Promozione in serie A e settore giovanile: così ci giochiamo il futuro

BILANCIO DEL PRIMO ANNO DA NUMERO UNO DELLA SOCIETA’: «IL MINIRUGBY RAPPRESENTA UNA DELLE SFIDE PIÙ STIMOLANTI»

Un anno da presidente del Piacenza Rugby. Dodici mesi di cento cose da fare e di mille da progettare.
Daniele Boccuni si volta indietro con un po’ di sano fiatone e con in corpo l’adrenalina di chi ha appena iniziato un lavoro lungo, articolato, per forza da spalmare nel medio, se non addirittura nel lungo periodo.

«Il mio primo sentimento – attacca con la tipica umiltà di chi si sente del tutto presidente operaio, lontano anni luce da tentazioni da primadonna – è quello di un immenso orgoglio per questa carica che credo possa provare fino in fondo solo chi è stato giocatore per questi colori. Il resto sono soprattutto concentrazione e maniche rimboccate per correre il più velocemente possibile in più direzioni».

Boccuni, da buon rugbysta, ne fa principalmente un discorso di collettivo e non individuale. Parla di: «Un Consiglio che funziona, che sa lavorare nell’ombra e che sa mettere da parte i personalismi.
Con, al nostro interno, una legge non scritta ma ben chiara a tutti: chi non si attiene alle regole che ci siamo dati, si taglia da solo».

La vera novità rispetto agli ultimi mesi è l’abbattimento dei tempi per fare le cose.
«Abbiamo acquisito un po’ di esperienza dallo scorso luglio. Si fanno meno preamboli, meno chiacchiere e si va dritti al punto della questione. Un discorso fisiologico che sta evolvendo in maniera naturale».

Nel dettaglio, spaziando senza una scaletta precotta.
«Stiamo provando a rimettere in piedi la seconda squadra, per poi iscriverla al campionato di serie C2. E’ molto utile, è un punto di aggregazione credo irrinunciabile».

C’è poi la vetrina della prima squadra.
«L’anno zero è trascorso secondo i piani. La conferma dello staff tecnico è la miglior testimonianza che il lavoro procede secondo i piani e che siamo pronti per fare un nuovo gradino verso l’alto, ma sempre secondo la nostra gamba».

Serie A perché in B ci siamo già: cantano certi curvaioli del calcio. Inutile girarci attorno: per il glorioso Piacenza Rugby Club la cadetteria non può che essere un trampolino.
«Lo sappiamo tutti, poi c’è l’umiltà di rispettare fino in fondo una concorrenza davvero competitiva e, se permette, anche un po’ di scaramanzia. Siamo pronti a puntare alla serie A, con la convinzione di essere un XV di prima fascia, ma pure ben consapevoli che il nostro budget ha dei limiti, che certe squadre stanno investendo tanto e che per raggiungere certi traguardi servirà anche un pizzico di fortuna. Ciò detto, da ottobre si andrà in campo per provarci con tutto quello che abbiamo in corpo. Ci stiamo rinforzando, Thrower può fare la differenza, gli infortunati stanno recuperando. Insomma, usciamo da un campionato che ci ha rilanciato, pronti ora a fare un nuovo, importante passo».

Prima squadra, ma non solo. C’è un settore giovanile tutto concentrato a crescere e ad allargare la base, al pari di un minirugby in cui il club crede molto.
«Il minirugby – conferma Boccuni con orgoglio – rappresenta una delle sfide più stimolanti per noi. Si è creato un bel gruppo di genitori, i ragazzi si divertono respirando i valori più autentici del rugby. La strada è questa. Allargando il discorso, prosegue un accordo di collaborazione con i Lyons. E poi punteremo molto sull’Under 14: il nostro futuro dietro l’angolo è qui».

Avanti anche con la collaborazioni con rugby femminile e football americano.
«Anche per questo, ci serve migliorare e potenziare la struttura di Le Mose, puntando a una nuo-va Club House. Col Comune il dialogo è aperto. Per tutto serve pazienza e buona volontà, noi ne abbiamo».

Carlo Danani
Libertà 17/07/2019

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