Piacenza Rugby avanti con Rolleston e Berzieri per puntare alla serie A

Il director Pagani: «Il settore giovanile e la struttura rimangono le nostre priorità, ma un obiettivo non ne esclude un altro»

Hanno impiegato più o meno 3 secondi per trovare il nuovo accordo. «Perchè entrambi al Piacenza Rugby sono a casa loro». Kelly Rolleston e Fabio Berzieri rimangono sulla panchina biancorossa. Trattativa elementare per Sandro Pagani, director of rugby felice di poter allungare un rapporto sempre più soddisfacente sotto ogni latitudine.
«Il feeling tecnico è notevole, con questo gruppo di lavoro il tempo sta trascorrendo in maniera davvero proficua. Nello staff non va dimenticato Giulio Forte, preparatore atletico che apprezziamo sempre di più. Anche lui è confermato».

Per costruire il futuro, insomma, il Piacenza pesca in un passato ancora fumante di bei ricordi. Il quarto posto nell’ultimo campionato di serie B – agli occhi del club di Daniele Boccuni – rappresenta un ideale trampolino di lancio verso un avvenire, a breve, dove, inutile girarci attorno, l’obiettivo è quello di confezionare un nuovo salto di qualità.

«Che significa – ammette Pagani – lottare alla pari con le primissime della classe, cioè Cus Milano, Monferrato e Rovato».

I ritorni di Casali e Alberti
Taccuino infuocato quello di Pagani: i nomi, e soprattutto i cognomi, non mancano.
«Anche se le spese folli non rientrano nel nostro modo di agire». In cima alla lista dei desiderata di Pagani, ecco due ritorni che avrebbero del clamoroso e dello stuzzicante: Andrea Alberti e Alessandro Casali.
Il pilone è reduce da un campionato di serie A respirato con addosso la casacca del Noceto. Il terza linea era invece a Brescia, sempre in A. Pagani, da copione, non si sbilancia, anche se placcare l’ottimismo è molto complicato. «Per la nostra mischia sarebbero ritorni davvero importanti».

Non solo prima squadra, anzi. «La cura del settore giovanile e della struttura – conferma Pagani – rimangono le nostre priorità, ma un obiettivo non ne esclude un altro. Alla serie A pensiamo, la stiamo coltivando perchè l’ambizione non può mancare. Ma non ne abbiamo mai fatto una malattia: questa rimane la nostra filosofia».

Carlo Danani
Libertà del 02/07/19

Leave a Reply