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Christopher Bass un vichingo biancorosso

Christopher Baas, piacentino 100%, ragazzo di 20 anni dal fisico scolpito e potente (190 cm e 100 kg molto abbondanti), che sembra appena arrivato dalle coste del mare del nord, va a rinforzare il pacchetto degli avanti del Piacenza rugby. Questo secondo, importantissimo e ultimo colpo del mercato piacentino (Simone Cornelli l’altro) da sempre maggiore credibilità alla strategia della società, che prevede di poter dare sempre maggiore spazio ai giovani della nostra città.  E’ un talentuoso ventenne che si inserisce per far crescere di valore un ruolo strategico, proprio dove si percepiva il bisogno di poter concedere a Claudio Forte una possibilità di scelta più ampia. Un terza linea molto dinamico e di impatto che alza in modo significativo il tasso tecnico degli avanti biancorossi.   

Ciao Christopher, raccontaci quando e come hai conosciuto il rugby
Ciao, ho incontrato relativamente tardi questo sport, a 13 anni nell’altra squadra (quella bianconera) della nostra città e non l’ho più abbandonato. Sono stato inserito nel primo anno dell’U14. Da subito sono rimasto colpito dai valori fondamentali di questo sport. Ero alla ricerca di uno sport che andasse oltre il puro divertimento, requisito fondamentale per un adolescente. Nel rugby ho incontrato e compreso a fondo il significato ed il valore della parola “rispetto” come necessità fondamentale nei confronti di tutti. Il valore del sentirsi famiglia a tutti gli effetti, con i propri compagni di squadra. Con i Lyons ho fatto tutta la gavetta, passando i vari gradi delle giovanili fino alla U18. 

Oltre ai Lyons hai avuto altre esperienze rugbistiche?
Ho avuto la fortuna di essere selezionato per poter accedere all’accademia di Milano, dove sono rimasto per 2 anni, quelli U18 e U19 e durante quel periodo, ho potuto disputare alcuni test match con le nazionali di quelle categorie d’età. A Piacenza i Lyons mi hanno fatto esordire nel campionato di élite dove mi sono sentito a mio agio a quel livello di gioco. Durante la mia permanenza in accademia a Milano ho avuto la fortuna di conoscere ed essere allenato da Claudio Forte, con il quale da subito mi sono trovato pienamente a mio agio. Ho grande stima nei suoi confronti, lo ammiro come uomo e come tecnico, super preparato e meticoloso. 

Hai sempre giocato terza linea?
Mi sento terza linea, la maggioranza delle partite che ho disputato, le ho fatte in terza linea. Qualche esperienza come seconda linea l’ho fatta e penso di essere riuscito ad avere uno standard di gioco abbastanza elevato anche in quel ruolo. Amo il gioco duro, il confronto diretto con l’avversario, la lotta, la battaglia ad ogni punto d’incontro. Penso di avere buone capacità di movimento e notevole velocità di salto in touche, pur non essendo propriamente un peso piuma da sollevare, ma ho visto che le braccia di quelli che lo devono fare, sono piuttosto potenti e ben addestrate.

Se tu potessi fare un’esperienza diversa da quella del tuo solito ruolo, dove ti piacerebbe giocare?
Non mi sono mai posto questa domanda, mi piace troppo stare a combattere su ogni pallone, ma se proprio potessi scegliere, secondo centro, o ala, mi potrebbe piacere. Ovviamente di sfondamento e ignoranza pura.

Come ti sei avvicinato al Piacenza Rugby?
Grazie a Claudio Forte, al mio rapporto con lui, alla stima nei suoi confronti. E sono davvero contento della scelta che ho fatto. Mi sto allenando con un gruppo di ragazzi fantastici che mi hanno accolto a braccia aperte e mi hanno subito fatto sentire parte importante del gruppo. Abbiamo giocatori di grande valore e notevolissimo tasso tecnico, con i quali giocare è un piacere. 

Per concludere, quali sono le tue aspettative per la stagione che sta per iniziare e al di fuori del rugby la tua vita cosa comprende? 
Le mie aspettative per questa stagione di rugby sono molto alte. Vorrei integrarmi al meglio con i miei nuovi compagni di squadra, essere a loro disposizione e di poter dare fino in fondo tutte le mie capacità a tutto lo staff. Dal punto di vista personale, vorrei crescere il più possibile sia fisicamente, che mentalmente. Al di fuori del rugby, lavoro come elettricista per mantenermi, qui nella nostra città. Il rugby è stupendo, ma in Italia al nostro livello nelle tasche ci entra ben poco. L’impegno e la passione nel mio caso non dipendono mai dal guadagno in termini economici. La mia più passione al di fuori del rugby, sono i motori, che amo follemente in qualsiasi loro manifestazione.ù

Allora non ci resta che farti i nostri più calorosi auguri per tutto quello che ti aspetta per portarti le più grandi soddisfazioni possibili. Noi a sostenerti al massimo ci saremo sempre!!!

Domenica prossima 18 ottobre alle 15.30 si inizia sul serio, che più sul serio non si può, andando a giocare a Parma. Noi la vorremmo vedere invasa di colori biancorossi.

Paolo Fernandi
Piacenza 12/10/26

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