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Sto studiando per la laurea ma il salto in A è il mio sogno

Verso la promozione dopo gli inizi ai tempi della scuola superiore «alla palla ovale grazie a Bonatti»

A dispetto del nome, Akram Biche un nostro passo falso. Invece lal non è lo “straniero” del Piacenalla fine ce l’abbiamo fatta, supeza Rugby, ma un giocatore piacenrando anche le difficoltà, e credo tino a tutti gli effetti, essendo nato a Piacenza (classe 2000) da genitori di origini marocchine. Akram ha due fratelli: Amin, pugile della Salus et Virtus, e Mahmoud, calciatore nel Gossolengo-Pittolo. Nel Piacenza, Akram è impegnato nel ruolo di terza linea, tra i protagonisti di questo Piacenza sempre più vicino al traguardo che porta in serie A. Si è distinto anche domenica scorsa, nel big match contro Bergamo vinto dalla squadra biancorossa.

“E’ stata un’autentica battaglia – inizia Akram – giocata su di un campo che non era propriamente ideale per il nostro tipo di gioco, e contro un avversario dimostratosi sempre molto ostico nelle gare casalinghe. La partita era importante per noi, perché Lecco ci staincollato a breve distanza (7 punti di distacco) e non aspetta altro che un nostro passo falso. Invece alla fine ce l’abbiamo fatta, superando anche le difficoltà, e credo che questa vittoria confermi una volta per tutte la nostra maturità come collettivo”.

Dunque, dopo questo successo si può affermare che siete ad un passo dalla serie A?
“Sono scaramantico di natura e quindi rispondo che la certezza aritmetica ancora non l’abbiamo raggiunta. Oltretutto, nessuno di noi avrebbe mai pensato di arrivare a questo punto della stagione ancora imbattuti. Detto questo, è chiaro che nel mirino c’è la serie A, ma restano ancora da giocare diverse gare, ad iniziare dalla prossima contro il Rho, ed a seguire contro Capoterra: altri due esami non facili da sostenere”.

A proposito di esami, Akram ne sta sostenendo anche in Università.
“A Parma, nella facoltà di Economia aziendale. Sono iscritto al terzo anno e le cose stanno andando bene. Il futuro? Mi piacerebbe lavorare in qualche azienda, magari a Piacenza così avrei tempo anche per gli allenamenti. Il mio futuro nel rugby? E’ nel Piacenza, non ho dubbi al riguardo. Ho iniziato a giocare tardi, a 14 anni, “imbeccato” da Maurizio Bonatti che ai tempi era il prof di educazione fisica all’Agraria. Le mie prime partite le ho giocate nel campionato studentesco, poi sono arrivate le giovanili nel Piacenza Rugby, e infine il debutto in prima squadra”.

Un debutto avvenuto in serie B, poco dopo la retrocessione del Piacenza dalla serie A.
“Ero ancora in giovanile quando il Piacenza è stato promosso in serie A e il mio sogno di ragazzino era quello, un giorno, di poter giocare in quella categoria con la maglia biancorossa. E’ un sogno che sto accarezzando insieme ad altri miei compagni di squadra che erano con me in giovanile, come Bacciocchi, Fermi, Grandi, Viani, ed altri ancora che, in questo campionato, stanno cercando di riportare il Piacenza nella categoria che gli spetta. Per questo sono grato alla società, agli allenatori, ai dirigenti, che in questi anni, insieme ai nostri tanti tifosi, hanno lavorato per consentirci di arrivare fino a questa dirittura d’arrivo. Tagliare il traguardo spetta solamente a noi, e faremo di tutto per riuscirci”.

Leonardo Piriti
Libertà 06/03/2024

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