Rugby, Serie B – Leader e bandiera della squadra ancora imbattuta «non ci nascondiamo e ci divertiamo»
Matteo Bonatti, piacentino classe 1991, è senza dubbio una delle “bandiere” del Piacenza Rugby, a proseguire una discendenza rugbistica iniziata da papà Maurizio e dallo zio Fausto, entrambi insegnanti di educazione fisica e storici giocatori in biancorosso oltre che allenatori e promotori della palla ovale nelle scuole. Un’attività che prosegue con Letizia, sorella del capitano piacentino e con il cugino Guido (figlio di Fausto Bonatti), per tanti anni seconda linea nel Piacenza. Una famiglia a tutto rugby. Dopo aver iniziato nel settore minirugby del Piacenza, Matteo ha proseguito le giovanili nell’Amatori Parma perdendo la finale nazionale scudetto under 17 contro Calvisano. Quindi, Under 20 nel Gran Ducato Parma e nella stagione seguente (2012) il passaggio nell’Amatori Parma in serie B, culminato con la promozione in serie A2. Dopodichè il ritorno al Piacenza di Sandro Pagani e che coincide con la promozione in serie A (2014). Ad oggi, il terza linea piacentino vanta oltre 150 presenze con la maglia del Piacenza, e questa stagione potrebbe significare la conquista della sua terza promozione in serie A.
«Scongiuri a parte – dice Matteo Bonatti – stiamo disputando un buon campionato, al comando della classifica e ancora imbattuti. All’orizzonte c’è però lo scontro diretto con il Lecco, imbattuto come noi, e se riuscissimo a vincere la sfida metteremmo una bella ipoteca sul discorso promozione. Fermo restando che c’è ancora tutto il girone di ritorno da giocare. Altre candidate? Bergamo e Capoterra si mantengono in scia e poi ci sono le cosiddette mine vaganti, come il Rho del mio amico Claudio Forte (piacentino, ex giocatore del Piacenza, ndc) che, pur essendo una neopromossa, sta raccogliendo ottimi risultati».
Cosa è cambiato rispetto alle recenti stagioni per arrivare ad ottenere questi risultati? Sono bastati gli arrivi di Cornelli e Lekic?
«La loro presenza si fa sentire, così come la loro esperienza, ma non l’hanno mai fatta pesare: sono due ragazzi molto umili, sempre disponibili al servizio della squadra e si sono perfettamente integrati nel gruppo. A loro si aggiungono anche diversi giovani provenienti dal nostro settore giovanile e poi altri giocatori arrivati da Gossolengo e da Crema, a rafforzare una buona base di
partenza costituita da tanti veterani. Ora c’è una maggiore consapevolezza nei nostri mezzi e grande fiducia nel lavoro proposto dallo staff tecnico: il merito dei nostri risultati appartiene anche ai nostri allenatori».
Molti dei suoi compagni sono abituati a lottare per obiettivi ambiziosi, a differenza dei tanti giovani presenti in squadra.
«Non ci sono segnali di preoccupazione in tal senso. I giovani sono con-
sapevoli di questa responsabilità e stanno rispondendo benissimo, non solo in campo, ma anche in allenamento. Ci stiamo divertendo, facciamo gruppo, non ci sono invidie e l’atmosfera contribuisce a raccogliere risultati positivi. E’ cambiata la mentalità e i veterani come il sottoscritto sono d’aiuto ai più giovani. Aggiungerei anche un cambiamento di mentalità da parte della dirigenza, a partire dal presidente Daniele Boccuni. E’ stato un giocatore del Piacenza, conosce e ha vissuto la realtà di questo club e sta compiendo un ottimo lavoro per restituire quell’immagine che deve avere un club ricco di tradizione come il Piacenza Rugby».
E’ l’anno giusto per la Serie A?
«L’obiettivo è questo, inutile nasconderci, soprattutto dopo un avvio di campionato come il nostro. Ovvio che i pericoli esistono, non ci sono certezze, ma possiamo e dobbiamo contare sulla nostra volontà, sulle nostre capacità e dimostrare che siamo una squadra finalmente in grado di lottare per il raggiungimento di traguardi importanti. Partita dopo partita, cercando di divertirci e di divertire quanti vengono a sostenerci ogni domenica».
Leonardo Piriti
Libertà 20/01/2024