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Alberti pronto a dare la carica ai nuovi talenti

Il “veterano” del Piacenza Rugby conta oltre 200 presenze in biancorosso

Con oltre 200 presenze in biancorosso, Andrea Alberti è il “veterano” del Piacenza Rugby. Classe 1989, di ruolo pilone sinistro, Alberti ha iniziato la sua carriera di giocatore all’età di 15 anni, nelle giovanili del Piacenza, fino ad esordire in serie A1 a soli 19 anni in un Piacen-
za – Udine andato in scena al Beltrametti. Starà anche a lui spronare i giovani del nuovo corso biancorosso, al fine di raggiungere il traguardo della possibile promozione in serie A.
«Si va in campo per vincere – attacca il pilone piacentino – come è normale che sia, poi saranno i risultati a certificare se abbiamo fatto un buon lavoro oppure no. Promozione? La società non sta facendo alcuna pressione sull’argomento,
mentre nell’ambiente regna un clima di serenità ma allo stesso tempo anche di decisa volontà sull’intraprendere un percorso da protagonisti. E questo si nota durante le sedute di allenamento settimanali, ogni volta alla presenza di oltre trenta giocatori. Tra loro parecchi giovani che, con il loro atteggiamento, hanno rinverdito le ambizioni dei giocatori più “navigati” come il sottoscritto. In buona sostanza si percepisce quanto il clima sia cambiato in diversi aspetti». Tante le candidate alla promozione: di chi ci si dovrà preoccupare? Alberti ha già le idee abbastanza chiare al riguardo.
«Lo stanno dicendo tutti e corrisponde alla verità: il nostro girone è quello più complicato. Tanto che, rispetto ad altri gironi, la squadra che sale dal nostro in serie A, assai raramente viene retrocessa nella stagione seguente. Quanto alle pretendenti, a mio parere possono essere le due liguri retrocesse dalla serie A ed uno strevecchie conoscenze, Lecco e Bergamo, poiché hanno qualità e ambizione. E nel gruppetto ci aggiungo anche il Piacenza, come squadra approntata per disputare un campionato di vertice. Prevedo un torneo equilibrato, con cinque o sei squadre di pari livello e dalle pari opportunità di riuscita, e di conseguenza diventeranno fondamentali gli scontri diretti».
Anche i nuovi arrivi serviranno alla causa comune. «Sono giocatori con alle spalle “minutaggi” importanti, raccolti nell’alto livello, e la loro esperienza tornerà sicuramente utile a tutta la squadra, così come il loro atteggiamento dovrà servire da esempio specialmente ai più giovani. Chi invece è presente da più tempo, come me, è pronto a rimettersi in gioco. Ancora una volta»

Leonardo Piriti
Libertà 07/10/23

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