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La partita vista dagli spalti Lecco .vs Piacenza

Da qualche anno la trasferta nei luoghi manzoniani è diventata una battaglia da andare a vincere a tutti i costi. Questa accesissima rivalità sia sul campo, che sugli spalti ha avuto inizio quando il match avrebbe determinato quale squadra sarebbe passata dalla serie B alla A. Qui Piacenza non ha mai perso, mettendo in mostra tutta la forza e la determinazione che da sempre animano la squadra emiliana. Con il passare degli anni gli obbiettivi delle 2 squadre si sono differenziati sempre di più e ad oggi il divario in classifica, non fa che dimostrare questa evidenza. Qui si trova il pubblico meno “rugbystico” d’Italia. Provocatorio oltre il lecito, maleducato e poco sportivo, con una stampa locale con visioni ed espressioni talmente partigiane, da diventare stucchevole e ridicola. Il terreno di gioco si presente meglio di altre volte, ma sempre pesante e soprattutto di minime dimensioni, penalizzanti per la squadra dal migliore tasso tecnico.

Ma le partite si giocano sul campo e vanno vinte sul campo, cercando di onorare al massimo il nostro sport. Il pareggio nella precedente giornata di campionato con Milano, ha messo in mostra qualche limite, più mentale che tecnico e fisico, nella squadra piacentina. La Jena deve fare miracoli per poter costruire i piani di gioco e le tattiche da utilizzare durante la partita, visto che l’infermeria diventa sempre più frequentata e gli impegni di lavoro e familiari impediscono a diversi giocatori fondamentali, di allenarsi al massimo livello di intensità. La classe cristallina di alcuni giocatori biancorossi, è di una bellezza straordinaria e capace di accendere sia il cuore, che l’entusiasmo dei tifosi. Sounders, incontenibilmente veloce e scaltro, ci mette meno di un minuto, con un’azione personale strabiliante, a depositare il pallone oltre la linea di meta avversaria e a trasformare la sua marcatura. Sembra il miglior modo possibile per iniziare una partita. Iniziano subito anche le imprecisioni, gli errori banali e le scelte difficili da interpretare, anche per i giocatori stessi. Forse si dovrebbe ripartire da movimenti più semplici e basici, senza cercare tutte le volte la giocate straordinaria, ma difficilissima da realizzare. Infatti, nonostante la rilevante quantità di palloni di qualità a disposizione non si riesce a costruire una sequenza di azioni degna di nota. Anche su questo campo il marchio di fabbrica di questa squadra, viene messo in pratica, così da touche vinta, parte una maul avanzante che consente a J. Guerra di marcare l’ennesima meta, trasformata da Sounders. Il quale mette tra i pali anche un bellissimo e velocissimo drop da oltre 40 metri.

La classe non è acqua. I nostri cadono nella rete preparata dai lombardi, continuamente provocatori e con, come unico piano di gioco, quello di sporcare e rallentare ogni azione piacentina. Su analoga azione da touche, nel secondo tempo, tocca a Marazzi mettere in mostra tutta la sua classe, la sua velocità e la sua potenza per marcare la terza meta trasformata dal solito Sounders. Nemmeno un rosso ai padroni di casa e la conseguente superiorità numerica con ancora oltre 10 minuti da giocare, consentono ai piacentini la quarta marcatura, che avrebbe portato il punto di bonus. Oggi manca sempre qualcosa, un dettaglio per riuscire a raggiungere l’obbiettivo prefissato. Il risultato sembra inchiodato sul 6 a 24. Pazienza, il cammino è ancora lungo ed il Parma ci precede di un solo punto in classifica. Recuperiamo tutti i nostri giocatori e soprattutto la lucidità nell’interpretare le situazioni di gioco e diminuire drasticamente il numero degli errori commessi. Alcuni giocatori possono e devono fare molto di più e meglio. Monumentale la prova di capitan Cornelli in primis (diventato padre per la seconda volta in settimana), onnipresente e determinante in qualsiasi fase del gioco. Di J. Guerra, una vera forza della natura, di Lovotti, per il quale la data di nascita è solo un pezzo di carta. Strabiliante la crescita e la maturazione dimostrate da Savi, che ovunque venga impiegato, dimostra una forza volontà ed un impegno assoluti, efficacissimo portatore di palloni. Chiappini e Marazzi sempre presenti e determinanti in ogni azione di gioco su tutto il campo. Di Sounders abbiamo già parlato, è la scintilla che sa accendersi continuamente ed accendere tutta la squadra.  Impossibile mascherare la mia felicità nel ritrovare, oggi solo in panchina, Akram Bilal, di ritorno dal suo anno lontano da Piacenza per impegni professionali. Aspettiamo l’11 gennaio alle 14.30, quando il Parma verrà a farci visita al Beltrametti per la ripresa del campionato dopo le festività natalizie. Sarà una partita fondamentale per le speranze di entrambe le formazioni, un derby da sempre sentito come nessun altro. Saremo prontissimi a dare battaglia per sorpassare in classifica i nostri rivali. Buon Natale, buon anno, ma soprattutto buon rugby a tutti.
… e sempre… FORZA PIACENZA!!!
Paolo Fernandi

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