Prosegue il percorso positivo anche in serie C per il Piacenza Rugby, che nel match di ritorno contro Valle Camonica centra un’altra vittoria importante per 38-20 e conferma la crescita mostrata nelle ultime settimane.
La gara d’andata, ricca di ritmo e spettacolo, aveva lasciato buone sensazioni sul potenziale dei biancorossi, capaci di dominare nel gioco aperto ma meno efficaci nelle fasi statiche. Nel confronto di ritorno, la squadra guidata da coach Gorini ha mostrato passi avanti significativi: la mischia chiusa ha tenuto con continuità, la touche ha portato a casa la quasi totalità dei palloni e l’otto piacentino si è dimostrato più solido e affidabile rispetto al precedente incrocio. Valle Camonica ha provato a far valere la maggiore esperienza e fisicità nel gioco vicino al punto d’incontro, ma i biancorossi hanno saputo contenere la pressione, soprattutto dopo un primo quarto d’ora caratterizzato da buon equilibrio.
Da quel momento in avanti, il XV piacentino ha gestito il ritmo del match con lucidità, tenendo sempre gli avversari a distanza e controllando meglio la partita rispetto al match di Rogno di un mese e mezzo fa. La partita è finita con il punteggio di 38-20 per i biancorossi.
“Siamo cresciuti nelle fasi che all’andata avevano creato problemi – commenta coach Gorini. “La mischia ha lavorato molto meglio e la touche è stata solida. Subiamo ancora un po’ la loro fisicità nel gioco stretto, ma la squadra ha mantenuto ordine e controllo. Una buona prova che conferma il percorso che stiamo facendo”. Tra due settimane Piacenza chiuderà il girone preliminare con la trasferta di Tradate, ultimo passaggio prima della fase successiva della stagione.
Foto di Massimo Fermi
La partita vista dagli spalti Piacenza .vs Noceto
Arriva il Noceto e la testa ritorna a partite in giovanile su campi impossibili, dure e aspre come solo il rugby di un tempo era. Noceto sembra una nobile in declino, sopraffatta da problemi societari di complicata risoluzione. Piacenza vola sulle ali di un entusiasmo maturato dai risultati delle prime tre giornate di campionato. Morale alto, obbiettivi chiari e fiducia nei propri mezzi sono il mantra che la guida tecnica biancorossa continua a proporre ai giocatori. E l’inizio della partita conferma tutto, ritmo altissimo e tecnica sopraffina, consentono ai piacentini di marcare 2 mete, una più bella dell’altra.
Ma Piacenza riesce sempre anche a mostrare il proprio lato B, fatto di troppi falli, di ingenuità ed errori tanto gratuiti, quanto banali, quasi a voler tenere in partita gli avversari. Altrimenti non ci sarebbe confronto, si vedono squadre con cilindrate differenti. Bisogna restare attaccati all’amore per la propria squadra, con la fiducia che riuscirà a ritrovarsi e reagire. Ma il parziale di 14 a 16 per gli avversari, proprio non si può vedere!!! Ed ecco la reazione che desideri e che ti aspetti, 4 mete una più bella dell’altra, una in fila all’altra. C’è anche il tempo per una scaramuccia con sapore di vecchio rugby ad accendere la rivalità tra le due squadre. Ne fa le spese il nostro Samuel, cubetto di muscoli e sorrisi, che si prende un giallo davvero immeritato.
Troppo bello da vedere Sounders, man of the match e cecchino strepitoso, che riesce anche a marcare una meta a dimostrare la sua impressionante velocità. Da ricordare la prima meta dal suo ritorno in biancorosso, di Massimiliano Chiappini a coronare un’azione stupenda fatta di sostegni puntuali e velocissimi. Manca ancora qualcosa per concludere in bellezza ed ecco arrivare puntuale la meta incredibile di Daniele Greco, appena entrato, che porta la sua imponente massa a fare una corsa di oltre 30 metri, con alla fine attaccato sulle spalle un giocatore avversario. Questa marcatura se la ricorderà per tutta la vita!
Impossibile non menzionare in negativo la terna arbitrale, a certi tratti davvero imbarazzante. Non ha mai permesso al gioco di fluire, interrompendo continuamente la trama, con pause infinite. Il rugby si merita ben altro livello di direttori di gara. In questo modo lo spettacolo viene davvero troppo penalizzato.
Soddisfazione per il punteggio pieno in classifica, dove si condivide il primo posto con Parma. Margini di miglioramento ce ne sono tantissimi, come le speranze di poter vedere tutti i giocatori disponibili, per poter permettere di allargare le possibilità di scelta a coach Forte, sempre più leader assoluto del gruppo. Lo scontro diretto con Parma, sarà alla ripresa del campionato subito dopo le festività natalizie, ma intanto massima concentrazione per le prossime 2 partite prima della sosta.
Sabato 6 dicembre, sempre al Beltrametti alle 14.30, arriva la più quotata delle tre squadre milanesi. Venite a sostenere questi fantastici ragazzi e una società che sembra riuscire a fare i miracoli. Sarebbe bellissimo seguire in massa anche in trasferta i nostri beniamini a Lecco il 14 dicembre, per concludere insieme questo anno da incorniciare, ricco di soddisfazioni e foriero di tantissime speranze.
E sempre… FORZA PIACENZA!!!
Paolo Fernandi
Piacenza vs Noceto
Biancorossi trascinati dalla corsa di Greco
Serie A – La meta più bella firmata dal pilone del Piacenza, inseguito da due difensori nocetani, dopo una volata di 30 metri
Piacenza Rugby vs. Noceto 40-19
Piacenza Rugby: Cisint (34’st Essien), Sotelo, Misseroni, Guerra B. (34’st Beghi), Ravilli Fi. (38’st Bacciocchi), Manciulli, Saunders, Cornelli, Casali (7’st Savi), Lekic(24’st Roda L.), Chiappini,Melegari, Codazzi (4’st Dapaah), Guerra J. (38’sr Greco),Lovotti (34’st Alberti A.). All: Forte, Berzieri, Pagani
Noceto: Pratichetti, Pagliardi, Guareschi, Piccioli, Hamza (23’st Chiarello), Barla,Giuffredi, Pop, Benchea (23’stGerosa), Serafini, Boccalini (Gianno), Devodier,Caruso, Gavioli (15’st Fallini), Castelli (1’st Marquez). All: Viappiani
Arbitro: Filippo Vinci di Rovigo.
Note: giallo al 38’ a Dapaah
Marcatori: 2’ mt Guerra J. tr Saunders (7-0); 7’ cp Barla (7-3); 14’ mt Ravilli Fi. trSaunders (14-3); 17’ cp Barla (14-6); secondo tempo: 7’ mt Pop tr Barla (14-13); 11’cp Barla (14-16); 17’ mt Chiappini tr Saunders (21-16); 20’ cp Barla (21-19); 27’ mtCisint tr Saunders (28-19); 33’ mt Saunders (33-19); 42’ mt Greco tr Saunders (40-19)
Nulla di nuovo all’orizzonte nel campionato di Serie A Girone Il Piacenza Rugby supera “quasi” agevolmente Noceto e incamera altri 5 punti da aggiungere in classifica portandosi a quota 20, a punteggio pieno proprio come la Rugby Parma.
Nulla da fare per Noceto, alle prese con una crisi di risultati chea questo punto ne limitano fortemente
le ambizioni di inizio stagione. Tuttavia la squadra di Viappiani bè riuscita a creare qualche problema al Piacenza, soprattutto nel corso del primo tempo, tanto da chiuderlo sul parziale di 14-6. Punteggio verificatosi in buona parte per merito degli ospiti ma anche per qualche manchevolezza da parte dei padroni di
casa. Alle mete di Joaquin Guerra e Filippo Ravilli Noceto ha risposto con altrettanti piazzati ma
nulla di più. Il parziale non poteva certo soddisfare Cornelli e compagni, ne tanto meno coach Claudio Forte e il suo staff, per cui il pubblico del Beltrametti si attendevaun ritornoin campo con ben altro atteggiamento. E così stato. In avvio di ripresa Noceto ha marcato la sua prima meta, poi Barla ha illuso i propri tifosi calciando il piazzato del sorpasso (14-16) ma da quel momento in poi il Piacenza ha ripreso il controllo della gara marcando altre quattro mete.
La più bella ed entusiasmante quella firmata dal pilone Daniele Greco, a fine gara, dopo una corsa di oltre trenta metri vanamente inseguito da due difensori ospiti.
Uscita anticipata dal campo invece per Dapaah,sanzionato con un “giallo” a seguito di “confronto ravvicinato” tra alcuni giocatori delle due squadre. Domenica, biancorossi al Beltrametti con ospite l’Asr Milano.
Leonardo Piriti
Libertà 01/12/25
Tutti pazzi per Marazzi…
Più o meno volontariamente oggi tocca a Vittorio Marazzi sottoporsi alle domande, ormai rito settimanale, per conoscere meglio i giocatori del Piacenza Rugby.
Raccontaci del tuo incontro con il gioco di Rugby e del percorso che ti ha portato fino a Piacenza.
Era il giorno del mio 7mo compleanno quando papà (ex giocatore di rugby a Roma) mi ha portato al campo di rugby di Sondrio, dove risiedevamo in quel periodo e da quel giorno non ho più smesso. Dopo i primi anni nelle giovanili del Sondrio sono passato al Calvisano per poi proseguire a Parma con L’ Amatori, in seguito un anno in Accademia con la quale abbiamo giocato il campionato di serie A, per ritornare a Parma con i crociati. Da qui sono passato alle Fiamme Oro dove ho giocato per qualche anno, per poi smettere temporaneamente. In questo periodo ho incontrato Sandro Pagani che mi ha proposto di venire a giocare al Piacenza (allora in serie B). Proprio in quell’anno dovevo chiedere di essere destinato professionalmente dalla Polizia in qualche città per cui la mia scelta anche professionale è stata Piacenza, che non conoscevo e dove non ero mai stato. Ad oggi sto giocando per l’ottava stagione del Piacenza Rugby, sono ormai un veterano di questa squadra e penso di essere il terzo o il quarto per anzianità.
Vedendoti dalle tribune, la tua forma fisica sembra smagliante
Sono i tempi di recupero che si stanno allungando. Anni fa, al lunedì mattina mi sentivo in piena forma, adesso al mercoledì porto ancora il peso della partita della domenica precedente.
In questi anni che evoluzione hai vissuto da giocatore in questa squadra?
Rispetto alla mia prima stagione a Piacenza ho vissuto davvero tantissimi cambiamenti sia a livello societario, che nella squadra. Il mio primo allenatore a Piacenza era stato Rollestone, ma la costante di tutti questi anni è stata la presenza di Hogan vero filo conduttore soprattutto per noi avanti
Come hai vissuto il passaggio dalla B alla A e da Grangetto a Forte?
Sono stato preso come giocatore professionista dal Piacenza Rugby per cui preferisco non esprimermi sulle scelte societarie. Mi trovavo molto bene con Grangetto e mi trovo molto bene con Forte. Sono due allenatori tecnicamente e umanamente molto diversi ma di notevole valore entrambi. Allenare in serie A è sicuramente molto differente, richiede allo staff tecnico e alla squadra un impegno molto maggiore e più professionale. In serie B poteva bastare anche il valore di qualche giocatore per vincere le partite, mentre in serie A è necessario che tutta la squadra si prepari per un livello decisamente superiore.
Visti da fuori rispetto allo scorso anno siete riusciti ad alzare notevolmente il livello di gioco
Sì, dobbiamo ringraziare la società per aver potuto e saputo trovare proprio gli elementi necessari ad alzare la qualità del nostro gioco. I nuovi arrivati hanno saputo entrare velocemente sia nel nostro gioco sia soprattutto nella nostra squadra. Si sono davvero inseriti bene e ci sentiamo davvero una bella squadra, che va il oltre al valore personale di ognuno. Questa non è una cosa scontata quando sono tanti i giocatori che si uniscono per la prima volta in un ambiente nuovo
Merito anche di voi “grandi” della squadra l’aver saputo accogliere e integrare così bene i nuovi arrivati
Merito di tutta la società che ha saputo dare le direttive giuste che abbiamo saputo seguire. Sembra che tutto stia andando nella direzione giusta, ma non mi voglio sbilanciare troppo. I cavalli di razza si vedono all’arrivo.
Tu e Matteo Cornelli siete i portatori d’ordine e l’esempio in ogni momento per tutta la squadra, che nonostante voi in alcuni momenti rimane ancora un po’ disordinata e a volte molto fallosa
Penso che l’unica cosa che ancora manca è il tempo. Il tempo per portare tutta la squadra e tutta la società allo stesso livello di qualità. Per salire di livello ci vuole molto più tempo che per scendere. Noi stiamo puntando in alto e per spostare la nostra asticella ci serve ancora un po’ di tempo. La qualità del nostro gioco si è già alzata e perché tutti possano essere allo stesso livello tre partite di campionato ed un’amichevole non sono ancora sufficienti, specie per i più giovani, ai quali va comunque concessa la possibilità di sbagliare per poter crescere
Come vedi i giovani della squadra?
Noi più grandi ed esperti ce ne accorgiamo chiaramente in campo che sono ragazzi di valore. Ci mettono anima e cuore e soprattutto ci mettono gambe per arrivare dove noi vecchi arriviamo con la esperienza. È bello sentirsi presi come riferimento, sentirsi fare domande su come poter migliorare, poter offrire la mia esperienza per il bene della società è molto gratificante.
Come ti spieghi che la maggior parte delle tante mete marcate siano state fatte grazie agli avanti?
Noi cerchiamo sempre di preparare le partite nel migliore dei modi con l’obiettivo di vincerle sempre. Le mete valgono 5 punti chiunque le marchi. Per ora, per diversi fattori siamo stati noi avanti i principali marcatori di punti. Sicuramente il pacchetto di mischia del Piacenza rugby di quest’anno oltre ad essere fortissimo è anche molto dinamico, per cui riesce ad essere quasi sempre dominante e le mete vengono di conseguenza. La touche che era il nostro anello debole, da questa stagione è diventata il nostro punto di forza e ci consente di avere tantissime opzioni di gioco in più. Posso dire che il gioco di noi avanti è più basico, quello dei ¾ è più complesso e con più alternative da scegliere in pochissimo tempo.
È necessario considerare che l’età media di voi avanti è molto più alta di quella della linea arretrata
Cerchiamo di essere una sicurezza per la squadra. Cerchiamo di fornire quanti più palloni possibili da giocare. Sono sicuro che nella seconda parte della stagione le mete segnate dai nostri ¾ saranno di più di quelli segnati da noi avanti, ma l’importante è fare le mete e che il Piacenza vinca le partite
Sembrate una squadra che gioca con felicità
Verissimo! È bello poter giocare la domenica insieme a questa squadra e con loro diventa meno pesante anche il dover lavorare duramente durante gli allenamenti. Siamo consapevoli di essere una squadra forte e di essere un bel gruppo a 360 gradi. Ogni domenica vogliamo mettere un mattone in più per raggiungere l’obiettivo più alto, vogliamo provare vincere tutte le partite. Stiamo lavorando tutti nella stessa direzione, i presupposti ci sono tutti, abbiamo degli ottimi giovani anche dal vivaio piacentino, la società ci supporta nei migliori dei modi possibile. Faccio molto volentieri il sacrificio per rendere possibile conciliare la mia professione ed il rugby. Mi voglio godere fino in fondo la possibilità di giocare con questi ragazzi per raggiungere l’obiettivo desiderato, avrei avuto davvero troppi rimorsi se non avessi giocato questa stagione. Per il futuro non mi sbilancio, ma vedremo…
Oramai lo si può considerare un piacentino acquisito, nonostante l’accento romano sempre molto marcato. Per anni si è caricato sulle spalle le sorti della squadra. Un grazie di cuore a Vittorio e la speranza che questa sia solo un’altra stagione con la maglia biancorossa ancora più ricca di soddisfazioni.
Sempre… FORZA PIACENZA!!!
Paolo Fernandi

























































































