Quasi mezzo secolo in biancorosso, l’allenatore della difesa non usa mezzi termini: «ci divertiremo»
Da quasi mezzo secolo, esattamente 48 anni ininterrotti, Sandro Pagani fa parte del Piacenza Rugby. Prima come giocatore poi come allenatore e anche dirigente.
Trafila nelle giovanili, l’esordio in serie C a 17 anni contro Modena, un’apparizione sul palcoscenico internazionale alla Galleana nella selezione piacentina – parmense contro il Battaillon de Joinville (anteprima di Italia – Francia, ndc) fino al grave infortunio a un ginocchio che lo costrinse a restare fuori dai campi da gioco per un’intera stagione. Una volta ripresa l’attività, Pagani concluse la sua carriera nel ‘96, giocando l’ultima partita nel campionato Top 10 contro il Milan stellare di Silvio Belrlusconi.
«Miglior addio al rugby giocato non l’avrei potuto sperare – ricorda Pagani – affrontando uno squadrone tra i migliori in Europa. C’erano Carlo Orlandi, David Campese, Diego Dominguez e tanti altri fuoriclasse, compresi i nazionali italiani. Poi iniziai un nuovo percorso come allenatore, partendo dalla nostra Under 18.
Ricordo con piacere la squadra della stagione 2010-2011 che conquistò il titolo regionale e il secondo posto nell’interregionale: la maggior parte di quei ragazzi andarono poi a comporre la futura serie A che guadagnammo tre anni dopo. Nel corso degli anni ho svolto anche incarichi dirigenziali come quello di team manager
in Coppa Europa e il consigliere durante la presidenza Mazzoni, però quello di allenatore è il ruolo che preferisco».
Parliamo di questo Piacenza, prossimo alla sua seconda stagione in A2, e del suo ruolo all’interno della squadra.
«Mi occupo dei trequarti e della difesa in uno staff che comprende anche Fabio Berzieri e GiovanniFranchi, sotto la responsabilità dell’head coach Claudio Forte. Ci conosciamo tutti da una vita, ho persino allenato Claudio nelle giovanili e mi fa un piacere enorme trovarlo alla guida del Piacenza. E’ giovane ma farà sicuramente strada perché molto preparato e competente. Le sue idee e il suo modo di interpretare il rugby moderno hanno già dato risultatimolto positivi a partire dalla passata stagione e sono certo che in questa si otterranno ulteriori miglioramenti ».
Sembra piuttosto riduttivo parlare esclusiavamente di miglioramenti in questo torneo. Anche alla luce del successo su Alghero, il Piacenza potrà lottare la Serie A Elite?
«Lottiamo per vincere ogni volta che entriamo in campo. Sul mercato ci siamo mossi con estrema cautela, in conformità di un budget limitato, ma comunque sufficiente per rinforzare alcuni ruoli e soprattutto abbiamo offerto spazio ai nostri giovani che stanno crescendo grazie al Progetto Omnia. Non c’è retrocessione, quindi l’unico obiettivo è la promozione che, nel nostro girone, coinvolge tre o quattro formazioni: tutte però dovranno fare molta attenzione perché le atre squadre hanno nulla da perdere e non hanno la pressione del “vincere ad ogni
costo per la classifica”. Quanto al Piacenza, sono fiducioso: ci divertiremo parecchio»
Leonardo Piriti
Libertà 30/10/2025












































































































































































