molto differente, rende problematica la comunicazione.

Abbiamo perso, ma siamo ancora più orgogliosi dei nostri ragazzi. Avranno tutte le possibilità di rifarsi. Unica preoccupazione, l’infortunio occorso a Chiappini a metà secondo tempo. Speriamo non sia nulla di troppo grave e che si possa riprendere al più presto. Anche oggi ha disputato una gara fantastica, di impegno e sostanza. Tutto il nostro affetto è per lui e la sua pronta guarigione. Ancora un grazie a tutto lo staff per il lavoro svolto e per averci consentito di sognare l’impresa fino all’ultimo minuto. Non siamo inferiori in nulla a Parma. Coach Forte, oggi sconfortato e rammaricato, saprà tenere alta la concentrazione e l’attitudine della squadra fino a fine campionato, per le prossime partite da affrontare.

Nulla è ancora perduto. Noi da oggi, amiamo ancora di più questa società. Vi aspettiamo al Beltrametti domenica 12 aprile alle 15.30, dopo la pausa pasquale. In quella gara, il Piacenza si congederà dal proprio pubblico per questa stagione, dato che l’ultimo incontro sarà giocato a Modena. Questo gruppo e questa società meritano tutto il supporto possibile, per quanto durante tutto questo campionato ci hanno fatto vedere. La speranza è che nel prossimo le cose possano andare ancora meglio.

… e sempre, FORZA PIACENZA RUGBY!!!

Credits: Paolo Fernandi