1977-1993 IL SOGNO DURA POCO E DIVENTA UN INCUBO

IL SOGNO DURA POCO E DIVENTA UN INCUBO

E’ un grande momento per il rugby piacentino: i biancorossi respirano l’aria inebriante della serie A, i Lyons si accasano in serie B. Quell’aria inebriante però, rischia di creare all’inizio più grattacapi più apprensioni che entusiasmi. Tutto o quasi si riduce a un mero fattore economico. Da un giorno all’altro si passa da una gestione fra i 30 e i 40 milioni ad una che ne richiede dai 100 ai 150 (siamo, lo ricordo, alla fine degli anni Settanta. Bei soldi, quindi….). E’ una calda estate. Quella che vede il ritorno in Sudafrica di Ball, ma anche un coinvolgimento importante della città, che reclama uno stadio in linea con le nuove ambizioni.

C’è una tribuna da 6-700 posti ed è anche scoperta (neanche a Piacenza ci fosse il clima di Cuba), ne serve una coperta da almeno mille posti: tanti sono gli spettatori minimi programmati per le partite in casa.. Piacenza scopre che non si vive di solo calcio, o quasi, il rugby diventa il fiore all’occhiello.

Si entra in un mondo nuovo, quello che vede Ennio Vitanza, telecronista Rai, venire a Piacenza per registrare un servizio sui neopromossi biancorossi: lo manda in onda “Telesport”, secondo canale. Non era mai successo.

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