Le ambizioni del Piacenza Rugby «La promozione è un obiettivo»

Il presidente Boccuni: «Il salto di categoria è un traguardo che un club di grandi tradizioni come il nostro deve mantenere»

La ristrutturazione del Piacenza Rugby è iniziata con l’avvento di Daniele Boccuni nel ruolo di presidente, nell’estate del 2018. Da allora sono trascorsi cinque anni nel corso dei quali sono stati realizzati tanti progetti, iniziative, fino a prendere seriamente in esame anche la possibilità di salire di categoria, dalla serie B alla serie A. Riguardo a quest’ultimo aspetto, tre anni fa è stato scelto come “traghettatore” Federico Grangetto, già conosciuto nell’ambiente per aver vestito la maglia del Piacenza nei primi anni del nuovo millennio, in serie A1: impresa sfiorata due anni fa, concludendo il campionato al secondo posto, ma non imitata nella stagione scorsa (sesto posto). E in questa nuova stagione il Piacenza ci proverà di nuovo, basandosi su di una maggiore consapevolezza nei propri mezzi e di un roster che comprende nuovi ed importanti arrivi.
«Durante questi primi anni del mio mandato – inizia il presidente Boccuni – siamo riusciti a costruire qualcosa di buono, grazie al supporto e all’impegno di validi collaboratori e grazie anche all’aiuto economico di tanti sponsor che hanno creduto in noi. Mi riferisco in particolare agli investimenti fatti per migliorare l’impianto, come l’allestimento di nuovi campi da gioco e di nuovi spogliatoi. Un progetto importante ha riguardato il settore giovanile, attraverso un’iniziativa che ha coinvolto altre quattro società: Elephant Gossolengo, Val D’Arda, Lions Cremona e Codogno, dando vita ad una franchigia denominata Omnia Rugby. E altri progetti sono in cantiere».
Sulle difficoltà per il conseguimento di un simile traguardo, il presidente Boccuni è perfettamente consapevole.
«Sono tutti d’accordo sul fatto che il nostro Girone 1 sia il più impegnativo poiché alla presenza di squadre di una certa caratura tecnica. Conosciamo tre o quattro avversarie per averle già affrontate in precedenza mentre per la maggior parte sono nuove e abbiamo poche informazioni al riguardo. Se rivolgiamo lo sguardo indietro, i risultati ottenuti sul campo hanno permesso di mantenerci vicino al vertice della classifica e addirittura due anni fa abbiamo avuto anche la possibilità di lottare in chiave promozione. Salire di categoria è un obiettivo o meglio, un’ambizione che un club di grande tradizione come il Piacenza deve mantenere nelle sue corde, e in questa stagione cercheremo di fare del nostro meglio anche sotto questo aspetto».
La rosa del Piacenza conta gli stessi giocatori della passata stagione, a cui si sono aggiunti alcuni nuovi arrivi.
«Sono rimasti tutti – conferma Federico Grangetto, head coach dei biancorossi – e abbiamo avuto dei rientri, come quello di Marazzi, in aggiunta a nuovi ingressi come Miralem Lekic dalla Sitav Lyons, Ignacio Sitnic dall’Argentina, Matteo Cornelli dalle Fiamme Oro, e potrebbero aggiungersene ancora un paio. Si tratta di innesti importanti per qualità ed esperienza, e che saranno certamente d’aiuto all’interno di un gruppo oramai ben collaudato. Inoltre, ci sono diversi giovani del nostro vivaio che sono entrati a far parte della rosa della prima squadra e che avranno l’opportunità di misurarsi in un campionato seniores. Insomma, è un bel gruppo e stiamo lavorando bene insieme, inoltre posso contare su di uno staff tecnico molto competente che si avvale della presenza di Fabio Berzieri, specialista della mischia, e di Sandro Pagani, specialista della difesa».
Dunque, la sensazione è che ci sia da attendersi un Piacenza deciso a compiere il salto di categoria.
«Sicuramente da parte nostra c’è voglia di protagonismo e quindi cercheremo di arrivare il più in alto possibile, sfruttando al meglio il potenziale di una squadra che nel corso di questi ultimi anni ha acquisito esperienza e sicurezza, e che potrà avvalersi del contributo dei nuovi arrivati per tentare di raggiungere un obiettivo importante. Ma tengo a precisare che la novità principale non solo di questa squadra ma di tutto il club, consiste nell’intravedere finalmente un futuro rivolto alla continuità. E non è un fatto così scontato, specie dopo il recente passato della storia di questa società».

Leonardo Piriti
Libertà 07/10/23

Quattro gironi al via, i biancorossi in quello più tosto

Piacenza rugby vs. Bergamo 05 Marzo 2023

Il girone 1 è quello di competenza per il Piacenza Rugby, da tutti indicato come il più duro ed impegnativo fra tutti e quattro i gironi della categoria. Dodici le squadre in campo, tra le quali compaiono Varese, Bergamo e Lecco in rappresentanza della Lombardia, Ivrea per il Piemonte, Savona per la Liguria, Capoterra per la Sardegna. Tutte vecchie conoscenze della squadra biancorossa, già incontrate nei campionati degli ultimi anni. Tante le novità, ad iniziare dalle due “retrocesse” dalla serie A: Cus Genova e Pro Recco. Si tratta di due importanti e storiche società della Liguria, con trascorsi anche nel massimo campionato, e proprio per questo motivo cercheranno di ritornare il prima possibile in serie A. Entrambe si sono date parecchio da fare durante il mercato estivo, “ritoccando” la composizione della squadra titolare con l’arrivo di qualche giocatore di prestigio ed esperienza.


Sono tre, invece, le neopromosse dalla serie C. Il Rho è diretto da due allenatori che in passato hanno vestito la maglia del Piacenza: il piacentino Claudio Forte, cresciuto nelle giovanili biancorosse, e il milanese Mauro Vaghi. Entrambi sono stati compagni di squadra di Federico Grangetto, attuale allenatore del Piacenza Rugby. Si aggiunge inoltre il Cernusco e il Cus Milano, quest’ultima come “seconda squadra” poiché la “prima” disputa il campionato di serie A.


“Il nostro girone rappresenta un’incognita – spiega coach Grangetto – dal momento che non abbiamo molte informazioni relative alle avversarie e quindi non sappiamo se hanno cambiato poco o tanto in termini di roster. Tuttavia è facile ritenere che Cus Genova e Pro Recco siano due avversarie toste, così come è sempre impegnativo, soprattutto da un punto di vista logistico, affrontare la trasferta di Capoterra. Fra le squadre “note”, dovremo fare attenzione a Bergamo e Lecco, e probabilmente anche al Varese. Le candidate sono tante e ognuna di loro, in teoria, possiede l’esperienza e una rosa di giocatori in grado di tagliare il traguardo. Piacenza compreso”.

Leonardo Piriti
Libertà 07/10/23

I baby Botti e Agio piacevoli scoperte del Piacenza Rugby

I biancorossi, dopo un primo tempo complicato, reagiscono e nel primo test piegano Milano

ASR Milano – Piacenza Rugby 26-28

PIACENZA RUGBY: Castagnoli, Fusar Po- li, Viani, Misseroni, Nosotti, Cisint, Negrel- lo, Marazzi, Roda, Lekic, Bonatti, Casali, Baccalini, Bertelli, Battini. Entrati: Viga- nò, Codazzi, Ben Khaled, Agio, Fermi, Crot- ti, Antolucci, Botti.
All. Grangetto
Marcature: 4’ mt tr ASR MI (7-0), 27’ mt tr ASR Mi (14-0); 30’ mt ASR MI (19-0); secondo tempo: 3’ mt Botti tr Castignoli (19- 7); 6’ mt tr ASR MI (26-7); 17’ mt Codazzi tr Castignoli (26-14); 25’ mt Marazzi tr Castignoli (26-21); 26’ mt Fermi tr Castignoli (26-28).

Buona la prima, intesa come partita “vera” giocata dal Piacenza Rugby a Milano, ospite dell’ASR che prenderà parte al prossimo campionato di serie A. La partita si è svolta in tre tempi: i primi due da 30 minuti ciascuno, e l’ultimo da 20 minuti nel corso del quale i rispettivi allenatori hanno messo in campo i più giovani, classe 2004 e 2005. Tanti gli aspetti positivi in casa biancorossa, ad iniziare proprio dall’esordio dei giovani come l’ala Ivan Botti e il terza linea Davide Agio. Sugli scudi la prestazione personale di Lekic, uno dei nuovi arrivi, e di Marazzi, ritornato a tempo pieno in biancorosso. Più che apprezzabile l’esordio dell’italo argentino Cisint in cabina di regia.

Nel primo tempo sono i milanesi a prendere l’iniziativa mettendo a segno tre mete, suddivise in apertura e in chiusura di parziale. Il secondo tempo è invece di marca piacentina, con il giovane Botti ad aprire le marcature, concludendo una bella azione al largo dei propri trequarti. I padroni di casa rispondono quasi subito, poi ancora Piacenza, con la meta di Codazzi al termine di un pick and go. Quindi è la volta di Marazzi, ancora una volta ispirato dalla manovra veloce dei compagni di reparto. Infine, la meta del sorpasso, quasi allo scadere, con Fermi che prima imposta e poi chiude l’azione dei propri avanti marcando la meta. La terza frazione di gioco trova in campo i più giovani, da ambo le parti, in un susseguirsi di azioni veloci e divertenti.

«Nel primo tempo abbiamo regalato troppo – commenta Sandro Pagani, tecnico responsabile della difesa – subendo anche una meta di intercetto mentre ci trovavamo in attacco. Nel secondo tempo le cose sono andate meglio, specie in at- tacco, e anche in difesa siamo riusciti a limitare i loro tentativi di attacco. Come prima uscita possiamo ritenerci soddisfatti, cercando di migliorare nelle prossime settimane»

Leo Piriti
Libertà 17/09/23

«Girone impegnativo L’obiettivo? Stagione da veri protagonisti»

Biancorossi nel raggruppamento con vecchie conoscenze come Ivrea avversaria alla prima di campionato (8 ottobre)

Il Piacenza Rugby scopre le avversarie della stagione 2023-2024 nel campionato di serie B. Il calendario comunicato dalla FIR indica domenica 8 ottobre come data d’inizio di un torneo che vedrà la presenza di 48 squadre al via, suddivise in 4 gironi da 12 squadre ciascuno che si affronteranno in gare di andata e ritorno per un totale di 22 giornate a girone. Al termine della stagione regolare, domenica 5 maggio 2024, la squadra prima classificata di ogni girone sarà promossa in A2, mentre la squadra ultima classificata di ciascun girone affronterà un playout salvezza, con semifinali e finali. Le due squadre perdenti delle semifinali (andata 19 maggio 2024, ritorno 26 maggio 2024) retrocederanno subito in serie C, mentre le 2 squadre vincenti disputeranno la finale playout (2 giugno 2024) che vale la permanenza nella categoria. Complessivamente, sono dunque previste 4 promozioni alla serie A2 e 3 retrocessioni in serie C.


Per quanto riguarda la squadra biancorossa, come al solito è stata inserita nel girone 1 che comprende alcune vecchie conoscenze, come Ivrea, che inaugura la “prima” di campionato del Piacenza al Beltrametti, e ancora Varese, Bergamo, Capoterra, Savona e Lecco. Le novità sono rappresentate dalle due neo promosse milanesi, Cernusco e Rho, con quest’ultima formazione allenata dal tecnico piacentino Claudio Forte e da Mauro Vaghi: entrambi hanno vestito la maglia del Piacenza Rugby in serie A, allenato da Claudio Franchi, ed hanno avuto come compagni di squadra Federico Grangetto e Fabio Berzieri, ora avversari in veste di allenatori. Altre due novità riguardano altrettante formazioni liguri retrocesse dalla serie A, Pro Recco e Cus Genova. Infine, si segnala la presenza della squadra Cadetta del Cus Milano, partecipante al campionato di serie A con la “prima squadra”. Nella prima giornata (8 ottobre) il Piacenza debutta al Beltrametti ospitando l’Ivrea, quindi trasferta a Cernusco, di nuovo in casa con il Cus Genova e infine trasferta a Varese (29 ottobre), con cui si conclude il primo blocco di partite.
«Con l’Ivrea ci conosciamo a vicenda da parecchio tempo – spiega Federico Grangetto – così come conosco bene i componenti dello staff tecnico: è una società che lavora molto sul territorio e conta nel proprio roster parecchi giovani del vivaio. Varese è un’al- tra squadra a noi ben nota, mentre Cernusco è una neo promossa e inizialmente dovrà cercare di ambientarsi. Quanto al Cus Genova, è retrocesso direttamente dalla serie A dopo una stagione molto sofferta ma rappresenta comunque un’incognita dal momento che non abbiamo informazioni sulla sua rosa di giocatori».


Nel secondo blocco, si parte con un doppio impegno casalingo conse- cutivo, ospiti Bergamo e poi Rho, quindi la trasferta sarda a Capo- terra (26 novembre).
«Considero Bergamo tra le candidate alla promozione, per cui giocare al Beltrametti è meglio, poi sarà la volta del neo promosso Rho di Claudio Forte e Mauro Vaghi: insieme giocammo nel Piacenza la finale contro l’Amatori Catania per salire in Eccellenza (massimo campionato, ndc). Il Rho ha stravinto il campionato di serie C e si è rinforzato per affrontare la categoria superiore: altra incognita. Capoterra è sempre una trasferta impegnativa, per il viaggio e anche per il potenziale della squadra che, a mio parere, è tra le possibili candidate alla promozione».

Il terzo blocco va dalla gara interna con Savona (10 dicembre) a quella successiva in casa del Cus Milano (17 dicembre). Dopo aver festeggiato il Natale, si ritorna in campo il 14 gennaio 2024 per il quarto e ultimo blocco dell’andata, con Pro Recco in casa e Lecco in trasferta. Si aggiunge anche la prima di ritorno (28 gennaio) sul campo dell’Ivrea. Meno dispersivo il girone di ritorno (3 blocchi di partite), pur se con intervalli di tempo più lunghi.
«Savona lo conosciamo, il Cus Mi- lano schiera la “seconda squadra” con tanti giovani, quanto alla Pro Recco è un’altra squadra retrocessa dalla A, pur se dai play out, e Lecco è forse la più accreditata alla promozione: chiudiamo l’andata con sfide importanti. Ma come ho già ripetuto, tutte le nostre sfide dovranno essere “importanti” perché il Piacenza, forte di una antica e illustre tradizione, deve essere sempre protagonista quando scende in campo. Ci proveremo, con l’aiuto di pochi ma eccellenti inserimenti come Matteo Cornelli, Miralem Lekic e Ignacio Cisinz, e soprattutto attraverso il contributo di tutti i giocatori protagonisti della scorsa stagione. Insieme, possiamo ottenere risultati davvero interessanti».

Leo Piriti
Libertà 31/08/23

Piacenza e Navan gemellate nel nome di San Colombano

Il 3 settembre verrà ufficializzata la cooperazione per l’educazione cristiana dei giovani fra il Piacenza Rugby e la società sportiva della città natale del monaco irlandese.
Lo sport incontra San Colombano. Così il Piacenza Rugby Club vola in Irlanda dal 1° al 4 settembre per siglare un gemellaggio con il Navan Rugby Club, squadra della città natale del Santo. Un accordo che nasce con la finalità di cooperare per l’educazione cristiana dei giovani, partendo dalla condivisione di valori morali, etici e sportivi.

Gli stessI valorI.
“Il club irlandese è molto legato al culto di San Colombano”, evidenzia Federico Grangetto, direttore del club piacentino. “Alcuni anni fa Manuela Bertoncini, presidente dell’associazione culturale Green Butterflies, sensibile alla storia del percorso di San Colombano, fece sì che una delegazione del Navan Rugby Club venisse a Piacenza per una ricorrenza legata al santo: incontrandoci, ci siamo resi conto che i valori spirituali su cui puntiamo sono gli stessi, così come le modalità con cui cerchiamo di insegnarli ai nostri ragazzi. Così è nata l’idea del gemellaggio”.
Il legame si concretizzerà con scambi reciproci, preziosi per la crescita dei giovani rugbisti italiani e irlandesi. “Proponiamo agli atenei presenti a Piacenza – l’Università Cattolica, il Politecnico di Milano, l’Università di Parma e il Conservatorio Nicolini – di unire l’esperienza Erasmus con lo sport, offrendo la possibilità agli studenti irlandesi di allenarsi con noi e viceversa”, spiega Grangetto.

RIannodare I legamI
Il gemellaggio costruirà un “ponte” fra i luoghi che hanno visto l’inizio e la fine del pellegrinaggio terreno di San Colombano: Navan, la sua città di nascita nel Leinster, e Piacenza, che raggiunse al termine del lungo viaggio. “Sarà l’occasione per riannodare i legami dopo 14 secoli”, spiega l’ex capitano del Piacenza Rugby Marco Corradi, che nel libro “Scozzesi a Piacenza” (Lir, 2018) ripercorre la storia delle relazioni fra l’Irlanda, la Scozia e il territorio piacentino. “Due anni fa un missionario della Società di San Colombano per le missioni estere venne a Piacenza, invitato da Manuela Bertoncini. Insieme – racconta Corradi – lo portammo in giro per la città e rimase stupito dalla scoperta dei legami storici con l’Irlanda. Quando mi parlò di suo nipote, giocatore del Leinster, scattò in me la
scintilla di proporre un gemellaggio. Misi in contatto le due società e ora, finalmente, l’accordo sarà ufficializzato”.

Il vIaggIo
La delegazione piacentina in Irlanda si stabilirà a Dalgan Park, sede della Società di San Colombano per le missioni estere. Il giorno successivo i rugbisti parteciperanno al Festival annuale dell’eredità culturale di Colombano a Clonard, tappa importante del cammino del Santo. Al mattino di domenica 3 settembre i due club firmeranno il gemellaggio per poi assistere insieme a un’amichevole della squadra femminile del Navan Rugby.

Francesco Petronzio
Il Nuovo Giornale 31/08/23

«Vogliamo tutti vedere Piacenza protagonista»

Rugby serie B – Coach Grangetto suona la carica al primo raduno biancorosso al campo di Le Mose

Il Piacenza Rugby si è radunato martedì sera nella sede del centro sportivo “Carlo Mazzoni” a Le Mose, per iniziare la preparazio- ne in vista della nuova stagione. Nonostante le assenze per impegni di lavoro o perché ancora in vacanza, erano presenti una trentina di giocatori della squadra seniores in aggiunta alla squadra under 18 dell’Omnia Rugby, mentre la squadra under 16 si è allenata per conto proprio. A con- durre il primo allenamento stagionale, lo staff tecnico composto dall’head coach Federico Grangetto, da Fabio Berzieri per il reparto della mischia e da Sandro Pagani per il reparto dei trequarti. Confermati anche lo staff medico composto da Pietro Zacconi e da Mattia Cesina. Prezioso come sempre il contributo di Nicola Fornari in veste di preparatore atletico.

«E’ stato un primo giorno di allenamento molto interessante – dichiara coach Grangetto – e produttivo. I ragazzi hanno fornito la massima disponibilità per un lavoro che ha previsto soprattutto l’obiettivo di riprendere familiarità con la palla. Buona l’attitudine e anche l’attenzione da parte di tutti, anche dei ragazzi dell’under 18 che per la prima volta sono usciti dagli orari canonici di allenamento. Manca ancora qualcuno all’appello ma all’inizio della prossima settimana saremo al completo».

Tre nuovi arrivi, l’ingresso di alcuni giovani dal vivaio: ci sono attese importanti in vista? «Sicuramente l’ingresso di Miralem Lekic e di Matteo Cornelli, entrambi provenienti dal massimo campionato, e dell’argentino Ignacio Cisint, ci ha consentito di potenziare la struttura di una squadra che a sua volta conta sulla qualità di un gruppo di giocatori che rappresentano lo “zoccolo duro”.

Insieme, possiamo dire la nostra all’interno di un campionato che, come al solito, scoprirà le carte sono una volta iniziato. Nel nostro girone ci sono le due liguri retrocesse dalla serie A, Pro Recco e Genova, e in generale si hanno poche notizie su tutte le avversarie: occorrerà attendere la chiusura del girone di andata per azzardare le prime ipotesi, sia di promozione sia di retrocessione». In quale “zona” si colloca il Piacenza? «Il Piacenza deve essere sempre protagonista: due anni fa ci siamo riusciti, lottando per la promozione, quest’anno invece no, per diversi motivi. Ed ora ci riproviamo di nuovo. Mercato chiuso? Forse no»

Leo Piriti
Libertà 25/08/23