Qualche domanda a Sandro Pagani nuovo director of rugby

Dopo 6 anni alla guida della Prima squadra, ora una nuova sfida per Sandro Pagani gli abbiamo chiesto come sta andando.

Lasci la panchina per la scrivania. Ti mancherà il tuo ruolo? Cosa cambia?
Il nuovo ruolo mi consente di occuparmi di progetti ambiziosi per la crescita della società, ma avendo anche la responsabilità tecnica e sportiva del club continuo a frequentare il campo di allenamento. Rolleston è il tecnico, insieme a Barillà, con cui mi sono trovato meglio, con lui director of rugby, per tre anni abbiamo condiviso idee di gioco, strategie, metodi di allenamento e anche se caratterialmente siamo molto diversi, c’è una sincera stima reciproca che ci lega oltre all’amicizia. Adesso praticamente ci siamo scambiati i ruoli, ma continueremo a lavorare insieme tuttavia, dopo 132 panchine consecutive, sarà durissima assistere alla partita dalla tribuna.

Come si è mosso il Piacenza in questa preseason? Volti nuovi? Rimpianti?
Secondo me abbiamo fatto tutti fin qui un ottimo lavoro,allestito una prima squadra competitiva e professionale che si è allenata duramente fin dalla prima seduta. I nuovi hanno portato un contributo determinante per la qualità tecnica e atletica della squadra. Il mio grosso rimpianto è quello di non essere riuscito a trattenere 3 giocatori importanti che hanno preferito club di serie A. Spero però di convincerli presto a ritornare con i fatti visto che il progetto non è bastato.

Come si è mosso il resto delle squadre di B? Favorite? Sorprese?
Il nostro è un girone molto equilibrato, con diverse squadre che hanno dichiarato apertamente le proprie velleità di promozione. Monferrato ha mancato di un soffio il traguardo la passata stagione, Lecco è stato protagonista di un girone di ritorno straordinario, Capoterra è la solita squadra veloce e difficile da battere, per lo meno in Sardegna, ma anche Rovato e Lumezzane hanno fatto investimenti importanti, allestendo rose interessanti con giocatori provenienti da Calvisano e Brescia.

Buon lavoro Sandro!