Un colosso per spingere in alto il Piacenza Rugby

Averlo visto crescere, avendo un legame affettivo stretto con suo padre mi rende felice e orgoglioso di poter scambiare con lui quattro rugbistiche parole. Matteo Cornelli uno dei capitani del Piacenza Rugby condivide con me qualche minuto del suo tempo…

Proviamo a partire con il tuo incontro con la palla ovale, ormai qualche anno fa a Piacenza sponda Lyons…Vero, sono passati davvero parecchi anni. Ho fatto nei Lyons tutte le giovanili a partire dalla U9, fino alla prima squadra alla quale sono approdato non ancora maggiorenne. Ricordo che per poter giocare serviva la firma di entrambi genitori (il mitico Lorenzo Cornelli)

Non penso tu abbia faticato tanto ad ottenerla
Direi piuttosto che non vedevano l’ora di vedermi esordire ad alto livello. In quel momento frequentavo l’accademia zonale a Parma. L’anno successivo avrei dovuto essere trasferito in quella nazionale a Tirrenia, ma proprio in quel momento venne spostata a Parma, quindi per me dal punto di vista pratico non cambiò nulla. Per un anno ho militato nella squadra dell’accademia e in quello successivo sono stato chiamato da Mogliano dove sono rimasto solo un anno prima di ritornare ai Lyons nell’ anno dove le due vittorie con L’ Aquila ci consentirono di salvarci in quella che allora si chiamava Top 10.

Hai avuto anche esperienze in Nazionale
Ho avuto la fortuna di giocare due mondiali U20, uno in Italia e uno in Nuova Zelanda e sono state le mie migliori esperienze, dove L’Italia ha fornito delle ottime prestazioni. 

E le Fiamme Oro quando sono arrivate?
Il mio ritorno ai Lyons è durato una sola stagione, in quella successiva mi trasferii a Roma alle Fiamme Oro dove sono rimasto per otto stagioni, prima di riuscire di far ritorno a Piacenza. La famiglia, gli affetti, la casa iniziavano a mancarmi davvero tantissimo.

Personalmente sono felicissimo del tuo essere arrivato al Piacenza Rugby, ma spiegami le motivazioni di questa tua scelta di campo.
Sicuramente il mio desiderio di tornare a casa è stata una ragione importante per la mia scelta. Ho sempre visto il mio futuro nella mia città, mia moglie è piacentina come la mia famiglia. Pur avendo avuto un passato rugbistico ai Lyons non ho mai visto negativamente il Piacenza rugby se non come avversari. Una forte rivalità sul campo di gioco va bene, ma nulla di più. Il Piacenza Rugby mi ha offerto tutto quello che desideravo in quel momento. La possibilità di lavorare e di avere quindi, specie nel mio primo anno, una disponibilità di tempo un po’ limitata da offrire in quanto viaggiavo da Roma a Piacenza ogni settimana. Mi è bastato un colloquio con Sandro Pagani ed uno successivo con Federico Grangetto per convincermi della scelta che stavo facendo.

E il tuo acchito con la sponda biancorossa?
Mi sono trovato subito benissimo, sia con la società, sia con compagni di squadra, sia con l’ambiente biancorosso. Anche se per il primo anno avevo poca possibilità di vivere lo spogliatoio, dovendo viaggiare e potevo restare a Piacenza solo 3 giorni alla settimana. Avevo spiegato a tutti della mia situazione soprattutto per il primo anno e mai nessuno mi ha fatto pesare nulla a riguardo, questo mi ha reso felicissimo. Sai, a qualcuno avrebbe potuto non far piacere allenarsi tutta la settimana e poi veder scelto un altro per giocare la domenica.

Ma tu sei arrivato ad un Piacenza che disputava il campionato di serie B ed il tuo livello, pur da poco allenato, era di livello decisamente superiore e poi tu sei sempre stato visto come piacentino.
Io ho sempre preferito essere chiaro, sincero e disponibile.

Questo ti fa sicuramente onore. Dopo tre anni in biancorosso, che evoluzione hai visto nella squadra?
Vedo un grande impegno da parte di tutti per far crescere la società. A tutti i livelli, dal presidente, allo staff tecnico, a tutte quelle persone che operano volontariamente per passione nell’ambiente. L’arrivo di Claudio Forte ha modificato profondamente le metodologie e le strategie di tutta la società. Un cambio di pianificazione, di organizzazione e di allenamenti. 

Dall’alto della tua esperienza, essendo stato allenato da tantissimi allenatori, come ti trovi con lui?
Viste le sue capacità ed il suo bagaglio tecnico, penso che Claudio potrebbe tranquillamente allenare nella massima categoria italiana, si meriterebbe in futuro di togliersi grandi soddisfazioni.

Come la vedi e come la vivi da dentro la felicità della squadra biancorossa?
Sicuramente ci ha molto aiutato la promozione dalla B alla A e l’aver disputato un buon campionato nella nostra prima partecipazione alla categoria superiore ed essere un bel gruppo molto affiatato. In questa stagione ci dobbiamo ancora rendere conto del potenziale a nostra disposizione, davvero notevole e della possibilità di raggiungere obiettivi importanti se lavoriamo tutti con la stessa convinzione. Se sapremo essere costanti nel nostro impegno, riusciremo a toglierci delle belle soddisfazioni. La società questo anno si è impegnata moltissimo per migliorare l’organico con innesti di qualità nei ruoli che nello scorso campionato erano parsi un anello debole delle strutture di gioco. I nuovi arrivati sono validi giocatori e bravi ragazzi, ma hanno bisogno di un po’ più di tempo per esprimersi e poter essere valutati a fondo. 

…e i giovani piacentini come li vedi?
Li vedo bene, possono essere il fiore all’occhiello della società ed il valore aggiunto per il futuro. Poter offrire a loro la possibilità di inserirsi gradualmente nella prima squadra è la garanzia per una loro notevole crescita. L’importante è che sappiano mantenere un impegno costante e una mentalità positiva.

Vedendoti dagli spalti sembri ogni settimana più giovane 
Chiedimelo al lunedì mattina cosa sembro, quando faccio fatica per alzarmi dal letto e mi fanno male tutte le ossa 

La squadra ti riconosce sul campo una leadership evidente 
Cerco sempre di essere disponibile ad aiutare tutti. Non riesco a valutarmi come capitano, in questo non ho ancora esperienza. Da sempre sono più abituato a fare che a parlare. Cerco di comunicare con l’esempio e l’impegno piuttosto che con le parole. Per fortuna mi sento molto aiutato e supportato dai “vecchi” del Piacenza

Piacenza per sua caratteristica è una squadra un po’ disordinata e tu sei quello che cerca di riportare ordine in ogni situazione
Più volte ho cercato di riportare ordine nella ricerca di quei dettagli che ti consentono di fare le scelte giuste ed alzare il livello del nostro gioco. La differenza a riguardo viene fatta anche dal poter giocare insieme ad un livello più alto e per più tempo. 

Dopo tutte queste belle parole diciamo che giochi a questo livello per altri cinque anni?
Facciamo che si decide anno per anno e intanto iniziamo a finire questo…

Hai il dovere di aspettare il ritorno di tuo fratello a Piacenza 
Spero questo sia una cosa davvero che possa accadere a breve e che si possa di nuovo fare un’esperienza insieme. Poi magari intraprendo un percorso per diventare allenatore…

Grazie Matteo sei davvero piacentino dentro. Ricco di valori, costante nell’impegno e nella determinazione. Esempio silenzioso e concreto dello sport al più alto livello, il Piacenza Rugby ha trovato con te una base solida su cui costruire un importante presente ed un promettente futuro.
E sempre…FORZA PIACENZA!!! 

Paolo Fernandi

Un giovane condottiero piacentino alla guida del Piacenza Rugby

Non posso e non voglio perdere l’occasione di chiacchierare di rugby e del Piacenza rugby, società che da sempre è un pezzo del mio cuore, con un amico super competente. È un ragazzo che conosco e stimo tantissimo da anni, che ho visto crescere, coraggioso e determinato come pochi altri, sempre pronto a metterci la faccia e caricarsi di responsabilità. Claudio Forte, piacentino alla guida da 2 anni del Piacenza rugby e da sempre giocatore biancorosso. Le sue esperienze da allenatore sono passate da Crema, Rho e le accademie federali in Lombardia, prima di ritornare al suo punto di partenza.

Ciao Claudio, quando e come ha preso inizio la tua ormai lunghissima storia biancorossa?
A partire dell’under 14 ho militato nelle giovanili biancorosse, nell’anno precedente avevo iniziato nel BIFF, allora allenate dai gemelli Bonatti, proseguendo poi nell’ under 16 e under 18. Ho avuto la fortuna di poter giocare anche per 2 stagioni nell’ OLD RUGBY, che nel secondo anno ha partecipato al top ten nazionale. Davvero una bellissima esperienza e una grandissima soddisfazione. E poi la prima squadra dove per 9 anni mi ha allenato Claudio Franchi (Lupo). A lui devo moltissimo, soprattutto per quello che mi ha lasciato come cultura del lavoro. La sua frase “essere professionali senza essere professionisti” per noi piacentini era un mantra da ripetersi continuamente. A questo io credo ancora tantissimo e cerco di trasmetterlo a tutti i livelli della nostra società. Sono stato uno dei piacentini fortunati a giocare in un periodo nel quale nel piacenza rugby hanno militato grandissimi giocatori italiani e anche provenienti da tutto il mondo. Per me è stato un grande orgoglio far parte di quella generazione di giocatori. Nei miei desideri vorrei che il Piacenza rugby potesse tornare ad essere il più ambito punto di arrivo per ogni giocatore di rugby della nostra città, grazie ad una nostra identità ben delineata e attraente a tutti i livelli… obiettivo molto ambizioso, ma ottenibile.

Come ti vedi come allenatore?
Come quando ero giocatore rimango un perfezionista, vorrei che tutto riuscisse sempre perfettamente, sono maniacale nell’impegno. Faccio ancora fatica a mettere in primo piano solo i lati positivi quando noto qualcosa che non risulta essere fatto nel migliore dei modi e per come era stato preparato. Nell’ultima nostra partita a Milano alcuni miei momenti di nervosismo in campo, perché vedevo situazioni che avrebbero potute essere risolte in altro modo, me li sarei potuti e dovuti evitare, ma su questo ci lavorerò seriamente. Altri allenatori in questo sono più bravi di me. Mi accorgo che potrei condizionare non positivamente anche il pubblico che trova in me un riferimento e questo non va bene.

Due anni di lavoro con una positiva evoluzione…
Si, sono contento del mio lavoro. Nella mia storia da allenatore si legge sempre che nel mio primo anno in una società cerco di prendere le misure ed adattarmi alla nuova situazione e nel secondo riesco a far crescere notevolmente il livello dei risultati. Spero che anche questo accada nel Piacenza e sento di essere sulla strada giusta.

Sembra evidente che questo stia accadendo anche adesso…
Anche grazie alle scelte di mercato oculate e di grandissima qualità, siamo riusciti a superare le criticità dello scorso anno. Sono arrivati un mediano di mischia (Sounders) e un tallonatore (Guerra) di altissima qualità che ci stanno consentendo quel salto di livello che prima ci era impedito. Quelle che erano in passato criticità, sono diventate nostri punti di forza. Ho la fortuna di poter gestire un gruppo di ragazzi di grande valore, rispetto ai quali sento la libertà di poter comunicare le mie scelte, fatte per il bene della squadra, anche quando non condivise da loro. È nell’ordine delle cose che le opinioni del tecnico e del giocatore non siano sempre in accordo. Ho sempre un colloquio individuale con ogni giocatore che decido tener a riposo per la partita, ci tengo tantissimo a comunicare e generalmente vengo ascoltato e capito. Da giocatore avevo sofferto di una certa mancanza di comunicazione tra allenatore e giocatori.

Anche dal punto di vista dell’esperienza sono arrivati dei super giocatori…
Sono molto contento di questi ragazzi che si sono messi a disposizione del progetto e delle mie idee di gioco. Di questo non nascondo di aver avuto qualche timore. La mia competenza in campo riesce a darmi quella credibilità necessaria per guidare un gruppo di alto valore. Matteo Cornelli per primo ha creduto in me e mi ha aiutato, diventando polo di attrazione per i nuovi giocatori arrivati quest’anno. Penso siano la mia coerenza e la mia determinazione nell’applicazione dei concetti di gioco che ritengo fondamentali a fare in modo che anche i giocatori di primissimo livello e vastissima esperienza seguano ed eseguano sempre quello che chiedo loro.

Il tuo essere responsabile assoluto di tutta la parte tecnica (e non solo) a tutti i livelli, dal minirugby alla prima squadra della società, come viene vissuto?
In alcuni momenti non nego sia stato molto faticoso. Un mio limite è il non riuscire a delegare, perché se qualcosa non viene eseguito perfettamente come ho nella testa, faccio fatica a tollerarlo. Non mi pesano le mie responsabilità, dobbiamo solo riuscire a trovare le persone giuste da mettere nel posto giusto e soprattutto devo riuscire a delegare almeno un pò. Vorrei riuscire a far passare la mia idea di crescita totale del club, che non è formato solo dalla prima squadra, ma da tutto un movimento in continua evoluzione. In alcuni momenti si sommano materialmente troppe cose e diventa complicata la gestione, ma mai pesante in assoluto. Però quello che faccio mi piace e quando una cosa la ami, non può essere pesante. La mia bravura sarà anche dimostrata dal mio cercare e trovare collaboratori che sposino le mie idee per migliorare da ogni punto di vista il nostro club.

Dopo 3 giornate di campionato, poniamo limiti ai sogni, o no?
Non mi sbilancio mai… ma molto onestamente, credo che il Piacenza sia in questo momento la squadra più forte del campionato e dobbiamo anche prenderci questo onere. Tutto mi dice questo ed è inutile doversi nascondere dietro ad un dito. Vedo quotidianamente un bel gruppo di ragazzi che lavorano seriamente, con grande entusiasmo e disponibilità.  Nonostante tutti gli infortunati che ho avuto, la squadra ha sempre chiuso la partita dopo i primi 20 minuti. Il Parma, nostro rivale diretto non lo vedo al nostro livello. Dipenderà solo da noi e dalla nostra capacità di giocare il nostro rugby, con la giusta concentrazione, applicando il piano di gioco che prepariamo meticolosamente durante gli allenamenti della settimana. Vivo questa sensazione palpabilmente, non vado mai a letto il sabato pensando che la partita della domenica la posso perdere. Non siamo al momento una società pronta ad affrontare una serie A elite, ma cerchiamo di arrivare fino in fondo togliendoci tutte le soddisfazioni possibili. Mancano ancora i numeri alla società per poter ambire alla doppia promozione, non la qualità delle persone che operano, ma ci servirebbero molte più persone a disposizione. Io vado avanti sulla mia strada, con le mie idee ed i miei progetti ben chiari in testa, lavorando sempre al massimo e cercando di portare idee nuove e una mentalità nuova e più aperta in città.

Grazie Claudio della sincera e piacevolissima chiacchierata, ora ti conosciamo un po’ di più e ti amiamo ancora di più.

Da anni non potevamo godere di questo livello di rugby, di questo entusiasmo, di queste speranze. Viviamole tutte fino in fondo. 
E sempre, FORZA PIACENZA!!!

Paolo Fernandi

La partita vista dagli spalti Amatori Union .vs Piacenza

Ricordo i miei anni da studente, quando vedevo questo campo molto più simile alle paludi pontine prima della bonifica, che a un campo da rugby. L’attuale copertura sintetica toglie forse un po’ di poesia, ma anche moltissimo fango. Cielo plumbeo su Milano, clima da autunno avanzato, ma il buon umore, l’euforia e la passione non subiscono flessioni. Pochissimo pubblico, nella maggior parte (un centinaio) di sponda piacentina al seguito della squadra del cuore. Leggendo la formazione si scoprono tanti giovanissimi piacentini che arrivano ad affacciarsi nella prima squadra. Che orgoglio!!!

Inizia la partita e inizia a piovere con intensità crescente.  Ovviamente le tribune, sono prive di tettoia e così l’acqua ti inzuppa fino al midollo. Ci pensano i nostri ragazzi a scaldarti il cuore segnando 2 mete in dieci minuti, l’una la fotocopia dell’altra. Entrambe da touche!!! L’anno scorso non ne vincevano una nemmeno per sbaglio e ora sono un nostro punto di forza. Ottimo lavoro e ottime le scelte per trovare i rinforzi. Ancora qualcosa da migliorare c’è, alcune disattenzioni e qualche fallo concesso di troppo. Questo due cose tengono in gioco Milano, che riceve in dono una facile marcatura e al piede si avvicina nel punteggio. La squadra lombarda è di cilindrata inferiore e non riesce ad arginare la maggiore potenza biancorossa. I nostri sono dominanti in tutto e riprendono il largo nel punteggio senza troppi patemi. Clima e campo rendono il pallone impossibile da gestire, le fasi restano sempre limitate. I biancorossi comunque di punti ne fanno 45 con 6 mete marcate e tante altre occasioni sprecate. Di più oggi non si poteva sperare. Senza voler fare polemiche, ma il livello arbitrale non è degno dell’impegno profuso da questi ragazzi e fa male al gioco, lo ostacola e non lo tutela. Ovviamente la squadra più forte è sempre quella maggiormente penalizzata.

Guardando in positivo, ma che giocatori ha Piacenza… Cornelli è semplicemente mostruoso, Guerra J. ha una potenza e una velocità devastanti, Dapaah nonostante il suo fisico compatto e massiccio ha la grazia di una farfalla, Lekic è il solito demolitore di difese, Chiappini è il mattatore delle touche insieme a Marazzi, talmente costante nell’eccellenza da passare quasi inosservato, Sounders è semplicemente di un’altra categoria, come genialità, tecnica e visione del gioco, è anche un ragazzo meraviglioso, disponibile, generoso e sempre sorridente. Come non menzionare i fratelli Ravilli per la prima volta insieme in prima squadra e Zibra che debutta in serie A, tutti frutti del vivaio piacentino e dal felicissimo progetto Omnia. Si fa un torto a non menzionare gli altri. Con altri climi ed altri campi, anche la linea arretrata, saprà mettersi in mostra quanto merita.

Claudio Forte, sempre più leader di questo fantastico gruppo di guerrieri, insieme al suo team sta svolgendo un lavoro più che eccellente e sta plasmando una squadra alla quale è vietato mettere limiti. Ce n’è da far battere il cuore all’impazzata!!! Ora 3 settimane di pausa, appuntamento al Beltrametti il 30 Novembre alle 14.30, quando arriverà a farci visita Noceto (e qui i ricordi galoppano!!!), nobile in apparente difficoltà in questo inizio di stagione. I ragazzi meriterebbero uno stadio gremito e chiassoso oltre ogni limite, vi aspettiamo numerosissimi!!!

Paolo Fernandi

Non si ferma la corsa di Piacenza Con gli Amatori ecco altri 5 punti

Rugby serie A2 – I biancorossi contro il “fanalino” corrono rischi ma s’impongono e restano al comando della classifica con Parma

Amatori Union Milano vs. Piacenza Rugby 27-45
Amatori Union Milano Trivillin, Tesser (32’st Saita), Isepetto (24’st Crepaldi), Ronza (19’st Nicolosi), Stella, Pavolini, Fontana, Mastromauro, Marroccoli (24’st Pavesi), Signorelli (19’st Grossi), Cordoni, Carozzo, Pavesi (1’st Mastropasqua), Guidetti (19’st Rolla), Cisimo (15’st Rondani). All: Grangetto

Piacenza: Cisint, Sotelo, Guerra B., Beghi (22’st Botti), Ravilli F., Manciulli (29’st Ravilli D.), Saunders, Cornelli, Marazzi (35’st Soro), Savi (22’st Roda L.), Chiappini, Lekic (20’st Bonatti), Codazzi (35’st Zibra), Guerra J., Dapaah (17’st Alberti). All: Forte

Arbitro: Matteo Bertocchi di Sassari.
Note: Cartellini: al 34’ giallo a Lekic, al 4’st giallo a Pavolini, 21’st giallo a Fontana
Marcatori: 4’ mt Guerra J. Tr Saunders (0-7); 11’ mt Dapaah tr Saunders (0-14); 15’ mt Carozzo trTrivillin (7-14); 19’ mt Dapaah Tr Saunders (7-21); 24’cp Trivillin (10- 21); 31’ cp Trivillin (13-21); 34’ cp Trivillin (16-21); secondo tempo: 5’ mt tr Saunders (16-28); 9’ cp Trivillin (19-28); 18’ cp Saunders (19-31); 22’ cp Trivillin (22-31); 22’ mt Guerra J. Tr Saunders (22-38); 34’ mt Guerra J. Tr Saunders (22- 45); 39’ mt Pavolini (27-45)

Il Piacenza Rugby conquista un’altra vittoria da 5 punti e così mantiene il comando nella classifica di Serie A2 pur se in coabitazione con la Rugby Parma. La sfida proponeva la capolista sul campo dell’ultima in classifica ed il risultato in effetti ne rispecchia le posizioni, tuttavia nella seconda metà del primo tempo e per i primi 10’ della ripresa il Piacenza ha corso qualche rischio, esponendosi al ritorno in partita dei milanesi. Pericolo in realtà scongiurato dall’effettiva differenza, tecnica e fisica, delle forze in campo. Al fischio d’inizio il Piacenzamostra i muscoli con le prime linee Joaquin Guerra e Dapaah che a fine gara conteranno insieme 5 mete: tripletta per l’italo argentino, doppietta per l’italianodi origini inglesi. L’Amatori dimezza lo svantaggio ma Dapaah firma la doppietta al 20’.

La partita sembra dirigersi verso un’unica direzione e invece i biancorossi si complicano la vita da soli, commettendo tanti errori e altrettanti falli che, alla mezz’ora, Lekic paga con un “giallo”. I milanesi ringraziano e Trivillin riporta in quota i suoi con tre piazzati di fila (16-21). Tutto da rifare per il Piacenza e allora ci pensa Saunders ad aprire la ripresa con una meta in slalom mentre l’Amatori resta in 14 per il giallo a avolini.

Il piazzato di Trivillin restituisce speranze ai suoi (19-28) ma per poco, perché il Piacenza dimostra di avere più birra, più potenza fisica, più organizzazione, e un Joaquin Guerra in grande spolvero: sue le due mete che impongono i titoli di coda. L’ultima meta dell’incontro è invece di Pavolini. Anche in questa occasione coach Forte ha concesso spazio ai giovani: tra gli ingressi, quello di Matteo Zibra (2006) e il debutto di Davide Ravilli (2008), 17 anni compiuti giovedi. Il campionato di Serie A2 osserverà una lunga pausa e ritornerà domenica 30 novembre con il Piacenza Rugby impegnato al Beltrametti di fronte al Rugby Noceto per la quarta giornata di campionato.

Leonardo Piriti
Libertà 03/11/2025

«Qui da una vita e in questa stagione vogliamo lottare per la promozione»

Quasi mezzo secolo in biancorosso, l’allenatore della difesa non usa mezzi termini: «ci divertiremo»

Da quasi mezzo secolo, esattamente 48 anni ininterrotti, Sandro Pagani fa parte del Piacenza Rugby. Prima come giocatore poi come allenatore e anche dirigente.
Trafila nelle giovanili, l’esordio in serie C a 17 anni contro Modena, un’apparizione sul palcoscenico internazionale alla Galleana nella selezione piacentina – parmense contro il Battaillon de Joinville (anteprima di Italia – Francia, ndc) fino al grave infortunio a un ginocchio che lo costrinse a restare fuori dai campi da gioco per un’intera stagione. Una volta ripresa l’attività, Pagani concluse la sua carriera nel ‘96, giocando l’ultima partita nel campionato Top 10 contro il Milan stellare di Silvio Belrlusconi.
«Miglior addio al rugby giocato non l’avrei potuto sperare – ricorda Pagani – affrontando uno squadrone tra i migliori in Europa. C’erano Carlo Orlandi, David Campese, Diego Dominguez e tanti altri fuoriclasse, compresi i nazionali italiani. Poi iniziai un nuovo percorso come allenatore, partendo dalla nostra Under 18.
Ricordo con piacere la squadra della stagione 2010-2011 che conquistò il titolo regionale e il secondo posto nell’interregionale: la maggior parte di quei ragazzi andarono poi a comporre la futura serie A che guadagnammo tre anni dopo. Nel corso degli anni ho svolto anche incarichi dirigenziali come quello di team manager
in Coppa Europa e il consigliere durante la presidenza Mazzoni, però quello di allenatore è il ruolo che preferisco».

Parliamo di questo Piacenza, prossimo alla sua seconda stagione in A2, e del suo ruolo all’interno della squadra.
«Mi occupo dei trequarti e della difesa in uno staff che comprende anche Fabio Berzieri e GiovanniFranchi, sotto la responsabilità dell’head coach Claudio Forte. Ci conosciamo tutti da una vita, ho persino allenato Claudio nelle giovanili e mi fa un piacere enorme trovarlo alla guida del Piacenza. E’ giovane ma farà sicuramente strada perché molto preparato e competente. Le sue idee e il suo modo di interpretare il rugby moderno hanno già dato risultatimolto positivi a partire dalla passata stagione e sono certo che in questa si otterranno ulteriori miglioramenti ».

Sembra piuttosto riduttivo parlare esclusiavamente di miglioramenti in questo torneo. Anche alla luce del successo su Alghero, il Piacenza potrà lottare la Serie A Elite?
«Lottiamo per vincere ogni volta che entriamo in campo. Sul mercato ci siamo mossi con estrema cautela, in conformità di un budget limitato, ma comunque sufficiente per rinforzare alcuni ruoli e soprattutto abbiamo offerto spazio ai nostri giovani che stanno crescendo grazie al Progetto Omnia. Non c’è retrocessione, quindi l’unico obiettivo è la promozione che, nel nostro girone, coinvolge tre o quattro formazioni: tutte però dovranno fare molta attenzione perché le atre squadre hanno nulla da perdere e non hanno la pressione del “vincere ad ogni
costo per la classifica”. Quanto al Piacenza, sono fiducioso: ci divertiremo parecchio»

Leonardo Piriti
Libertà 30/10/2025

La partita vista dagli spalti Piacenza .vs Alghero

Quante volte ci sono stato, come giocatore, come educatore e come spettatore. Ha accompagnato la mia vita da quando ero ragazzino ad oggi che sono pensionato. Impossibile farci l’abitudine, varcare il cancello è sempre emozionante. Oggi si apre la stagione casalinga dei biancorossi di fronte ad un ospite di tutto rispetto. Arriva l’Alghero a farci visita, squadra di blasone e con ambizioni molto importanti. 

Qui trovi sempre l’occasione di incontrare vecchi amici, di sentirti parte di una famiglia, che ha attraversato momenti molto difficili, ma che ha saputo rimanere unita. Ora  vive l’entusiasmo di una rinascita societaria e sportiva, grazie all’instancabile opera di pochi, ma operosissime persone che dedicano tutto il loro tempo a tenere unita questa famiglia. Per l’occasione tornerà a vestire la maglia biancorossa Michele Chiappini, piacentino che ha mosso i suoi primi passi ovali da ragazzino (sempre grande e grosso) proprio con questa divisa, ormai tanti anni fa. E qui l’emozione si fa davvero intensa. Inizia la partita ed un Piacenza in grande spolvero gioca con una velocità ed una tecnica di livello sopraffino. Non è che ci staranno viziando troppo con questo spettacolo? Sam per primo, con una delle sue aggraziate e devastanti accelerazioni, come se fosse un ballerino, va a portare il pallone oltre la linea di metà. Lo imita poco dopo Mira con una delle sue potentissime incornate che sfonda la difesa avversaria. 

Piacenza in pieno controllo del gioco non si accontenta e manda in meta anche Matteo Cornelli. Per riportarci con i piedi per terra a smorzare la troppa gioia, allo scadere del primo tempo, Mira si prende un giallo davvero immeritato. E con questo la prima frazione di gioco si chiude sul 19-0, risultato che non esprime valori visti sul campo e non può accontentare la squadra di casa. Riprendere le danze in inferiorità numerica non ci voleva, ma la combattività non viene mai meno, nessuno si tira indietro in nessuna fase di gioco.  Anche Alghero trova il modo di  segnare una meta, che non deprime minimamente i padroni di casa. Il Piacenza ribatte ancora con Cornelli (S.Matteo!!!)di nuovo in meta per mantenere le distanze. L’arbitro sembra un po’ nel pallone e sul campo si accendono baruffe degne del rugby di altri tempi. Gli isolani sono abili provocatori e nostri beniamini cadono nelle loro reti, invece che imporre la legge del più forte. Perché oggi Piacenza è molto più forte del suo avversario. 

La stanchezza si fa sentire, ma ad Alghero va l’onore di non arrendersi mai. Arrivano altri gialli (1 per parte) e 2 mete per Alghero, una allo scadere in superiorità numerica, marcata alla bandierina. Si chiude sul 26-19. Buona anche la seconda, punteggio pieno in classifica e tantissime aspettative per questi ragazzi. Quest’anno ci sarà da “lustrarsi gli occhi”!!! Devono solo lavorare e crescere, sono in ottime mani, coach Iena sta facendo un grande lavoro. Entusiasmo alle stelle!!! 

Doveroso rimarcare la vittoria della squadra cadetta e di tutte le giovanili Omnia. Un weekend biancorosso di sole vittorie!!! E domenica prossima si va a Milano, contro l’ex Grangetto per provare ad allungare la striscia positiva. 

Paolo Fernandi

Piacenza piega la big Alghero e si porta a casa anche il bonus

Serie A – Dopo una partenza inarrestabile, la squadra biancorossa ha fatto il pieno

Piacenza Rugby vs. Amatori Rugby Alghero 26-19

Piacenza: Biffi (22’ Cisint), Sotelo, Misseroni, Guerra B., Botti (32’st Ravilli F.), Manciulli, Saunders, Cornelli, Marazzi, Lekic (9’st Casali), Chiappini (2’st Bonatti), Melegari (28’st Roda L.), Dapaah (13’st Codazzi), Guerra J., Lovotti (33’st Alberti). All: Forte, Berzieri, Pagani, Franchi

Alghero: Mazzone, Del Rio (12’st Armani), Russo, Serra, May, Steenkamp, Tancredi, Canulli (18’st Pedroni), Lenoci, Shelqueti, Kone (12’st Sciacca), D’Ambola, Muciaccia, MC Gonagle (29’st Gueye), Marchetto. All: Anversa

Arbitro: Luigi Parcianello di Treviso.
Note: al 39’ giallo a Lekic, al 28’st giallo a Marchetto, al 34’st giallo a Casali
Marcatori: 5’ mt Dapaah tr Saunders (7-0); 11’ mt Lekic trSaunders (14-0); 21’ mt Cornelli (19-0); Secondo Tempo: 6’ mt Lenoci tr Steenkamp (19-7); 17’ mt Cornelli tr Saunders (26-7); 25’mt Muciaccia tr Steekamp (26-14); 40’ mt May (26-19)

Per il Piacenza doveva essere un test utile a valutare lo status della squadra alle prese con un Alghero che non nasconde ambizioni importanti. Alla fine il Piacenza ha vinto con tanto di punto di bonus, impedendo all’Alghero di esprimersi come, forse, avrebbe voluto. Sta di fatto che la squadra biancorossa ha fatto il pieno anche contro una cosiddetta “big”, entrando di diritto nella stessa “categoria”.
La partenza dei biancorossi è inarrestabile: i trequarti fanno viaggiare la palla al largo mentre gli avanti lavorano con efficacia sui punti di incontro, proponendosi in avanzate che la difesa isolana fatica a contenere. Risultato, Dapaah rompe la linea difensiva e si tuffa tra i pali, imitato da Lekic una manciata di minuti piu tardi, da un raggruppamento
costruito dagli avanti piacentini, e di nuovo Cornelli, di forza, al termine di una progressione realizzata in combinazione con i compagni di reparto. Saunders trasforma due delle tre mete realizzate e il Piacenza si trova così a a condurre per 19-0 dopo un quarto di gioco.
La supremazia del Piacenza prosegue anche nel secondo quarto, puntualmente nelle fasi statiche, rilanciando il gioco e mettendo costante pressione agli avversari, ma quasi allo scadere Lekic viene punito, forse troppo frettolosamente, con un cartellino giallo. Si va alla ripresa e Alghero sfrutta la superiorità numerica per accorciare le distanze e nel frattempo iniziano i primi cambi da entrambe le panchine. Il Piacenza insiste e a metà ripresa Cornelli firma la doppietta con una meta che significa punto di bonus, però Alghero non si da per vinto e poco dopo arriva a marcare la seconda meta. Nel prosieguo si contano i “gialli”, uno per parte, e la meta di May, a sfruttare la superiorità al largo, allo scadere, che vale il punto di bonus. Domenica, nuova trasferta, a Milano, sul campo dell’ex Federico Grangetto con l’obiettivo di mantenere il comando della classifica a punteggio pieno.forse troppo frettolosamente, con un cartellino giallo.
Si va alla ripresa e Alghero sfrutta la superiorità numerica per accorciare. le distanze e nel frattempo iniziano i primi cambi da entrambe le panchine. Il Piacenza insiste e a metà ripresa Cornelli firma la doppietta con una meta che significa punto di bonus, però Alghero non si da per vinto e poco dopo arriva a marcare la seconda meta. Nel prosieguo si contano i “gialli”, uno per parte, e la meta di May, a sfruttare la superiorità al largo, allo scadere, che vale il punto di bonus. Domenica, nuova trasferta, a Milano, sul campo dell’ex Federico Grangetto con l’obiettivo di mantenere il comando della classifica a punteggio pieno.

Leonardo Piriti
Libertà 27/10/2025

Valanga biancorossa: i cadetti del Piacenza Rugby travolgono Tradate 78-18

La squadra cadetta: quella meravigliosa miscela di giovani promesse, veterani incrollabili e gente che la domenica mattina si chiede ancora perché non ha scelto il padel. Per fortuna, invece, hanno scelto il rugby perché erano lì, alle Mose, a scrivere una domenica da ricordare: 78 a 18 contro il Tradate Rugby. Una partita a senso unico, fatta di ritmo, convinzione e un piacere quasi infantile nel giocare insieme. L’inizio è stato un manifesto di rugby concreto: difesa solida, drive vincenti e quattro mete in un quarto d’ora, segno che il gruppo ha imparato a colpire senza esitazioni. Poi, un attimo di rilassamento, le solite distrazioni da abbondanza, che ha permesso agli ospiti di risalire campo e trovare tre mete, chiudendo il primo tempo con il risultato ancora aperto. Nel secondo tempo, però, il motore biancorosso ha ripreso a correre. Azioni in velocità, supporto continuo e gioco alla mano preciso.

Coach Paolo Gorini ha riassunto così: “Ottima prova complessiva. Bene i primi minuti per intensità difensiva e atteggiamento. Poi ci siamo un po’ rilassati, ma nella ripresa i ragazzi hanno ritrovato la motivazione e giocato un secondo tempo come si deve. Complimenti anche a Tradate, che non ha mai smesso di provarci”. Questa domenica la cadetta ha mostrato un mix perfetto tra esperienza e nuova linfa. Un successo che racconta non solo i punti sul tabellone, ma anche la solidità di un gruppo che cresce insieme.

In campo: Viganò, Chico Cistola, Zibra, Turion E., Baglio D., Essien, Baldi, Soro, Fermi, Trabacchi (C), Di Stefano, Zampedri, Beghi R., Borasio, Ciripicchi. Entrati: Ficcaglia, Gaibazzi, Mancone, Resi, Nicolucci, Samson, Beghi A.

Marcatori: Essien 4 mt, Chico 3 mt, Nicolucci 2 mt, Beghi A, Beghi R., Trabacchi 9 tr.
Allenatore: Paolo Gorini
Accompagnatore: Baglio
Fotografie: Massimo Fermi