ciao Claudio, che sensazioni ti ha lasciato la stagione conclusa dalla tua squadra?
ormai sono passati dei mesi dalla fine del campionato e quasi non mi ricordo più a caldo cosa ho provato. La scorsa stagione, la definirei “un’incompiuta”. Non eravamo partiti per vincere, ma mi sono accorto subito di avere tra le mani una macchina di cilindrata moto alta. Come ti avevo detto allora, difficilmente alla domenica mi trovavo preoccupato per come la partita avrebbe potuto andare. Avevo dei giocatori molto forti nelle posizioni chiave dei quali mi potevo fidare cecamente, che avevano capito e interpretato perfettamente la mia filosofia e la mia visione di gioco, anche aiutando a crescere nella capacità di fare scelte opportune e congruenti i ragazzi più giovani che si affacciavano alla ribalta della serie A. All’inizio del campionato soprattutto, ci trovavamo ad aver già conquistato il punto di bonus dopo mezz’ora di gioco, salvo pagare dopo con un senso di appagamento e calo della concentrazione i tentativi di rimonta degli avversari, quasi mai in grado di mettere in discussione il risultato. Ma ritengo fosse umano questo calo di attitudine dei ragazzi, soprattutto considerando la lunghezza del campionato. Penso che l’apice della forma sia stato raggiunto a gennaio, dove abbiamo messo in fila alcune prestazioni di grande spessore tecnico e agonistico. L’unico punto negativo è stata la partita a Milano con il Cus, dove nulla è andato come avrebbe dovuto e come avevamo preparato. Lì abbiamo lasciato i punti che alla fine ci sono mancati per arrivare primi nel nostro girone. Forse la vittoria casalinga con Parma della settimana precedente ci ha dato troppe sicurezze e tolto quella determinazione che sarebbe stata indispensabile per vincere la gara, anche da parte dei miei giocatori chiave che non hanno interpretato la gara nel migliore dei modi. Abbiamo regalato 4 mete, non abbiamo preso 70 punti, ma non siamo riusciti a riprendere in mano la partita. Comunque, le occasioni per vincere il campionato le abbiamo avute, anche se all’inizio non eravamo partiti per farlo, essendo arrivati a quel punto era giusto provarci. Nelle ultime giornate di campionato, un po di nervosismo ed un po di delusione ci sono stati, soprattutto dopo la partita a Parma che avremmo sicuramente meritato di vincere, ma alla fine non è stato così. Inutile recriminare, non fa parte del nostro sport, cercheremo di essere ancora più bravi nel prossimo campionato. Abbiamo fatto diverse ottime prestazioni, i giocatori buoni li avevamo, tra noi e chi ha vinto ci sono stati solo 2 punti e per questo rimane un po di amaro in bocca.
A giochi conclusi si potrebbero menzionare i giocatori di spessore, sia umano che tecnico, che quest’anno hanno alzato di parecchio il livello del Piacenza rugby.
Vero, sono arrivate persone di spessore umano davvero notevole, in grado di mettersi a disposizione della squadra e lavorare per il bene della squadra. Tra tutti, i fratelli Guerra sono stati una piacevolissima scoperta e sono davvero contento che anche per il prossimo campionato faranno parte del nostro organico. Sono atleti, giocatori e uomini di altissimo livello. Anche loro sono stati felicissimi di aver l’opportunità di proseguire la loro esperienza per un altro anno insieme a noi. Abbiamo scoperto Nial Sounders, che ci ha impressionato per le sue qualità tecniche, anche se sarà molto difficile da trattenere a Piacenza, ma non lasciamo del tutto le speranze, ci dovremo ancora parlare per capire se esistono ancora margini e possibilità per proseguire nel rapporto. Desidero formare un gruppo di atleti che vogliono far pate della crescita di una società. Che siano felici di sentirsi parti importanti di un progetto. 3 giocatori ci lasciano, Sam Daphaa, Elia Sotelo andranno a cercare fortuna in altre situazioni ed auguro loro il massimo della fortuna possibile. Diverso il discorso con Nacho Cisint che per motivi personali, ha deciso di mettersi a disposizione della squadra cadetta, avendo come priorità la conclusione degli studi e una crescita professionale al di fuori del rugby. Sto cercando di tenere Tommaso Roda e Inza Dene, che per me saranno come 2 innesti nuovi, visto che li ho avuti pochissimo a disposizione, riesco a tenere Ian Badagnani che ha enormi possibilità di crescita, ma ho liberato Glodie che ha fatto ritorno a Parabiago. Vorrei una squadra più possibile piacentina, per far crescere il nostro promettente vivaio. Tutti gli altri sono stati confermati e cercheranno di alzare ancora di più il loro livello.
Martedì 7 luglio ci saranno le elezioni per l’insediamento del nuovo consiglio direttivo.
E su questo siamo in ritardo, sarebbe stato meglio ci fossero state a fine campionato per avere la possibilità di poter programmare con maggiore tranquillità le attività per la prossima stagione.
Quali sono le tue sensazioni sul tuo lavoro nella stagione portata termine?
Davvero non ci avevo pensato, non ti saprei dire. Alcune cose le rifarei allo stesso modo, altre proverei a farlo in modo differente. Ho fatto quello che potevo, dando il massimo di me stesso, perché sono fatto così, avendo in mano una squadra forte. Io preferisco considerare la squadra nel suo complesso.
Come vedi evolversi la mentalità e l’attitudine della squadra, rispetto ai tuoi obbiettivi?
Considera che l’asticella continua ad alzarsi, più lavoro viene svolto, più il livello degli obbiettivi da raggiungere si alza e diventa più impegnativo. Sono soddisfatto della crescita, ma non mi accontento di quanto è stato fatto, voglio di più dalla società nel suo complesso, voglio di più dai miei atleti e anche da me stesso.
Grazie della chiacchierata piacevole come sempre e ricchissima di spunti molto interessanti.
E che la prossima stagione possa essere ancora più ricca di soddisfazioni di questa.
Paolo Fernandi