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La partita vista dagli spalti Piacenza vs Lecco

La testa è già altrove, è già a domenica 29 marzo a Parma. In tribuna non si parla d’altro, di come si arriverà alla sfida dell’anno della prossima settimana.  Oggi è una formalità, deve essere una formalità. Questo Lecco non può essere un ostacolo problematico per un Piacenza rugby lanciato verso il proprio obiettivo di primato. Per quanto, questi ostici ospiti cerchino sempre di crearci problemi, anche in modo non sempre sportivo. Proprio come i loro tifosi, i meno attinenti alla cultura rugbistica del campionato, che oggi hanno disertato totalmente l’incontro e persa l’occasione di supportare i loro giocatori. Mantenere il proprio focus sul risultato, pensare solo al proprio atteggiamento. Ecco, questo avrebbe dovuto essere il mantra di questa giornata, ma non è sempre riuscito appieno per tutti gli 80 minuti.

Siamo una squadra generosa di natura, ci fa sempre piacere far fare bella figura a chi ci gioca contro. Anche quando l’avversario da solo non riuscirebbe davvero a farla. Qualche disattenzione di troppo, qualche superficialità e la disciplina che a tratti tende a scomparire, tengono in gioco i nostri ospiti. Guardiamola in positivo, ai nostri beniamini piace farci stare in tensione emotiva, per godere maggiormente alla fine del risultato conquistato. Quando i biancorossi decidono di premere sull’acceleratore, la differenza di cilindrata delle 2 squadre è evidente e le possibilità di contrapposizione degli avversari sono limitate.

Nel Piacenza di quest’anno giocano alcuni giocatori che sono di una caratura tecnica superiore, sopraffina e stellare. Allo stesso tempo sono sempre pronti a caricarsi sulle spalle il peso della responsabilità di uscire dalle situazioni più difficili. Sounders (oggi man of the match) sembra un folletto spiritato che viaggia ad una velocità doppia di quella degli altri, con una precisione al piede che tende all’ assoluto. Un vero cecchino, da qualsiasi parte lui debba calciare. Chiappini, orfano del suo amico del cuore S.Matteo (Cornelli, oggi assente per motivi professionali), diventa l’uomo “tutto” del pacchetto biancorosso e prende su di sé tutta la responsabilità del fornire palloni in quantità e di qualità ai compagni.  Insuperabile in touche, più solido di roccia in mezzo al campo, impact player inarrestabile, sempre al posto giusto nel momento giusto. Biffi dirige l’orchestra piacentina con una precisione ed un ritmo degni di un metronomo. All’occorrenza si scopre anche finalizzatore e assist-man di altissima qualità. Sono uomini d’oro, che hanno un valore che va molto oltre le loro qualità tecniche. Sono uomini che guidano con l’esempio e la voglia di sacrificarsi per la squadra, i compagni più giovani del gruppo.

C’è un allenatore tanto giovane, quanto ambizioso, preparato e perfezionista, che sta cercando di trasformare culturalmente un ambiente sportivo che aveva un po smarrito quei valori identificanti, presenti nel dna della società. “professionali senza essere professionisti” deve tornare ad essere centrale nelle finalità e nei metodi di preparazione e di lavoro di questo Piacenza rugby. Un condottiero coraggioso con la massima fiducia nelle sue truppe e nei suoi generali, che lo seguono sempre di più.  Voglio spendere una parola di ringraziamento per due “vecchiacci” che si fanno sempre trovare pronti per aiutare nei momenti di difficoltà. Alberti (Mara) e Bonatti (Bonny) subentrano a partita in corso dalla panchina, con un entusiasmo da ragazzini, offrendo quel valore aggiunto indispensabile per raggiungere gli obiettivi più difficili ed impegnativi. Loro sono la memoria storica della società che li ha visti crescere e che non può fare a meno del loro esserci sempre e sempre disponibili. Il compito è stato fatto, il risultato è stato ottenuto, la formalità sbrigata. 5 punti fatti e primato in classifica raggiunti e messi in cascina. Non posso, non sono pronto e non voglio ancora credere che questa potrebbe essere la loro ultima stagione in campo. Il Piacenza rugby invece è pronto, in fiducia e piena attitudine per affrontare la partita dell’anno senza timori. Solo con il rispetto massimo che si deve sempre dare agli avversari di grande valore ed alto lignaggio. Il nostro focus sulla prossima partita è chiarissimo e perfettamente centrato, giochiamo per dimostrare sul campo il nostro valore, esprimere le nostre qualità e la grandezza del percorso fatto fino ad ora.

Ricordiamoci dove eravamo solo 2 anni fa a fine marzo e rendiamoci conto di quanto lavoro di tutti in società ci ha permesso di essere qui a competere a questo livello. È stata costruita una speranza, credibile e realizzabile. È stato costruito un progetto di crescita di tutto un ambiente, che ci consente di sognare ad occhi aperti, credendo fortemente che il nostro sogno si possa realizzare. Sarebbe bellissimo che a Parma domenica prossima i nostri ragazzi si potessero sentire supportati e circondati da quell’affetto che ha continuato a crescere ad ogni partita da loro giocata. Sarebbe bello che non si sentissero in trasferta. Allora, che ognuno si organizzi, per poterci essere e per poter essere fiero di essere e sentirsi un biancorosso. Domenica prossima ci sarà una battaglia sportiva al massimo livello, sentita come nessun’altra e più importante che mai. Non perdiamo questa occasione.
…e sempre, FORZA PIACENZA RUGBY!!!

Paolo Fernandi

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