«Piacenza Rugby avanti ma il placcaggio è duro»

Coronavirus – Il presidente Boccuni: il grande amore per la maglia ci darà la forza per ripartire più forte di prima

Il placcaggio del virus è di quelli devastanti, unico per violenza e disorientamento. Ma l’ovale t’insegna a rialzarti sempre e comunque, qualsiasi cosa succeda attorno a te e su di te.
All’Everest Piacenza Rugby ci stanno provando, con tutte le mille e più difficoltà del caso.
Piacenza fino a un mese fa al centro di una stagione in piena sintonia con i progetti definiti la scorsa estate dal presidente Daniele Boccuni e dai suoi collaboratori: prima squadra protagonista in serie B, un settore giovanile e minirugby che si danno da fare per ampliare qualità e quantità.

Poi questa bomba atomica che spedisce l’aspetto agonistico all’ultimissimo posto e che porta in cima alle priorità tutto ciò che riguarda aspetto umano e derivati.

«Il nostro club piange i suoi morti – commenta amaro il numero uno della gloriosa società – Più che mai in questo momento noi rugbysti ci aggrappiamo ai valori che ci hanno fatto innamorare del nostro sport. In questi periodi il senso di compattezza che stanno dando i nostri tesserati è addirittura commovente. Ognuno a casa sua, ma tutti in contatto, tutti pronti a fare

in modo di alleggerire all’amico una quotidianità davvero pesante sotto tanti punti di vista». Esempi: un’iniziativa su tutte. «Gli allenamenti da casa per i nostri giovani, con un vero e proprio esame della qualità degli esercizi, perché poi quando tutto sarà finito i migliori avranno in premio maglie e palloni. Capisco che soprattutto i più piccoli soffrano questa situazione e allora il compito di noi adulti è quello di tenerli impegnati il più possibile, in modo che la loro sofferenza sia leggermente minore». La stagione della serie B e dei campionati giovanili. Boccuni non ha dubbi: «Per me tutti i campionati possono finire qui. Che senso avrebbe riprendere a giocare prima di giugno? Quali sarebbero le valenze tecniche e agonistiche dopo uno stop del genere, in un periodo che avrebbe dovuto essere di massima attività? Chiudiamola qui e se ne riparlerà a settembre. Direi che oggi le priorità sono altre». La bastonata a livello economico è tremenda, probabilmente per tutti, nessuno escluso. E il Piacenza non fa eccezione.

«E’ un problema, non lo nascondo. Chi ci sta dando una mano per fare attività, lo potrà continuare a fare? La volontà secondo me ci sarebbe, ma le condizioni? In estate guarderemo quanto avremo incassa e da lì definiremo gli obiettivi della prima squadra. Ma ribadisco, un’epoca del genere le ambizioni tecniche e agonistiche scivolano all’ultimo posto. In cima per noi ci sono gli aspetti umani. Per questo, dico serenamente che se la nostra cassa sarà vuota o giù di lì, ci adegueremo e andremo avanti come potremo. Fermo restando che la nostra autentica forza è l’amore verso la maglia. E questo nessun virus al mondo potrà portarcelo via». Ergo? «Ergo, ci siamo sempre detti di puntare soprattutto sulle strutture, sugli impianti. E’ quello che stiamo facendo e che continueremo a fare. Ora abbiamo in gestione a Le Mose una nuova area che vorremmo destinare a nuovi campi per il minirugby. Ecco, appena

sarà possibile ci ritroveremo tutti nella nostra sede per una grande festa. Sogno a giugno di poter organizzare partite, qualche torneo e di ritornare a respirare la nostra atmosfera con i miei compagni di viaggio, le loro famiglie e le società che avranno piacere di unirsi a noi».

E poi un pensiero fuori dal Piacenza Rugby.
«Sono convinto che la gente stia capendo quanto stiamo rischiando in questo periodo unico. Alla fine, credo che ci ritroveremo tutti migliori. M’immagino meno polemiche, meno volontà di inseguire interessi personali, più attenzione e considerazione verso il prossimo».

Carlo Danani
Libertà 17/03/2020

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