Con 9 mete il Cus Milano riporta subito sulla terra l’Everest Piacenza Rugby

Serie B – Mai in partita, la squadra di Rolleston e Berzieri subisce una severa lezione

EVEREST PIACENZA RUGBY – CUS MILANO 62-19

EVEREST PIACENZA RUGBY: Thrower (58’ Nosotti); Grandi, Buccellari (64’ Trabacchi), Barani, Fuina; Beghi, Negrello; M. Alberti (64’ Bilal), Marazzi (16’ Battini, 78’ Sofo), Tribastone (58’ Franchi); Bonatti, Casali; Barzan (52’ Co’), Baccalini, A. Alberti. All.Rolleston, Berzieri.
MARCATORI: 3’ mt.Cus Milano (0-5); 7’ mt.tr.Cus Milano (0-12); 14’ mt.Grandi tr.Beghi (7-12); 23’ mt.Cus Milano (7-19); 29’ mt.tr.Cus Milano (7-26); 34’ mt.tr.Cus Milano (7-33). Secondo tempo: 8’ mt.Cus Milano (7-38); 12’ cp.Cus Milano (7-41); 23’ mt.tr.Cus Milano (7-48); 30’ mt.Beghi (12-48); 35’ mt.tr.Beghi (19-48); 37’ mt.tr.Cus Milano (19-55); 47’ mt.tr.Cus Milano (19- 62).

NOTE: Arbitro Sergi di Bologna, cartellino giallo al 79’ per Baccalini, terreno in ottime condizioni nonostante la pioggia delle ore precedenti.

PIACENZA- Diluvia sull’Everest Piacenza Rugby. Diluviano mete su sogni di grandezza che il Cus Milano, in un autentico pomeriggio da lupi, ridimensiona di brutto.
Il tanto atteso esame di maturità finisce con una roboante bocciatura per il XV di Rolleston e Berzieri. L’unica, magrissima consolazione è che siamo soltanto ai primi di novembre e che, quindi, il tempo per qualsiasi cosa esiste ancora. Certo che, se questi sono gli autentici valori, non resta che tributare lunghi applausi a un Cus Milano superiore in tutto e per tutto, mai sazio, capace d’infilare qualcosa come 9 mete a un Piacenza travolto fin dai primi palloni.

Tre minuti bastano ai viaggianti per sfondare un muro che scopriremo di cartapesta. Altri 4 giri di lancetta e c’è il bis: 12-0. Incubo allo stato purissimo, anche perchè Marazzi da un raggruppamento si rialza troppo acciaccato, prova a stringere i denti ma poi è costretto a chiedere il cambio. Sotto 2 mete a 0 e senza più una delle sue colonne: Piacenza già chiuso alle corde.

Poi gli avanti carrettano i colleghi, sulla pressione Grandi piazza un chirurgico intercetto che trasforma nella meta della speranza. Dici: Piacenza a lenta carburazione, adesso finalmente in grado di cominciare la sua partita. E invece no, niente di niente. Il guizzo di Grandi sarà una rondine solitaria in un inverno di bastonate senza sosta.
Che riprendono con cadenza regolare: il Cus Milano sfonda con svizzera puntualità, andando all’intervallo già oltre il bonus, su un 33-7 che rappresenta una garanzia a prova di bomba.

Il Piacenza, intanto, sbaglia tutto quello che può, usando molto male il piede, di rimbalzo prestando così il fianco a un Cus Milano che, recuperando ovali su ovali, può così innescare i suoi validissimi trequarti.
Ti aspetti un moto d’orgoglio in un secondo tempo ormai buono soltanto per almanacchi e statistiche. E, invece, lo spartito non cambia. Il Piacenza allunga la sua partita molle e ampiamente disordinata in difesa. Sulla coda, Beghi trova due guizzi che lo porteranno a firmare una doppietta di giornata, mettendo così i suoi in sugo da bonus. Ti aspetti un Piacenza all’arrembaggio e, invece, ancora la corazzata milanese fa la voce grossa, spedendo indietro i nostri, fino a piazzare l’ottava e la nona meta. Insomma, il pomeriggio si chiude col peggio del peggio. E adesso il compito è quello di mettere a frutto questa severissima lezione. Il tempo non manca.

Carlo Danani
Libertà del 04-11-19

Leave a Reply